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27/10/2026
27/10/2026 HELLE
''Un ruolo di intrattenimento, di gioia, di fratellanza, la musica potrebbe ancora averlo...''
Un disco che troveremo solo sul suo canale BandCamp… ed è questo l’ennesimo tassello di indipendenza di Helle. L’istinto che ferisce sa anche proteggere, almeno questo ci arriva nei sottoscala di un disco davvero intimo. Dentro “I tempi delle bestie”, Helle scrive di contraddizioni, spulcia nelle pieghe dei sentimenti (e questo l’ha sempre fatto lasciandoci dentro sospensioni e letture personali)… è un disco d’autore che rompe i cliché senza stravolgere niente.
Partiamo dal no a Spotify. Le tue personali ragioni? ''Grazie per la domanda. È stato un “no” momentaneo; all’inizio di gennaio il disco uscirà su tutte le piattaforme. Tuttavia, valutare le possibilità a nostra disposizione, come artisti, credo sia un aspetto molto importante del nostro mestiere. Non so cosa mi riserverà il futuro, da questo punto di vista. Vedremo…''.
Se, come prevedo, la risposta rimanda ancora a ragioni sociali, politiche… pensi che la musica possa dunque avere ancora questo ruolo nella società? ''Formalmente e razionalmente ti direi di sì. Un ruolo di intrattenimento, di gioia, di fratellanza, forse lo potrebbe ancora avere. Col cuore ti risponderei di no, invece. Basta ascoltare il testo delle canzoni con milioni (o miliardi) di ascolti per intuire in quale epoca l’uomo sia andato a finire. D’altronde, e qua forse mi spingo un po’ in là, ha altrettanto senso che una canzone intrattenga e basta, senza porsi il problema di dover insegnare per forza qualcosa a qualcuno. Non che sia per forza giusto, ma è comprensibile che accada. Quando torni a casa, di sera, e sei stanco morto, con la testa che frulla ancora per i pensieri del lavoro e della vita, una volta seduto sul divano, vuoi distrarti. Ha senso''.
Un disco sull’amore, sulla violenza anche… sulla colpa… è un tema che in qualche modo non ti abbandona mai, o sbaglio? ''Spero che siano temi importanti anche per altre persone, ma sì, personalmente, spesso ci sbatto la testa. Adoro parlarne, mi fa sentire meno sola''.
Un titolo velenoso, severo. Siamo divenuti ormai bestie? O lo eravamo da sempre? Che poi penso che dietro questo nome ci sia ben altro… ''Per me hai ragione, lo siamo da sempre. L’uomo non cambierà mai – finché ha il cervello che ha, s’intende. L’intenzione di questo titolo è quella di preannunciare un lavoro gutturale, estremo, sia nel bene che nel male. Parlando di bestie, non mi riferisco esclusivamente all’aspetto maligno dell’animale. Il cane, ad esempio, che in fin dei conti rimane una bestia, darebbe la vita per il suo padrone''.
Un disco ampio, lungo per i cliché… di certo non è un disco da cliché né un disco per le mode. Che rapporto hai dunque con le “regole del gioco”? Che poi, il cantautore oggi è già di suo “fuori dai giochi”… o forse sono tutte stupide banalità da nerd del giornalismo. Cosa ne pensi? ''Più fuori dai giochi del cantautore, non so chi ci sia! Non ho idea se sia un disco fuori moda… lo spero''.