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29/06/2019   MICHAEL LUKES
  ''Il goal della vita è riuscire a ritrovare sé stesso, provando a non indossare nessuna maschera...''

Lo scorso 24 maggio è stato pubblicato per la Seahorse Recordings l’album “I AM” del cantautore italo britannico Michael Lukes, un Ep di 4 tracce dal sapore brit – pop, che condensa i tratti caratteristici del cantautorato anglofono, preservando l’originalità di un progetto tutto italiano. “I Am” vede la presenza dei musicisti Stefano Padoan, Riccardo Schiavello, Veronica Monaco e Marco Pasquariello. L’album è prodotto assieme a Stefano Padoan e Kosmos ed è scritto e cantato interamente in lingua inglese: una scelta che, oltre a confermare il legame di Michael con la propria terra d’origine, gli permette di esprimersi in maniera più diretta ed efficace. Oggi Michael Lukes vive tra Roma e Londra, due metropoli da cui attinge testi e sonorità. Noi di MusicMap lo abbiamo raggiunto fargli qualche domanda.

I 4 brani di “I AM” si presentano come una sorta di percorso emozionale. Qual è il fil rouge che li lega? ''I brani sono legati da sentimenti, complicità, affetti, e da quei momenti di cambiamento che ho vissuto negli ultimi anni e che mi stanno portando, anche grazie alla mia guida spirituale, a ritrovarmi con me stesso. Tutti questi fattori hanno portato alla costruzione di un percorso che poi ho provato a tradurre in musica, passo dopo passo, fino a completare I AM''.

Il titolo dell’album suggerisce subito la volontà di mettersi in qualche modo a nudo attraverso la musica. Quanto ti appartengono le storie raccontate nelle liriche di “I AM”? ''Moltissimo, tutti i brani parlano di esperienze personali. Nel privato sono una persona molto pacata e tendo a tenermi tutto dentro, ma con la musica è diverso, riesco ad aprirmi totalmente, a mettermi a nudo. Ho scelto, infatti, 'I AM' come titolo del disco, da una parte perchè, a mio avviso, il goal della vita è riuscire a ritrovare sé stesso, provando a non indossare nessuna maschera e, dall’altra, per ringraziare l’universo che ogni giorno sono musica''.

Dall’album è stato estratto il singolo “Far Away”, accompagnato da un videoclip diretto da Sara Mignogna. Come mai hai deciso che proprio questo sarebbe diventato il singolo del progetto? ''Far Away è stato il primo brano scritto per questo nuovo progetto. Anche se non avevo ancora concepito gli altri brani, ho sentito dal primo momento che dovesse essere il singolo di lancio. Sinceramente è stata una scelta naturale anche perché il brano in sé sancisce l’inizio del percorso che racconta il disco''.

I cantautori italiani hanno sempre avuto qualche difficoltà nell’imporsi nel mercato internazionale con brani originali cantati in inglese. C’è qualcosa che ti spaventa in questo senso? Credi sia possibile, con un progetto cantautorale di qualità, riuscire ad oltrepassare i confini del Belpaese? ''Me lo chiedono in tanti, ma a dire il vero mi reputo molto fortunato, perché oggi riesco a fare la musica che amo, senza nessun condizionamento, e questo per me vale tanto. Ho imparato che, se le cose si fanno con amore, dedizione e costanza, il tutto andrà sempre per il meglio. Non dimenticandoci che la musica è un linguaggio universale. A volte le difficoltà si vengono a creare con il pensiero, quindi cerco di ignorare pensieri negativi, che possono in qualche modo destabilizzarti: cerco solo di proseguire con serenità questo fantastico percorso godendomi il viaggio e non concentrandomi sulla meta. Ripeto: non dimentichiamoci che la musica ha un linguaggio universale''.

Sia nel panorama musicale italiano che in quello internazionale, attualmente, ci sono artisti con i quali ti piacerebbe collaborare? ''Certo. In Italia mi sento molto vicino in tanti aspetti ad Ultimo per ciò che esprime nelle liriche e al suo concetto di amore. Nel panorama internazionale, invece, mi piacerebbe collaborare con molti artisti ma, se devo scegliere, sarebbe fantastico lavorare con Sam Smith, artista che studio molto e dal quale prendo molta ispirazione''.

Presto inizierai il tour di promozione di “I Am”. Ci sono dei posti in cui, fin dall’inizio della tua avventura musicale, sogni di esibirti? ''Sono una persona molto fortunata, poichè da due anni a questa parte si stanno realizzando molti dei sogni che avevo nel cassetto. Ad esempio, lo scorso anno qui in Italia ho coronato il sogno di esibirmi nel posto del cuore, un piccolo paesino al quale sono molto legato, in quanto lì ho vissuto dei momenti ed esperienze che mi hanno cambiato e fatto crescere tanto. In Inghilterra, invece, il sogno nel cassetto è quello di potermi esibire nella città della musica: Liverpool. È una città affascinante, che vive di musica, dove si suona ad ogni ora, per noi musicisti una sorta di paese dei balocchi. A dirla tutta, avendo conosciuto la musica attraverso i Beatles, sarebbe un qualcosa di magico e molto emozionante. Il tour inizia proprio in Inghilterra e stiamo ancora definendo le date, quindi speriamo che anche questo sogno si realizzi''.

Cosa dobbiamo aspettarci da Michael Lukes nei prossimi due anni? ''Tante cose belle. In questo momento, come ho anticipato prima, stiamo lavorando al tour promozionale che partirà a fine settembre dall’Inghilterra, inizieremo da Londra toccando varie città e saliremo fino in Scozia, mentre da novembre proseguiremo il tour alla volta di Francia, Belgio e Olanda. Verso la fine dell’anno uscirà un nuovo videoclip di un brano contenuto in ''I AM'' che svelerò tra qualche settimana. Infine, essendo il momento creativo la parte che mi emoziona maggiormente, siamo, con tutto il mio incredibile team, già al lavoro sul un nuovo disco, previsto per il prossimo anno''.