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15/04/2016   ANDREA POZZA
  ''Abbiamo la mente aperta per non lasciarci imbrigliare dalle convenzioni più comuni...''

“Siciliana” è il nuovo album di Andrea Pozza, pubblicato a gennaio 2016 per l’etichetta l’inglese Trio Records e realizzato in trio con Andy Cleyndert al contrabbasso e Mark Taylor alla batteria, due tra i più importanti e quotati musicisti della scena jazzistica inglese ed americana. I tre musicisti collaborano assieme in Inghilterra da oltre 5 anni e si sono esibiti nei più importanti teatri e club londinesi - dal Ronnie Scott's, al “606”, al Bull' s Head e molti altri ancora. Per la prima volta hanno deciso di registrare e pubblicare un album dopo i successi ottenuti durante i loro tour nel Regno Unito e in Italia. Abbiamo incontrato Andrea Pozza per farci raccontare qualcosa sulla genesi di questo album e sulla sua oramai più che consolidata carriera. La tua passione per la musica è qualcosa che parte da molto lontano, fin da bambino? ''Sì, alla mia nascita in casa c'erano gia qualche centinaio di lp, mio padre Enos è un grande appassionato di jazz ed anche pianista per diletto. È stato lui che mi ha trasmesso la passione per il jazz e più in generale per la cultura musicale americana del 900, gli standard, il musical, i film di Fred Astaire e Gene Kelly ecc... E sempre lui mi ha insegnato i primi rudimenti del pianoforte''. “Siciliana”, il tuo nuovo cd in trio, nasce da un incontro, quello con Andrew Clyendert e Mark Taylor: ci puoi parlare di questo incontro e quali sono gli elementi musicali che vi accomunano? ''Conosco Mark da molti anni, almeno 20, e tutte le volte che ci incontravamo ci proponevamo di fare qualcosa insieme, finalmente è successo! Anche grazie ad Andrew, con il quale collaboro da qualche anno in Inghilterra, che ha fatto da "catalizzatore" per la costruzione di questo trio. Amiamo tutti e tre il jazz classico, ed anche le nostre esperienze e collaborazioni musicali lo confermano, ma tutti e tre abbiamo la mente aperta per non lasciarci imbrigliare dalle convenzioni più comuni anzi, abbiamo sempre voglia di sperimentare nuove soluzioni. Una cosa a cui non rinunciamo mai però è lo swing, la pulsazione ritmica, che noi tutti abbiamo assorbito dai grandi jazzisti con i quali abbiamo avuto la fortuna di collaborare e che è sicuramente la caratteristica che più ci fa amare questa musica''. Come mai hai deciso di pubblicare il tuo nuovo cd con una etichetta inglese? ''Perché in Inghilterra le condizioni che riguardavano la registrazione, il mixaggio, e la possibilità di gestire la parte economica erano più convenienti per questo progetto rispetto alle possibilità che avevo in Italia''. I brani che compongono questa registrazione sono standard della tradizione oltre che tuoi brani originali. Come avete selezionato le tracks? ''Abbiamo scelto brani di pianisti compositori, mettendo insieme una scaletta studiata “ad hoc” per questo cd. Il fatto che il titolo corrisponda alla famosa aria di Bach simboleggia il debito artistico che i jazzisti hanno con il grande compositore ed in generale con la musica barocca, che era, ed è ancora oggi ricca di improvvisazione!''. Quali pensi possano essere i punti di forza del tuo nuovo album “Siciliana”? ''Non è facile parlare dei propri lavori discografici, aspetto volentieri che ne parlino gli ascoltatori, sia esperti che non... Comunque devo dire che sono entusiasta della riuscita del disco, credo di aver dato il mio massimo, anche grazie al prezioso supporto dei miei partner. “Bolivia” e “Siciliana” sono brani di cui sono particolarmente soddisfatto. Sicuramente un punto di forza del cd è che i brani sono tutte “prime take”, cioè sono stati suonati una volta sola, quasi come in concerto, il che restituisce la spontaneità, l'immediatezza e la sincerità del momento dell'incisione, una caratteristica tipica della musica jazz che ritengo sia indispensabile e alla quale non si possa e non si debba rinunciare''. Vista la tua esperienza nel campo dell’insegnamento, secondo te la scuola cosa può e deve fare oggi per la formazione musicale e per insegnare il rispetto a chi svolge l’attività artistico musicale? ''La cosa più importante che un insegnante possa fare è trasmettere l'amore per la musica, far appassionare un allievo al tipo o stile di musica col quale sente più affinità significa aiutarlo a scorgere la propria strada musicale e a cominciare a percorrerla con le proprie gambe. È anche la "lieta fine" del proprio lavoro d'insegnante, quando scatta la passione automaticamente chi studia, sa anche cosa deve fare per trovare quello che cerca e a quel punto il lavoro dell'insegnante è quello di sostenere ed incoraggiare l'allievo negli eventuali momenti di crisi, o di fornire quelle nozioni che possono mancargli per inesperienza: ma il più a questo punto è fatto!''. Cosa è più importante per te l’essere o l’apparire? ''Beh, sicuramente l'essere! Anche se, visto che ci esibiamo su un palcoscenico, una parte di "apparire" è necessaria, direi la parte che ci fa apparire più possibile come realmente siamo! Sul palco ci sono tanti buoni motivi per essere stressati, se ci aggiungiamo anche quello di non essere sé stessi, dovendo fingere di apparire diversi da quello che si è, la fatica diventerebbe insostenibile!''. Ci parli delle tue esperienze live e quelle legate in particolar modo alla presentazione del cd? ''In attesa di un tour con il trio del cd che si svolgerà in autunno in Italia e a Marzo 2017 nel Regno Unito, sto presentando “Siciliana” anche col mio trio italiano, che comprende Aldo Zunino al basso e Stefano Bagnoli alla batteria, due grandi musicisti con i quali amo suonare ormai da molti anni. Siamo stati recentemente a Busto Arsizio e a Bolzano e saremo a Milano il 22 Maggio 2016 ed il 28 Giugno prossimo. Sempre a Giugno saremo a Napoli e Roma, il 15 Giugno a Bologna, il 3 Agosto a Santa Margherita Ligure (GE), e ci sono ancora tante altre date in via di definizione per l' estate. Oltre al trio porto avanti altre collaborazioni per me molto importanti, in duo con Scott Hamilton (saremo il 18 Giugno 2016 al “Perc Jazz Fest” di Laigueglia), in quartetto ed in duo con Bobby Watson a metà Luglio, col quartetto di Rosario Bonaccorso (a Feltre il 4 Agosto 2016), ecc... Sul mio sito web è comunque possibile trovare tutte le date dei miei concerti e le news che mi riguardano (www.andreapozza.it)''. Quali sono i tuoi prossimi progetti? ''Dal Febbraio 2015 è iniziata una preziosa collaborazione con lo straordinario Harry Allen (uno dei migliori sassofonisti al mondo, n.d.r.), con il quale sono stato in tour in Inghilterra nel 2015 ed in Italia ad inizio 2016 e con il quale abbiamo inciso un cd in quartetto con Simon Wolf al basso e Steve Brown alla batteria (ancora per la Trio Records); l'intenzione è di continuare a suonare sia in Inghilterra dove saremo in tour a Novembre 2016, sia in Italia, dove mi piacerebbe fare alcuni concerti aggiungendo Scott Hamilton (altra leggenda del Sax americano, n.d.r.), per un incontro di due dei più grandi tenoristi contemporanei. Sto anche componendo molto e mi sta venendo la voglia di realizzare un cd completamente dedicato a mie composizioni, ma il progetto è ancora in embrione!''. Dove si puo’ trovare il cd? ''Sui principali digital store, Itunes e Amazon, sul sito della Trio Records (www.triorecords.co.uk), chiedendo una copia (anche autografata!) a Top1 Communication (segreteria@top1communication.eu) o direttamente a me tramite facebook (https://m.facebook.com/AndreaPozzaOfficial) o mail (andpozza@gmail.com). Per i miei concittadini genovesi, il cd si può trovare presso Disco Club a Genova in via San Vincenzo 20''.