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24/06/2016   I PLEBEI
  ''Le nostre canzoni raccontano la vita nelle sue molteplici forme...''

Il 29 Aprile è uscito, in CD ed in tutti i negozi digitali, il nuovo album de I PLEBEI distribuito e promosso da (R)esisto. Il disco contiene brani che attingono dal blues al folk, ma anche dalla canzone popolare italiana, tra cui il singolo “Mosse e Contromosse” in rotazione radio. Abbiamo avuto la possibilità di intervistarli, ci hanno raccontato il loro disco, ci hanno parlato delle loro influenze musicali, dei loro progetti futuri e molto altro. Il vostro nuovo disco è uscito per (R)esisto il 29 Aprile, volete parlarcene? ''Sì, la (R)esisto di Massimiliano Lambertini ci ha dato la fantastica opportunità di promuovere e distribuire questo nostro ultimo lavoro. Era da tempo che cercavamo una persona come lui per farci conoscere ad un pubblico più ampio e dobbiamo dire che i risultati al momento sono molto soddisfacenti''. "Eterna è la tensione, di clavicole ingranaggi e leve" è il titolo del disco, quale significato ha per voi? ''Il significato è da ricercare nei moti eterni dell'universo. Quando una tensione, una forza, è sempre attiva, allora anche il movimento si perpetua all'infinito; proprio come accade per i pianeti nei sistemi solari e per gli elettroni in quelli atomici. Le clavicole e gli ingranaggi ricalcano l'archetipico movimento di rotazione, vale a dire tutto ciò che da un punto parte e allo stesso punto ritorna, mentre la leva simboleggia il concetto di fulcro, un sostegno dove tutto il meccanismo poggia per essere attivato e sostenuto. In parole povere il tutto si riassume in una sola parola: la vita''. Come sono nate le tracce che ascoltiamo nel nuovo lavoro? ''Le tracce sono 11 in tutto e tutte ci raccontano la vita nelle sue molteplici forme. Il disco parte con "Africa", una canzone nata per affrancare lo schiavismo nero ad opera dei bianchi; una canzone che con spensieratezza restituisce una certa dignità culturale ad un continente come l'Africa, ricco di risorse ma volutamente diviso per essere facilmente dominato. "Che ne capisce la scimmia" nasce da una semplice presa di coscienza nei confronti dell'essere umano odierno, è la dimostrazione che l'evoluzione si è fermata nel momento in cui le scimmie hanno occupato i principali posti di potere in ogni settore (chi ha orecchie per intendere...). Con "I Fortini del Sud" chiunque entra in contatto con l'amarezza che si prova quando qualcosa di prezioso va perduto per sempre. Una parte del testo della quarta traccia, "Mosse e contromosse", dà il titolo all'album. Gli ingranaggi, le molle spiraliformi e le leve regalano la vita a pupazzi e burattini meccanici. "Papirossen" è una canzone popolare yddish che abbiamo tradotto in italiano lasciando originale solo il ritornello. L'abbiamo fatto per rendere noto agli italiani il significato del testo e per onorare la millenaria cultura ebraica. Arriviamo così alla sesta traccia "Il ragno stanco", e alla settima "Serendipity Circus", che non sono vere e proprie canzoni. "Il ragno stanco" è una narrazione, accompagnata dalla fisarmonica di Zibbonio Berretti (in arte Simon Coppolino), che descrive la breve vita di un ragno il quale, mosso da sconsiderata curiosità, trova la morte nella fossa di un cimitero custodito da un gatto bianco e uno nero. E' sostanzialmente un monito per chi affronta la vita sprovvisto di saggezza. C'è da dire che un nostro fan e animatore grafico Andrea Oberosler, ha realizzato un cortometraggio de "Il ragno stanco" vincendo il primo premio al "Pistoia corto film festival" tenutosi a La villa Resort di Montecatini Terme, per la sezione "Cartoon & comics". "Serendipity Circus" è un circense stacchetto musicale, volutamente legato alla traccia precedente come per burlarsi della malsana curiosità del ragno. Un ulteriore monito arriva da "La vita che se ne va": un consiglio per vivere appieno il presente ed un invito a prendere il treno prima che questo parta. Invece, "La lusinga di Lucifuge Rofocal" nasce da una rivisitazione del Faust di Goethe. Il cantante della band deve fare i conti con le tentazioni e le lusinghe di un satanasso in cambio dell'anima. Come si può descrivere l'amore se non mediante aforismi? Questo almeno è ciò che hanno tentato di fare filosofi, poeti e letterati in ogni tempo. Noi che siamo solo dei poveri plebei, abbiamo tentato di fare la stessa cosa con la decima traccia: "Amorismi". Infine "Joe" è la speranza per il futuro e simboleggia la nostra band: "I Plebei". Molto bella la copertina del disco. Come è nata questa idea? ''Abbiamo pensato di offrire al possessore del disco, non solo arte musicale, mediante l'ascolto, e arte letteraria tramite la lettura dei testi, ma anche arte pittorica. Infatti sia la copertina del disco che l'intero libretto interno, è stato illustrato dalla pittrice e nostra amica Giulia Tarter. La copertina del disco è un quadro che è nato per noi e che adesso fa parte del repertorio della pittrice stessa. Chi acquista il disco, quindi, assaggerà un triplice godimento''. Il primo singolo che ha anticipato l’uscita dell'album è "Mosse e Contromosse". Come mai avete scelto questo pezzo come assaggio del nuovo lavoro? ''Semplicemente perché, come detto sopra, oltre a contenere nel testo il titolo dell'album, ci sembrava il brano che meglio avrebbe saputo descrivere la vita in tutte le sue forme, e quindi l'album stesso''. Cosa vi aspettate per il futuro del progetto? ''Nell'ambito musicale le aspettative è sempre meglio metterle da parte, se non altro per non fare la fine del ragno stanco. Ciò che sarà il futuro lo lasciamo alle variabili degli eventi, al momento sappiamo solo cosa vogliamo fare, cioè continuare a lavorare con Massimiliano Lambertini e fare quello che abbiamo sempre fatto con gioia: Musica''. Per tutti i nostri lettori, come possono mettersi in contatto con voi e su quali canali si può ascoltare/acquistare il disco? ''Sicuramente i contatti è possibile trovarli sul sito ufficiale "www.iplebei.it" e ovviamente su facebook. Il disco è ascoltabile/acquistabile su "itunes" e "spotify"''.