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24/05/2016   LATERAL BLAST
  ''Il nostro disco è un bel miscuglio! Però è un miscuglio ordinato...''

Anticipato dal singolo “Io Voglio Volare”, è uscito il 13 maggio in cd ed in digital download il nuovo album “La Luna Nel Pozzo” dei LATERAL BLAST, distribuito e promosso da (R)esisto. Abbiamo intervistato la band romana, ci hanno raccontato il loro nuovo lavoro, ci hanno raccontato le loro canzoni, un po' di aneddoti legati al nuovo disco, ci hanno svelato i loro gusti musicali e molto altro. Il vostro nuovo disco esce per (R)esisto il 15 maggio, volete parlarcene? ''Certamente! Si intitola “La Luna nel Pozzo”, contiene 11 tracce + 1 intro. E’ un album che affonda le radici nella tradizione del progressive rock mescolandola ad influenze e sperimentazioni più moderne, con un sound a tratti sognante e fantasioso, altre volte più duro e cupo. Insomma, è un bel miscuglio! Però è un miscuglio ordinato, ed è proprio quello che volevamo realizzare. Inoltre abbiamo avuto l’onore di ospitare in studio diversi musicisti d’eccezione, da Daniele Coccia (Il Muro del Canto, Surgery) a Sandro Travarelli (Banda Bassotti, Radici nel Cemento, Cristiano De André, ecc)''. "La luna nel pozzo" è il titolo del disco, quale significato ha per voi? ''''La Luna nel Pozzo'' è il titolo del quadro che abbiamo usato come copertina e che ci ha ispirato quando ancora il disco era allo stato embrionale. L’autore dell’opera è il pittore bolognese Vito Giarrizzo. Il dipinto raffigura degli uomini-bestie che, in un Eden surreale, corrono verso un pozzo cercando di afferrare la luna al suo interno, non accorgendosi che si tratta solamente di un riflesso. Noi ci abbiamo visto la metafora dell’uomo sempre alla ricerca di una verità che però molto spesso si rivela illusoria. L’avidità di conoscenza è il motore che spinge l’essere umano in questa ricerca. Si può dire che la realizzazione del disco, non volendo, ha calcato proprio questo percorso, ma con un risultato diverso rispetto a quello degli uomini del quadro''. Come sono nate le tracce che ascoltiamo nel nuovo lavoro? ''La prima forma del brano nasce dalle menti dei songwriter del gruppo, ovvero Leonardo (chitarra elettrica), Rosa (flauto traverso) ed Antonello (chitarra acustica), tutti e 3 cantanti. Ognuno di loro ha un approccio completamente diverso alla composizione. Leo ad esempio ha uno spiccato senso melodico e riesce a far sposare da subito melodia e testo. Rosa invece ha un’attenzione molto più mirata verso il testo, le sue sono vere e proprie poesie introspettive. Antonello invece, forte dei suoi ascolti in campo cantautorale, usa come punto di forza una bella chitarra arpeggiata come tappeto per la melodia. Ma dal momento in cui i brani entrano in una sala prove in cui ci sono 6 menti diverse, spesso prendono una direzione completamente opposta rispetto all’idea originale. La difficoltà è sempre cercare di mantenere come obiettivo il risultato sonoro finale senza che nessuno si imponga sugli altri 5 del gruppo, ma con il tempo abbiamo imparato a mettere in pratica e confrontare nella migliore maniera le varie idee, mantenendo sempre il focus sul risultato sonoro complessivo, che è l’unica cosa che conta''. Molto bella la copertina del disco. Come è nata questa idea? ''Con il nostro primo album, “I Am Free”, c’era la voglia di riportare in auge un cliché, se così vogliamo chiamarlo, degli album del filone prog rock, ovvero l’opera d’arte come cover del disco. Siamo entrati in contatto con Vito che ci ha gentilmente concesso una sua opera, ''Evoluzione Antioraria'', come copertina. Per l’album successivo, ancor prima di comporre qualsiasi brano, avevamo già scelto la copertina, che è il diretto seguito di ''Evoluzione Antioraria''. L’opera d’arte ha ispirato la stesura di gran parte dei pezzi del nuovo disco''. Il primo singolo che ha anticipato l’uscita dell'album è "Io voglio volare". Come mai avete scelto questo pezzo come assaggio del nuovo lavoro? ''Mettiamola così: noi prendiamo il prog e in certi casi lo smussiamo dalla sua eccessiva ampollosità. Il risultato ottenuto spesso è una via di mezzo tra un messaggio musicale diretto e immediato ed una musica ricca di orpelli. Con “Io voglio volare” è successo il contrario: abbiamo preso una ballad per chitarra e voce e l’abbiamo resa più “prog”. E’ rimasto quindi un pezzo diretto, che manda un messaggio ben chiaro e che abbraccia un pubblico più vasto. Inoltre è il brano che più di tutti si presta per la realizzazione di un videoclip a causa della durata e del significato del testo, tant’è che alla fine abbiamo realizzato più un cortometraggio che un video musicale, coinvolgendo anche l’attore di TV e cinema Pietro De Silva''. Qual è la vostra personale visione dell’attuale scena musicale italiana? ''Faticosa ma non disperata. Se per band come la nostra non ci fossero possibilità, non staremmo qui a chiacchierarne e avremmo ripiegato tutti su un altro lavoro. La difficoltà sta nello sgomitare tra i vari artisti che rimangono emergenti a vita, mentre i big continuano a stare in alto. E’ un divario paradossale, vista la voglia che c’è di portare una ventata d’aria fresca dal basso. Diciamo che nella situazione attuale, se sei un artista emergente devi avere la capacità di architettare delle strategie ancor prima di proporre la tua musica. Bisogna essere sempre all’erta, informati e attenti a quello che succede per poter fare la mossa giusta''. Per tutti i nostri lettori, come possono mettersi in contatto con voi e su quali canali si può ascoltare/acquistare il disco? ''Potete trovarci sul nostro sito www.lateralblast.it e su Facebook, Twitter, Youtube e Instagram cercando il nostro nome. Per quanto riguarda il disco, oltre alla possibilità di acquistarlo in copie fisiche ai nostri concerti o tramite il sito, si può trovare nei principali digital store''.