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05/09/2017   IL CONFINE
  ''Volenti o nolenti, le nostre esistenze dipendono da altri, e quelle degli altri dipendono da noi...''

Abbiamo incontrato la band Il Confine per saperne di più sul secondo album “Il Cielo Di Pryp'Jat”, anticipato dal singolo omonimo, uscito in cd ed in digitale il 09 giugno, distribuito e promosso da Alka record label. Il nuovo lavoro della band brindisina è un viaggio attraverso la natura umana, la sua relazione con la terra che li ospita, scavando nella memoria storica, proiettando speranza verso il futuro, suggellando le scelte del presente come principio di definizione del percorso di ogni singolo individuo. Il titolo dell’album è un omaggio alla città di Pryp’jat, città fantasma situata a nord dell’Ucraina, abbandonata dopo il disastro nucleare alla centrale di Cernobyl del 1986.

Il vostro nuovo disco è uscito per Alka record label il 09 giugno, volete parlarcene? ''L'esigenza di scrivere materiale nuovo è sempre costante, ma per quanto riguarda "Il Cielo Di Pryp'jat'" è stato differente. Avevamo focalizzato l'attenzione sulla storia di Pryp'jat, ed abbiamo incominciato ad immaginare un mood emozionale di avvenimenti diversi ma comunque collegate al catastrofico evento. I brani che lo contengono sono eterogenei, come anche i testi, ma restano comunque legate al mood di fondo. E' stata una bella sfida che ci ha entusiasmato e che siamo fieri di avere intrapreso''.

"Il Cielo Di Pryp'Jat" è il titolo del disco e del singolo, quale significato ha per voi? ''Abbiamo scelto questo nome per confinare il cielo, che di per sé non ha confini. Il fatto che il cielo di Pryp'jat' sia anche il nostro cielo, dovrebbe far riflettere su come tutto ci riguardi, anche quando apparentemente non sembra così. Volenti o nolenti le nostre esistenze dipendono da altri, e quelle degli altri dipendono da noi... Questa è la nostra presa di coscienza''.

Come sono nate le tracce che ascoltiamo nel nuovo lavoro? ''Per questa domanda esistono tantissime risposte. Spesso nasce da una riflessione, un pensiero, una passione che ti dà una percorso emozionale, un mood, da lì in poi si parte con gli arrangiamenti. Anche in questo caso l'approccio è molto libero, a volte tutto parte da una melodia di voce ("Il Cielo Di Pryp'jat'"), altre ancora da un riff ("I Paradossi del tempo") o da un pattern di batteria come ad esempio "L'ultimo giorno"… Cerchiamo di ''beccare'' il momento di massima ispirazione per poi evolverlo al meglio''.

Molto bella la copertina del disco. Come è nata questa idea? ''L'artwork dell'album è sempre molto importante per noi. Tempo fa rimanemmo colpiti da dei lavori fotografici e video, di un artista leccese, Daniele Ostuni. Casualmente ci incontrammo ad un concerto e da lì è nata l'idea. Ci siamo fidati ciecamente di Yele, che ha fatto un lavoro eccezionale, ma non si è limitato a creare la copertina de ''Il Cielo Di Pryp'jat''' ma ha anche prodotto e realizzato il video del singolo omonimo. Lavorare con noi è sempre complicato, perchè cerchiamo di tirare fuori il massimo da chiunque. Daniele è stata la persona giusta per fare tutto ciò''.

Il primo singolo che ha anticipato l’uscita dell'album è il brano omonimo. Come mai avete scelto questo pezzo come assaggio del nuovo lavoro? ''Perchè questo brano ha il carattere contenuto nell'intero album. Rabbia che esplode in una poetica delicata, linee vocali che si poggiano su sinistri paesaggi nebbiosi e decadenti, e per finire le urla dei bambini, gli incolpevoli, le inconsapevoli vittime...''.

Cosa vi aspettate per il futuro del progetto? ''Mah... Chi lo sa... Probabilmente continueremo a suonare la nostra musica, sfrutteremo la nostra amicizia come una grande risorsa per vivere nuove esperienze, nuove conoscenze da riportare in musica... Vedi... E' difficile pensare ad altro per chi nutre una tale ossessione per la musica''.

Per tutti i nostri lettori, come possono mettersi in contatto con voi e su quali canali si può ascoltare/acquistare il disco? ''Salutiamo con piacere i vostri lettori e li invitiamo a seguirci sui nostri canali social Facebook e Youtube, che aggiorniamo costantemente. Per noi è fondamentale il contatto con la gente, suonare dal vivo è sempre più una missione, tramite i nostri canali amiamo instaurare un rapporto con chi ci segue, e poi, se capita di suonare nelle loro città, sono sempre i primi a saperlo''.