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05/06/2018   PELIGRO
  ''Una città come Milano è sempre di corsa, non ti aspetta e non ti sa abbracciare...''

Ciao Andrea, cosa significa essere un Rapper oggi? ''Oggi fare il Rapper è anche una continua ricerca di nuovi suoni e originalità. Cercare una propria identità sonora e aggiungere una nota personale nei testi''.

Questo disco porterà sicuramente a un cambiamento artistico, che aspettative hai immaginato? ''In questo ultimo disco dal titolo “Mietta sono io” ho tantissime aspettative, come credo ogni artista abbia. Spero che questo lavoro discografico mi porti ad essere conosciuto a un pubblico più ampio. Spero inoltre che le persone si possono riconoscere nei miei testi e nelle mie canzoni dove metto una parte importante di me stesso''.

Ho notato durante il live delle qualità vocali importanti, stai studiando sulla tua voce? ''Sto studiando canto con un insegnante di opera lirica per migliorare la mia vocalità nelle parti melodiche delle mie canzoni. Inoltre la melodia permette di creare un canale comunicativo in più. Voglio essere credibile nelle mie canzoni, per questo studio canto, per cantare bene nelle parti melodiche e non doverle cantare in play back oltre al testo rap''.

In questo ultimo lavoro musicale hai utilizzato una scrittura istintiva o ragionata? ''Nella prima fase la mia scrittura è istintiva e di getto, nella seconda fase, quando vado a tradurre in forma di testo, c’è una rifinitura maniacale, un perfezionamento analitico dove non devono esserci errori perché per me ogni particolare è importante''.

Mi è piaciuto molto il video del singolo “La parte migliore”. Il video è girato a Milano in posti significativi della città. Come è nata l’idea di questo video? ''L’idea del video è nata dalla mia città natale, Milano, e adesso vi spiego il motivo. Ho voluto mostrare che questa città allo stesso tempo ti dà tanto e ti toglie la doppiezza, si nota anche nel video con l’alternanza d’immagini time-lapse e slow motion. Voglio anche trasmettere che una città come Milano è sempre di corsa, non ti aspetta e non ti sa abbracciare''.

Il tuo produttore Marco Zangirolami ti aveva seguito anche nei dischi precedenti? ''Marco è una persona meravigliosa e un grande professionista che ha mantenuto la sua umiltà. Lui è una persona che riesce a portarti a fare quel passettino in più. Ho dato tutto me stesso per fare questo disco di qualità. Questa collaborazione è stata una bellissima esperienza artistica e anche la prima, in seguito vedremo. Marco è da trent’anni in questo settore e ha collaborato con i migliori artisti. Per questo sento che questo lavoro discografico mi porterà molto avanti sia a livello artistico che personale''.

Tutti i testi del disco sono molto profondi e davvero di rilievo. Vuoi descrivere “Affini”, traccia numero otto del disco? Mi ha molto colpito. ''Questa canzone parla di una parte importante della mia vita, mio padre. Per la prima volta l’ho visto come un essere umano, con le sue fragilità, e non solo come il mio Super Eroe. Da una parte questo mi dà tristezza e una forte presa di coscienza, dall’altro lato un profondo amore che un figlio prova per il padre''. (Edda Forlini)