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21/06/2016   IOSONOUNCANE
  ''L'attuale è effimero per definizione, la musica deve puntare all'universale...''

A seguito del concerto di venerdì 17 giugno al Parco del Cavaticcio di Bologna, Samuele Conficoni ha contattato Iosonouncane per parlare con lui del suo nuovo tour, di ''DIE'' e della scena musicale attuale. Quello di ieri è stato il tuo quarto concerto a cui ho assistito in poco meno di un anno. Gli altri tre - sempre a Bologna e tutti nel 2015 (Palazzo Pepoli, Bolognetti Rocks e Locomotiv) - sono stati molto affascinanti ed estremamente diversi tra loro; la caratteristica simile è che in tutti e tre tu eri da solo sul palco (solo una volta accompagnato da una seconda voce). Che tipo di lavoro hai effettuato sulle tue canzoni - in particolare su quelle di ''DIE'' - per questo "Mandria Tour", dal momento che stavolta sei accompagnato da una band? ''I brani di ''Die'' sono molto impegnativi da suonare sia dal punto di vista tecnico che da quello mnemonico. Quando abbiamo ripreso in mano gli arrangiamenti del disco per distribuire le parti, ci siamo resi conto che non c'è nulla di decorativo o sacrificabile, neanche il più piccolo campione di voce - responsabile, magari, di sottolineare l'accento in levare di un groove. Il lavoro più lungo e faticoso, durato quasi due mesi e che ci ha impegnati quotidianamente, è stato proprio questo: capire brano per brano come gestire tutti gli elementi e come distribuirli meticolosamente fra di noi, e sulla base di ciò, quindi, mettere insieme per ognuno strumenti, effetti, ruoli''. Nel corso dei mesi i brani di ''DIE'' hanno assunto volti differenti in concerto. Che cosa cerchi di mantenere e che cosa cerchi di cambiare nelle versioni dal vivo rispetto a quella registrata in studio? ''Direi la natura dei brani. Gli arrangiamenti dei brani di ''DIE'', dal vivo, sono pressoché identici alle versioni su disco - salvo alcuni momenti di improvvisazione. Quello che cambia significativamente sono le dinamiche dell'esecuzione''. La figura del cantautore è cambiata molto nel corso dei decenni, in Italia come all'estero. Registrare oggi un intero album rinunciando alla tecnologia è secondo me poco attuale. Cosa ne pensi? Come ti rapporti con l'elettronica, i campionamenti e la produzione? ''Penso innanzitutto che la ricerca di una attualità sia una condanna e un errore: l'attuale è effimero per definizione, e la musica - così come la fotografia o il cinema o la poesia - deve a mio avviso puntare all'universale, all'a-temporale. Alla luce di ciò non posso che considerare l'elettronica un mezzo fra tanti, né più né meno''. Nel 1985 Italo Calvino, in un ciclo di conferenze note come "Lezioni Americane", indicava sei sostantivi che si auspicava sarebbero state le caratteristiche principali della letteratura del nuovo millennio. Se dovessi indicarne tre o quattro per quanto riguarda la musica dei prossimi decenni, quali sarebbero? ''...Non so davvero rispondere...''. (Samuele Conficoni)