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19/01/2007   REDSKA
  Le classiche quattro note, però in levare!

E’ pronta una riedizione del cd dei Redska “Mi son sbagliato nel confondermi". I Redska nascono nel 2001: li unisce la passione e il divertimento per la musica in levare. Dopo vari cambi di formazione, come succede nelle band numerose, ed esibendosi in alcuni live di spessore come il TORA TORA FESTIVAL e il SURF EXPO' CONTEST di Monaco e Roma, decidono di chiudersi in studio per registrare il loro primo lavoro. La band è formata da: “Il Duca” (Voce), Lord Rocksteady Montz (Chitarre e cori), Aflo (Basso e cori), Mr. Blues (Chitarre), U Baruni (Tromba e cori), Andy T-Bone (Trombone e cori), Gelo (Batteria e cori). Ecco l’intervista… Da tanti anni esiste lo ska… un genere quindi, ancora ben presente e vivo… "Certo, per noi vivissimo, mai paragonabile ad una moda. Probabilmente è uno dei generi che nasconde ed offre la storia più interessante nella vita della musica!". Com’è nata la band dei Redska? "I Redska nascono dalla passione per la musica, come tutte le band che amano far musica! Quattro ragazzini nel lontano 2001 in un “capanno” di una ex falegnameria decidono di trovarsi e fare le classiche quattro note, PERO’ IN LEVARE! Al primo impatto sembra un disastro… era veramente difficile portare quella chitarrina a fare ska ska ska! Poi… insistendo e trovando altri elementi per completare la rosa, ci si accorge che il sound non era così malvagio e si incomincia a fare le prima cover!". Una delle cose più importanti per chi suona è l’aspetto live… voi siete forse più conosciuti per i tanti concerti che per i dischi in studio… "Questo bene o male e’ verissimo! Probabilmente è sempre colpa della routine quotidiana musicale che ci porta ad ascoltare senza volerlo, le solite “stronzate” ripetute allo sbocco in tv, in radio ed ora anche nei telefonini! Tutto questo meccanismo induce ad essere “ignoranti” e non accorgersi delle musica “diversa” che si può trovare nel classico negozietto del paese! Fortunatamente, oggi come oggi, esistono tante forme interessanti di promozione come può essere questa intervista o una recensione! I tantissimi siti web dedicati al punk, allo ska, al rock… queste sono le nostre realtà dove viviamo e cerchiamo di farci sentire! Esistono persone che amano la nostra musica e che credono nel progetto Redska. Noi possiamo assicurare che è un progetto “vero”, che non cambia con la moda e che assicura un vero divertimento nel live! Un impatto sano che non ha limiti o restrizioni su come deve essere o quello che deve fare. Abbiamo fatto tanti concerti, molti al sud… e dobbiamo personalmente ringraziare tutte la gente che ha comprato un nostro disco, che ha saltato e ha mosso quel meccanismo micidiale che aiuta a rendere un concerto dei Redska indimenticabile, sia per chi suona sul palco e per chi è lì davanti! Tutti sono protagonisti in un nostro live: il pubblico per primo! Forse è per questo che si sente più il nome Redska per i live che per i dischi in studio… Ma a noi va benissimo così!". C’è un concerto che ricordate con particolare piacere? "Tutti i nostri concerti hanno un qualcosa di diverso e per questo ci rimangono nel cuore! I concerti che ricordiamo con piacere… ce ne sono tanti… Extragon di Bologna con la Banda Bassotti, Tora Tora festival a Chieti, I suoni di Villaba ad Allegrona (inizio del concerto ore 3.1/2 del mattino), Festival dell’Unita’ Nazionale di Pesaro… e tanti altri!". Come sono cambiati nel corso degli anni i Redska e la loro musica? "I Redska non sono mai cambiati come mentalità, nemmeno come stile, né come musica, dal 2001 siamo sempre convinti di portare avanti ciò che più ci piace fare e cioè la nostra musica! Forse abbiamo fatto qualche sbaglio come penso facciano tutti i gruppi alle prime armi, ci siamo appoggiati a persone sbagliate, sicuramente l’abbiamo fatto ingenuamente sbattendo la nostra testa da persone inesperte senza danneggiare nessun’altro, ma sono innumerevoli e maggiori invece le cose positive e probabilmente arrivate grazie anche agli errori! Nel corso degli anni sono cambiati alcuni elementi. Qualcuno ha preferito prendere altre strade, sono entrate persone nuove che hanno portato aria pulita in momenti dove si respirava con affanno. Nel 2004 una boccata d’aria è arrivata e si va avanti a testa alta con grandi cose e grandi progetti grazie a persone che sono entrate a far parte della famiglia, non stiamo ad elencarle perchè quando leggeranno queste righe non avranno bisogno di vedere scritto il loro nome, ma semplicemente, capiranno chi sono!". Come trovate sia cambiato invece il mondo della discografia? "Il mondo della discografia non è cambiato. E’ sempre lì. Non si muove come sempre! Ci sono tante etichette indipendenti che cercano di sopravvivere pressate dal maximismo commerciale, i soldi sono sempre stati pochi e non raccontiamoci balle o troviamo scuse per piangersi addosso, sul fatto che oggi la vita è più cara, si suona di meno, si registra di meno e si produce di meno! Si è sempre fatto poco per l’emergente. C’e’ chi ha avuto il classico “culo” o trampolino di lancio che poi però si è spento come un “fuoco d’artificio”. C’è poi chi ha sempre creduto in quello che faceva ed oggi sopravvive come allora “poco ma buono e duraturo”… invece il peggio del peggio è chi non si accontenta mai ed è costretto ed ha bisogno di raccontare e raccontarsi valangate di stronzate, con lo scopo di sminuire tutto quello cha fanno gli altri o che hanno costruito col sudore e calci nel culo, perchè chi non si accontenta non avrà mai pace! Il nostro consiglio? Non fatevi incantare da queste persone! Sono le più pericolose! Prendete in mano la situazione da soli e urlate! Fatevi sentire! Siate voi stessi! Questo, prima o poi pagherà!". Nella vostra musica, una caratteristica è quella di mettere molta energia (tipicamente rock) nelle vostre composizioni… "L’energia! Questa è importantissima nel nostro genere! Ci hanno sempre detto che siamo un gruppo tecnicamente valido ma con testi troppo scontati. Questo forse è vero, ma probabilmente nessuno si è mai chiesto se questa è una cosa voluta… Abbiamo sempre cercato di dire tutto con semplicità ma nello stesso tempo non tralasciando la qualità musicale, questo perché molti gruppi tendono a fare testi impegnatissimi e spesso l’energia assieme all’orecchiabilità tende a scomparire. Magari rimane un pezzo interessante e qualitativamente perfetto ma non raggiunge lo scopo, e viene dimenticato immediatamente! Il nostro motto dal 2001 è sempre stato SEMPLICE ED EFFICACE! Comunque il prossimo disco avrà sicuramente qualcosa in più…". Avete incontrato difficoltà nel trovare chi credesse in voi e nella vostra musica? "Abbiamo incontrato difficoltà in ogni angolo della nostra “carriera musicale”. Come ci giravamo era una difficoltà! Dalla gente che ci criticava e ci critica ancora, da chi ci dava finiti prima di iniziare… abbiamo avuto anche un grave incidente che ci ha messo in ginocchio per diversi mesi, quindi trovare persone che credessero in noi e supportassero il nostro progetto era veramente a nostro viso impossibile vista la sfiga! Ma… Mai arrendersi! Se hai veramente lo spirito e la pazzia di mettere assieme 10 persone, fare un disco ed incazzarti come si deve, puoi alzarti e reagire! Come abbiamo detto prima… fatevi sentire, urlate e siate voi stessi. Prima o poi pagherà! Questo a noi è successo!". Quali sono gli aspetti che vi piacciono di più e quali meno della vostra professione artistica? "Gli aspetti che ci piacciono di più? La gente che ti fa i complimenti, gli “autografi” (quelli sono una figata), l’emozione prima di salire su un palco, l’emozione di sentire suonare per la prima volta un tuo pezzo in sala prove, in una radio, in una discoteca, sentire la gente che canta una tua canzone, partire per andare in albergo dopo un concerto e continuare la baracca in una camera! Passare 5 giorni on the road tutti assieme. Affrontare momenti difficili e venirne fuori sempre assieme. Registrare in studio ecc…ecc… Gli aspetti che ci piacciono di meno? Tornare a lavorare il lunedì mattina. Perdere elementi/amici importanti del gruppo perchè presi da altri interessi. Altro non c’è". Una cosa importante per chi fa musica credo sia il riuscire a divertirsi mentre crea. Dal vostro disco si direbbe vi siate proprio divertiti nel metterlo insieme ed eseguire i vari pezzi… "Ci siamo stra-divertiti e non vediamo l’ora di tornare in studio per rivivere la stessa situazione! Si faceva dalle 18 alle 5 del mattino tutte le sere per circa 5 mesi! Dopo poche ore la sveglia per andare a lavorare! Un incubo! Stiamo già preparando i pezzi per il disco nuovo! Il segreto?! Prima si sperimentano nei live, in tal caso è proprio la gente che per prima da’ il consenso! Se funzionano vuol dire che si devono assolutamente registrare, se non funzionano si cerca di rivoluzionarli, se fanno proprio schifo beh… cestino!". Quali sono gli artisti che più apprezzate? "Su questa domanda… si potrebbe scrivere un libro! Abbiamo incontrato diversi artisti in questi anni e condiviso il palco assieme. Dobbiamo dire che alcuni sono veramente come te li aspettavi anzi, meglio! …altri… delusioni! Artisti che apprezziamo?… Non mi va di fare un elenco. Rispettiamo chi ha condiviso un palco con noi guadagnandosi il nostro rispetto, dimostrandoci umiltà e semplicità!". Rispetto all’edizione del 2004, quella nuova relativa a “Mi son sbagliato nel confondermi”, cos’ha di diverso? "“Mi son sbagliato nel confondermi” vecchia edizione ha venduto più di mille copie, e la maggior parte nei concerti! Un ottimo risultato ma secondo noi, è stato un disco messo lì e dimenticato da chi invece ci aveva promesso tante cose. Vabbè… non si piange sul latte versato! Oggi, grazie alla One Step records che ha ripreso in mano questa vecchia edizione ed ha prodotto la nuova inserendo nuove cose, possiamo dare valore e visibilità maggiore a questo disco e farlo conoscere a chi ancora non ha avuto modo di ascoltarlo! Siamo riusciti a far arrivare la nuova edizione oltre all’Italia anche in Argentina, Giappone, Giamaica, Inghilterra, Russia, ecc.. Attenzione però: la New Edition non è distribuita e la si ordina solo su web o si può trovare ai nostri concerti. Cosa c’è di nuovo dentro rispetto alla vecchia? A parte il sound più aggressivo rimasterizzato, ci sono, oltre alla solita track list, 3 pezzi live tra cui “Bella Ciao” ed un Video registrato in un nostro concerto. Inoltre, nuove copertine ed un bellissimo libretto all’interno con le foto di tutta la gente immortalata nei nostri concerti!". Tra le vostre collaborazioni spicca quella con parte degli Hormonauts. Com’è nata la vostra collaborazione? "C’è rispetto, amicizia e qui, collaborazione! Poi si è vicini di casa. Loro sono un grosso riferimento per noi, come lo è Enri. Sono artisti che fanno la differenza. Musicisti con la M maiuscola, la verità di quello che ascolti! Non c’e’ nulla di piu’ VERO!". Lo ska che proponete riesce a riproporre in veste nuova anche pezzi di generi molto diversi, ad esempio avete riproposto “In the mood” di Glen Miller… "Nella nostra formazione c’e’ chi vive solo per lo ska, punk, reggae, e chi ha la passione anche per il jazz, swing e soul, di conseguenza ecco la risposta alla domanda! Ska+Swing! Come Ska+Rock, Ska+Punk, Ska+Reggae e Ska+Blues!". Per chiudere, cosa consigliare a chi desideri avvicinarsi al mondo del genere ska? "Prima di tutto di leggersi la storia! Nostro consiglio appassionato! Perchè chi si legge la storia dello ska non può che incuriosirsi e comprare un cd! Poi, fase due: ascoltare qualcosa prendendo come riferimento quello che sono i padri fondatori dello ska, iniziando pian piano ad ascoltare quello che propone la scena ska italiana e, quando si comincia a sentire che tutta la musica che ti viene proposta e hai ascoltato per radio o in tv ha un effetto vomitevole, allora vuol dire che sei pronto, sei pulito e sei il benvenuto nella musica “vera”, quella che ti hanno nascosto fin ora e che hai ignorato senza volerlo! (Andrea Turetta - babylonbus.org)