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11/06/2019   ELENA SANCHI
  ''Sono un cuore migrante, sempre alla ricerca di un sentimento che mi faccia sentire viva...''

Strade nuove, ampi spazi e paesaggi naturali notevoli nel nuovo video della cantautrice romagnola Elena Sanchi, "Sulla mia pelle”. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei a proposito di idee future e difficoltà (delle cantautrici) presenti.

Nei primi fotogrammi del tuo nuovo video, “Sulla mia pelle” ci sei tu che cammini su una strada sterrata. Il video ci racconta dove ti porterà, ma idealmente, qual è la strada che vedi davanti a te? ''Mi è sempre piaciuto percorrere strade nuove, scoprire luoghi sconosciuti, respirarne il profumo e specchiarmi in orizzonti insoliti! Questa dimensione mi ispira, mi fa sentire viva perché mi mette in una prospettiva di crescita e libertà. Forse è per questo che sono un “cuore migrante”, sempre alla ricerca di un sentimento che mi faccia sentire viva e parte sincera di questo cielo''.

Ci racconti come nascono canzone e video? ''Tempo fa, in un sabato pomeriggio di primavera, sono uscita da casa con la mia bicicletta, con il desiderio di respirare l’aria pulita della natura e di stare un po’ sola con me. Non avevo una meta precisa e mi sono lasciata trasportare dal vento che mi ha guidata verso le stradine di campagna fino al fiume Conca. Era un luogo che non conoscevo, bellissimo, mi sembrava di essere da un'altra parte del pianeta! Ho percorso il suo letto fino al mare e i sentimenti che ho provato li ho tradotti in questa canzone. E’ stato un forte viaggio interiore, alla conferma di ciò che sono e che voglio portare in questo mondo''.

Sei passata attraverso molte esperienze anche non musicali, ma sei sempre tornata alla musica. Che cosa ti “obbliga” a questa scelta? ''E’ vero, nella mia vita ho iniziato a fare un po’ di tutto, dalla professione di avvocato, a quella di docente per vari enti e associazioni su progetti di inter-cultura relativi all’educazione dei diritti umani nelle scuole, ho fatto esperienze di volontaria in Africa e mi sono occupata di cooperazione nei PVS, di recente ho svolto mansioni come educatrice in una cooperativa sociale grazie a progetti musicali che favorissero la relazione e la socializzazione, ma la musica c’è sempre stata! La sua voce è stata in certi momenti più forte e sicura mentre in altri più sottile, ma il suo richiamo spinge nella pancia ogni giorno sin da piccola''.

Qual è la cosa più difficile nel fare la cantautrice oggi in Italia? ''Sicuramente trovare spazi dove fare ascoltare la propria musica, e avere la stessa credibilità nel fare questo mestiere rispetto ad un uomo non è facile! Diciamo che noi donne dobbiamo fare il doppio della fatica per emergere in un mondo musicale (e non solo) troppo maschile, ancorato a un’immagine di donna che non esiste più. Negli ultimi anni le donne sono diventate più consapevoli della propria forza, del loro valore, sanno fare scelte coraggiose e non sono più disposte a sottostare a regole che non le appartengono. Purtroppo in Italia i cambiamenti avvengono molto più lentamente che in altri, però ci sarà una trasformazione anche in questo. A me piace molto lavorare con altre donne artisticamente parlando, perché sono molto preparate e sanno ascoltare. In passato ho già collaborato alla produzione di uno spettacolo al femminile, e anche il prossimo anno avrò l’occasione di ripetere una nuova esperienza in questo senso''.

Hai già idee su come sarà il tuo prossimo disco o ti stai concentrando ancora su “Risveglio”? ''In verità ho già delle idee! In queste settimane ho composto due nuovi brani e sto sperimentando nuovi suoni, nuovi spazi dove muovermi. Quest’estate porterò il mio “Risveglio” nei festival più significativi della mia terra, e dal prossimo autunno mi muoverò per l’Italia per la prima volta in piano e voce solo''.