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19/03/2017   SILVERBONES
  ''Fottuto heavy metal, ecco cosa siamo!...''

Ciao! Come si è formata la vostra band? ''Tutto è partito dal nostro bassista, Andrea Franceschi, che aveva già ben in mente questo progetto, voleva creare un gruppo che si ispirasse agli anni '80 sia in sonorità che in spettacolo sul palco. Sono stato il primo ad entrare nel gruppo dopo essere stato contattato da Andrea, il progetto mi sembrava interessante. Poi è stata la volta di Davide Mazzucco, il nostro ex chitarrista, Valerio Rigo, ex cantante, e Marco Salvador, entrato all’inizio come batterista, e con questa formazione ci siamo esibiti per tutto il 2014. Dopo l’uscita di Davide e Valerio, Marco è passato​ a voce e chitarra e alla batteria è entrato Enrico Santin. Da un paio d'anni la nuova formazione è stabile e speriamo che sia duraturo, poiché nel mondo della musica non si può dar nulla per scontato''.

Cosa c’è nel vostro album di debutto ''Wild Waves?'' Introducetelo ai nostri lettori… Diteci, per esempio, di cosa parlano i testi… ''In ''Wild Waves'' si parla maggiormente di pirateria, ad esempio la title track parla delle difficoltà che devono affrontare i pirati in mare, un’allusione alle difficoltà della vita quotidiana. ''Queen Anne's Revenge'' e ''Black Bart'' hanno​ un testo di carattere storico, si narrano i trascorsi dei capitani Barbanera e Bartholomew Roberts. ''Raiders Of The New World'' parla delle scorribande in mare, ''Royal Tyrants'' è un inno alla ribellione contro i despoti di ogni genere, le nostre canzoni parlano di questo: libertà, come concetto rappresentato dalla pirateria''.

Provate a raccontare qualcosa della registrazione del disco… ''La registrazione di ''Wild Waves'' non è stata proprio una passeggiata, devo ammettere. Il processo ci ha impegnato per tutto il 2015, più che di un momento posso parlare di un periodo di difficoltà durante le registrazioni: abbiamo registrato nel nostro home studio che di fatto è un seminterrato, senza riscaldamento perché i termini erano staccati dall’impianto centrale, mano a mano che si avvicinava l’inverno più le temperature si irrigidivano anche in quella stanza. Se ci ripenso mi si indolenziscono le dita dal freddo''.

Chi ha creato la cover di ''Wild Waves'' e cosa rappresenta? ''L’artwork è stato ideato è realizzato da Andrea, è la rappresentazione figurativa della title track, come detto prima, le difficoltà in mare affrontate dal pirata in ogni sua impresa''.

Se la vostra musica fosse una città a quale assomiglierebbe? ''Direi qualsiasi città abbia un porto dove attraccare, con delle buone taverne dove gozzovigliare e trovare buona compagnia!''.

Quale è la vostra massima aspirazione? ''Wacken! Senz’ombra di dubbio ora come ora la nostra massima aspirazione è suonare al famoso festival e riuscire ad avere una carriera stellare. Quest'ultima è forse l'ambizione di qualunque musicista, ma credo che puntare in alto e rimboccarsi le maniche prima poi darà i suoi frutti''.

Nominate tre album della storia del metal che hanno avuto tanta importanza per voi… ''Beh, come non citare ''Port Royal'' e ''Blazon Stone'' dei Running Wild, quelle sono delle perle, anche ''Defenders Of The Faith'' dei Judas Priest è un album che ha particolamente peso per noi''.

Come vedete la scena metal italiana? ''La scena metal italiana c’è ed è di qualità, abbiamo condiviso il palco con alcuni gruppi veramente incredibili da quando ci siamo formati, la pecca è che mancano i locali “a tema”, sono sempre meno i locali che fanno suonare e di conseguenza anche chi è appassionato a questo genere, dovendosi fare chilometri e chilometri per ascoltare dei gruppi underground, ci rinuncia a priori''.

Per finire, perché il pubblico dovrebbe ascoltare proprio la vostra musica? ''Noi Silverbones cerchiamo di distinguerci, non solo attraverso le tematiche e le sonorità, ma anche sul palco con costumi di scena e muovendoci a più non posso, cercando sempre di trasmettere tutta la nostra energia e passione a chi ci ascolta e cercando di far rivivere l’atmosfera che si poteva respirare nei concerti degli anni '80. Fottuto heavy metal, ecco cosa siamo!'' (Ricardo Galante)