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02/05/2018   MAX DESTE
  ''Fare musica è una catarsi, una purificazione delle nevrosi quotidiane...''

Personalmente, per te cosa significa fare musica? ''Connettersi con sé stessi, e con le persone che ci circondano, in modo molto rapido. Evocare scenari, emozioni, sentimenti. In alcuni casi, fare musica può diventare una vera e propria catarsi, una purificazione delle nevrosi quotidiane, in altri, un’occasione per rimettere insieme i cocci, e creare qualcosa di bello. In definitiva, quando si fa musica, si percepisce che c’è qualcosa che va oltre le nostre capacità di comprensione razionale. Insomma, è un atto magico…''.

Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influito sulla tua personalità artistica? ''Sono molti, non saprei da dove incominciare… provo ad indicare i primi che mi vengono in mente: Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, Sid Barrett, Nick Drake, Neil Young, Jim Morrison, David Gilmour, Kurt Cobain, Tommy York…''.

Un album che ha lasciato un segno indelebile nella tua memoria… ''“Ok computer” dei Radiohead''.

Cosa è rimasto nella tua musica delle esperienze con le altre band con le quali hai suonato? ''Sono state tutte esperienze sul piano umano che mi hanno arricchito. Sul piano musicale, di specifico, non saprei dire. Certamente ho imparato molte cose''.

Descrivi sinteticamente il tuo singolo “Danzare fra le nuvole”… ''Amore, meditazione, danza''.

Se dovessi trarre un bilancio, quali sono le tappe essenziali del tuo percorso? ''Dividerei in due parti. La prima, quella in cui le mie proposte musicali le condividevo con altri musicisti, e il risultato finale, sul piano espressivo, era comunque diverso dal mio input iniziale. La seconda, iniziata circa cinque anni fa, dove sia l’input iniziale, sia il risultato finale, coincidono di più''.

Per affermarsi conta più il talento o lo studio? ''Dipende in che ambito ci si vuole affermare. Nella musica, in ogni modo, credo che siano entrambi indispensabili''.

Con quale artista femminile ti piacerebbe duettare? ''Carmen Consoli''.

La tua fonte di ispirazione?… ''La meditazione''.

Il ricordo più bello legato al percorso professionale… ''Il giorno in cui mi sono laureato. Dovevo aprire una busta per conoscere il risultato. Lascio immaginare l’agitazione, e poi la felicità…''.

Progetti imminenti? ''Il terzo romanzo, che uscira tra l’autunno e l’inverno prossimo. Eh sì, mi piace anche scrivere...''.