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11/04/2019   JOSEPH PARSONS
  ''Oscilliamo come un pendolo, avanti e indietro, e ora il pendolo è lontano da dove dovrebbe essere...''

Ciao Joseph, il tuo nuovo disco “Digging for Rays” è uscito il mese scorso. Cosa hai voluto comunicare al tuo pubblico con questo disco? ''Grazie per avermelo chiesto! Spero che le persone possano divertirsi ascoltando questo disco e che si possano sentire un po’ come fossimo un tutt’uno in questo mondo, uniti. Che possano pensare che gli strani periodi che stiamo vivendo finiranno bene e che è tutto a posto, che possiamo gettare le nostre maschere, essere noi stessi e accogliere un nuovo giorno!''.

Sei nato negli Stati Uniti ma ora vivi in Germania. Come mai proprio la Germania? Ti senti più europeo che americano? E la tua musica? ''Nel 2005 ero in tour, stavo facendo un bis in un locale in Germania... Ho visto una donna in tuta da sub fare una capriola all’indietro davanti al palco, me ne sono innamorato all'istante! E’ andata davvero così, ma quando ci siamo presentati quella sera lei non parlava inglese, lo ha imparato poi negli anni successivi. Prima di venire in Germania vivevo in Francia. Adoro come la vita ci porti esattamente dove dobbiamo essere''.

Nel tuo nuovo album parli di speranza, alla fine sei un ottimista: pensi che sia ancora speranza per il nostro mondo? Cosa pensi della società, il modo in cui viviamo, l’impatto che ognuno di noi ha sull’ambiente e sulla società stessa? ''L’unica cosa che davvero mi preoccupa è che non stiamo per niente occupandoci dell’ambiente. Ora avremmo la possibilità di cambiare le cose, ma le persone, dominate solo dal denaro e dalla smania di potere, cercano di controllare gli altri con le loro idee estremiste. Ma alla fine, la cosa più importante è l’ambiente. I miei figli ereditereranno l’ignoranza delle azioni di oggi. Dovremmo davvero darci da fare in quanto esseri umani. Le persone come Trump usano ancora l’avidità - dopo che Reagan l’aveva legittimata negli anni ’80 - e distraggono la gente da quello che davvero è importante, con quello che invece conta poco o niente. C’è tanta corruzione e poco spazio per occuparsi di tutte quelle persone che non hanno voce, di coloro che hanno bisogno di aiuto. Secondo me, stiamo oscillando come un pendolo, avanti e indietro, e ora come ora il pendolo è molto lontano da dove dovrebbe essere. Ma ci arriverà. La storia è dalla nostra parte e anche se ora può sembrare squallido, le cose andranno meglio. Se noi uomini davvero ci interessassimo gli uni agli altri, il mondo potrebbe essere bellissimo per tutti :)''.

In aprile sarai in Italia per 3 date (11 Aprile a Vignola, 12 Aprile a Ravenna e 13 Aprile a Rimini). Cosa pensi del pubblico italiano? ''Ogni volta che vengo in Italia per suonare o in vacanza, è fantastico. La vostra terra e la vostra cultura mi danno un senso di benessere. Il pubblico è sempre stato stupendo in passato, spero possa stare bene ai nostri concerti, ascoltando la nostra musica. E’ uno spettacolo divertente e rock!''.

Cosa offri al tuo pubblico durante i tuoi concerti? ''La band è insieme da 10 anni e non siamo mai stati così in forma. Siamo una rock band emotiva, ogni volta che suoniamo insieme è un’avventura. E’ come una sorta di crociera attraverso il nostro repertorio, con il rock al suo centro. Ogni tanto ci piace anche improvvisare, sicuramente quindi faremo anche quello!''.

Nel corso degli anni hai fatto uscire tantissimi dischi e hai viaggiato il mondo in tour… quali sono le tue influenze principali? Come fai ad essere così prolifico? Da dove attingi le tue idee? ''Prima di tutto sono un cantautore, è quello che faccio. Passo molto tempo a scrivere. Scavare alla ricerca di una canzone è la mia gioia artistica più grande. Vedere dove la canzone va a finire insieme alla band, in studio, è un’esperienza surreale. Una semplice canzone, ancora grezza, può evolversi, esplodere e diventare un magnifico pezzo rock o una ballad. Viaggiare per me è sempre stato un modo per essere libero. La distanza da casa mi ha aiutato in tanti modi a vedere il mondo e il posto che io occupo in questo. L’idea di prospettiva è sempre in prima linea in quello che provo a creare''.

C’è qualche aneddoto su “Digging for Rays” che vuoi raccontare ai nostri lettori? ''Il nostro nuovo disco è come un testamento di quello che stiamo facendo come band e della mia scrittura di questo periodo. Cerco sempre un modo per comprendere l’esperienza umana e provare a renderla un’avventura migliore sia per me che per gli ascoltatori. Siamo su questa Terra per un periodo limitato, quindi dobbiamo vivere al massimo. E dobbiamo lasciare ai nostri figli un mondo migliore. Tutto ciò è possibile e, per me, l’arte e la musica sono un modo per creare un legame tra uomini, stare insieme e fare in modo che tutto ciò accada. Spero di vedervi a uno dei miei concerti, nel caso passate a salutarmi! Peace, Joseph''.