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07/11/2017   ROBERTA GIALLO
  ''Il mestiere della musica richiede una strana vocazione all'eroismo...''

Il 2017 è stato un anno importante a livello artistico, hai vinto numerosi premi tra cui il Premio Bindi e il Premio Dei Premi, vuoi raccontare questa tua esperienza? ''È come se avessi lavorato tanto e a lungo e poi, improvvisamente, fosse arrivato il momento di "raccogliere tutti insieme" i riconoscimenti di cui avevo bisogno per fare "un salto" in avanti. In realtà, io non amo i concorsi. Le competizioni musicali o artistiche mi mettono un po' di strana ansia e sofferenza addosso. Forse perché, a mio avviso, sono un qualcosa di "contraddittorio in partenza". L'arte e la musica non sono ambiti in cui si possa davvero "vincere", come dire, non si tratta di una corsa o una partita di pallone, di qualcosa che si possa giudicare con obiettività assoluta... Tuttavia, allo stesso tempo, queste "competizioni" sono necessarie, e lo sono in tal senso: sebbene su un piano concettuale piuttosto purista non dovrebbero esistere, nei fatti risultano essere una delle poche vie percorribili per farsi ascoltare, sia dagli addetti del settore, sia da un pubblico particolarmente interessato alle realtà musicali esistenti ma meno conosciute. Inoltre, possono rivelarsi un momento di scambio e confronto con gli altri "colleghi". A me per esempio hanno regalato qualche bella e rara amicizia, una cosa non da poco! Ad oggi, alla luce di come tutto è andato, sono davvero felice di aver avuto "il coraggio" di iscrivermi e di "vincere", sia i premi che il mio pregiudizio! Sì, non sto dicendo castronerie, credo davvero che anche per vincere si debba essere "pronti", maturi: aver chiaro che se ci arriva qualcosa di buono, dobbiamo essere "a posto" con la coscienza, perché ce lo siamo meritati... Ecco, sono stata invasa da una serena gioia, che nutrirà il mio coraggio, per compiere "altre imprese"... Lo so, sembra un linguaggio epico, ma questo mestiere richiede una strana vocazione all'eroismo...''.

Esce il tuo album lo scorso gennaio, "L'oscurità di Guillaume", che raggiunge la prima posizione della Word music Chart... ''Soddisfazione grandissima. Quest'album ha avuto una lunga e tortuosa gestazione, prima di nascere ha attraversato varie peripezie... Dentro ci sono io, io e una storia importante, anche traumatica, che mi ha fornito le lacrime necessarie per annaffiare i semi delle mie canzoni, che hanno saputo germogliare... Come dire, i vari riconoscimenti legati a questo lavoro sono arrivati per infondermi nuova linfa, per dirmi che ho imboccato "la strada giusta", per regalarmi gli strumenti necessari per continuare ad andare avanti, come Dorothy, sul lastricato di pietre gialle che conducono ad Oz...''.

E chi è Oz? ''Oltre ad essere il mio "personale mago/guida spirituale anomala" in questo percorso, è anche il titolo dell'ultima traccia di questo disco, un po' una metafora, un manifesto in codice, se vi va ascoltatela... Oz è "Il Misterioso Viaggio", l'avventura a volte in salita, altre in discesa, nella vita così come nella musica, dove i nostri passi sono più importanti della meta, perché la meta è sempre un altro inizio... Ecco, ogni traguardo per me è solo lo stimolo per un altro viaggio, infatti sono già al lavoro (e anche avanzato, direi) sul mio nuovo album, che vi stupirà...''.

Hai collaborato con vari artisti tra cui Lucio Dalla: come ricordi quel momento? ''L'incontro con Lucio Dalla è stato una specie di anno zero sulla linea del tempo della mia vita, umana, artistica e professionale. In quel momento penso di aver assistito alla mia personale rinascita. "L'Oscurità di Guillaume" di fatto è un album che mi ha permesso di superare un lutto... ecco, io venivo da lì, dal baratro. Lucio è stato una luce fortissima apparsa nel buio, che mi ha dato stimoli, coraggio, consapevolezza, punti di riferimento... Conoscerlo, collaborare con lui, e ricevere un suo attestato di stima è stato un qualcosa che ha ampiamente superato le mie aspettative, ovvero, tutto ciò che pensavo di potermi meritare... Sono grata alla vita e al grande Mauro Malavasi, produttore dell'album, che è stato il responsabile del nostro "incontro magico" al quale sono seguite una serie di coincidenze e incontri che hanno confermato Bologna come la mia città del cuore, delle mie collaborazioni artistiche e professionali, per esempio con i fratelli Corvino, Valentino e Marcello, due musicisti e produttori teatrali di grande talento con i quali ho avuto e ho tuttora l'onore e il piacere di collaborare. Lucio Dalla è stato davvero il mio spirito guida nel mondo intricato e misterioso dell'arte e della musica, gli sarò per sempre riconoscente; non so se l'avete capito, Lucio è Oz...''.

Oltre alla musica ti dedichi al teatro, che progetti hai in questo campo se li puoi svelare? ''Certamente. Ci sono vari progetti ancora "segreti e semi-segreti" che spero di poter portare alla luce al più presto: uno di questi è lo spettacolo legato al mio album, ed è proprio lo spettacolo di cui lo stesso Lucio Dalla era diventato mentore... l'altro è uno spettacolo "itinerante" e mutevole, che ho avuto il piacere di presentare ad Hong Kong l'estate scorsa, in un calorosissimo teatro sold-out... Invece, parlando dell'imminente, già da novembre sono in tour fino a febbraio (sicuramente il tutto "si allungherà" fino all'estate e oltre) con un paio di spettacoli piuttosto importanti. Sono alla mia seconda collaborazione con Federico Rampini, giornalista e scrittore di Repubblica, e con Il Maestro Valentino Corvino; alla prima collaborazione, invece, con l'attore italo-Newyorkese Jacopo Rampini. Niente, che dire? Sono fortunata; gireremo tutti insieme appassionatamente i teatri più belli d'Italia con uno spettacolo sui Beatles e L'economia: "All you need is love - L'economia spiegata con i Beatles", e uno spettacolo incentrato sulla figura di Donald Trump, "Trump Blues" con le musiche dei Rolling Stones, Bob Dylan e altri, di cui naturalmente sarò interprete... Che dire? Seguite la mia pagina Facebook e troverete tutte le date di "me in veste teatrale"...

Vorresti parlare della tua esperienza televisiva? Dalla tua biografia ho letto che hai iniziato a 5 anni a studiare pianoforte e a 11 anni hai scritto la tua prima canzone... Racconta come è stato questo percorso... E credo ti si possa definire una ex "Bambina Prodigio"... ''Più vado indietro nel tempo, più la mia memoria è "rarefatta", ma ricordo che avevo quasi cinque anni quando mia madre mi portò a lezione di pianoforte, perché aveva intuito la mia inclinazione/predisposizione alla musica. In effetti già da piccolissima, a tavola, durante i pasti, senza accorgermene, a bocca chiusa intonavo melodie mentre masticavo... questo era sia motivo di rimprovero, ma anche una specie di segnale della mia "predisposizione artistica", così almeno venne interpretato dai miei: a quattro anni e mezzo iniziai quest'avventura, prima con lo studio del pianoforte, poi con la scrittura e il canto. Non so, "mi veniva facile" comporre, creare temi e melodie, così come mi veniva facile fare "acrobazie" con la voce, senza sforzo. Questo è ciò che mi riferiscono, e anche quello che ricordo. Componevo dapprima brevi brani strumentali, poi a undici anni scrissi la mia prima canzone e poi... ho capito di essere una una "cantautrice anomala"... e non mi sono più fermata. Ho studiato canto lirico, fatto parte di un coro polifonico per diversi anni, vinto un paio di borse di studio messe a disposizione dalla Siae per formarmi come autrice, e superata un'audizione importante, per perfezionarmi in canto lirico, vinto alcuni premi, aperto il concerto di Sting... non so, ho anche fatto alcune mostre di arte visiva e studiato doppiaggio... Mi fermo qui, non amo gli elenchi e non vorrei/non potrei menzionare tutti gli step della mia formazione/percorso; potrebbe essere terribilmente "noioso". (Chi fosse interessato potrà trovare un po' di informazioni sul mio sito personale)... Sicuro è che alla mia creatività non ho mai messo un freno, e sono felice di essermi concessa "il lusso di spaziare". Tutto è nato per gioco e per caso, anche se forse non è stato un caso che il gioco sia diventato il mio lavoro... A presto!''.

Grazie a te, Roberta, per avermi concesso questa intervista! (Edda Forlini)