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16/07/2019   MOONIRIC
  ''La musica che scrivo rappresenta quello che sono nel profondo...''

Mooniric è un progetto che fa capo all’artista trevigiana Lunaria Wistful, e “Banquet of melancholy” è il suo album che comprende 12 brani, avvolti nel fascino evocativo. Le formuliamo alcune domande per conoscerla più da vicino.

Ciao Lunaria e benvenuta. Come nasce il progetto Mooniric e cosa significa il tuo nome d’arte? ''Ciao e grazie! Mooniric è nato perché sentivo l'esigenza di creare una situazione musicale in cui fossi la sola a decidere ogni cosa, dalla scrittura dei brani fino alla costruzione del look. Il nome è una crasi tra la parola “Moon” (luna), che è la parte della Natura, femminile, riflessiva, notturna e romantica, e la parola “oniric” (onirico), che è l'elemento del sogno, della fantasia, ma anche quella parte che a volte può portare momenti più bui, proprio come succede negli incubi. Io sogno sempre moltissimo ogni notte e vengo influenzata e ispirata dai sogni: l'elemento onirico non poteva mancare! E poi luna e sogni si fondono insieme spontaneamente''.

Parlaci della realizzazione di “Banquet of melancholy”. Sappiamo che ti sei affidata alle mani esperte del producer Pietro Foresti. ''Sì, ed è stata la decisione migliore che potessi prendere! Pietro è un professionista con la “P” maiuscola, ha competenze pazzesche e al contempo è anche una persona sensibile ed empatica, quindi con lui si lavora benissimo. Ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d'onda, perciò il processo di stesura e arrangiamento dei brani è stato spontaneo e veloce. Pietro mi ha aiutata a rispettare la parte autentica di me stessa e della mia voce senza farmi influenzare da condizionamenti di alcun tipo, soprattutto dagli auto-condizionamenti''.

Nella dozzina di brani si respirano atmosfere molto particolari: dall’etereo all’onirico, in un suggestivo allestimento d’elettronica, Hai sempre perseguito questa matrice stilistica oppure in passato hai trattato altri generi? ''In passato ho cantato in alcune band metal e rock, quindi a livello stilistico era un mondo un po' diverso. Però i contenuti dei miei testi hanno sempre seguito questa linea introspettiva e onirica. Io però, indipendentemente dai progetti musicali in cui ero coinvolta, ho sempre spaziato tra vari generi musicali e ho sempre cantato tutto ciò che mi piaceva cantare. La musica che scriviamo rappresenta quello che siamo nel profondo, e quando ho iniziato a lavorare da sola, ha prevalso questa direzione più orientata verso l'elettronica, ma che conserva un sapore malinconico''.

I tuoi video fanno spesso ricorso ad immagini della natura e, soprattutto, al bosco, quasi a voler testimoniare il tuo habitat naturale e contemplativo. Quanta intensità ispirativa ti trasmette? ''Il legame con la Natura è senza dubbio un elemento fondamentale, non solo NELLA mia musica, ma anche PER la mia persona. E' totale e totalizzante. Soffro molto quando non posso stare nel verde, e sono legatissima alla mia gatta Kiki, che considero a tutti gli effetti un familiare. E' una caratteristica della mia personalità che c'è sempre stata e che determina il mio stile di vita e la mia espressione musicale. Il respiro del bosco e la pace della Natura sono perfetti per originare le riflessioni più profonde e al contempo leniscono l'anima''.

La tua vita artistica si divide tra cantante, insegnante di musica e vocal coach. Dove ti senti più a tuo agio? Ci sono differenze di feeling tra le 3 attività? ''Mi trovo a mio agio in tutti questi ruoli, ma onestamente, se dovessi sceglierne uno, darei la priorità alla carriera artistica perché scrivere canzoni e cantare sono attività che mi proiettano nella mia dimensione naturale. Sono molte le differenze tra queste attività: cantare e comporre rappresentano la parte creativa, quella che stabilisce un contatto importante con il proprio io interiore. Insegnare richiede invece una propensione ad ascoltare gli altri e a capire quale sia la loro parte nascosta da svelare; spesso si parte da zero, con persone che devono imparare tutto sulla propria vocalità. Il coaching, invece, è riservato ai cantanti più esperti che, magari, hanno bisogno di aiuto in una particolare occasione, come per esempio la registrazione di un album, o che magari devono migliorare un particolare aspetto tecnico. La loro personalità musicale è già definita, perciò in questo caso si deve entrare in punta di piedi uno spazio personale che ha bisogno di una sistemata, ma non di uno stravolgimento''.

“Savage woman” e “Northern lights” sono i due singoli estratti. Da dove origina il tuo interesse per le credenze del paganismo, delle sue leggende, il femminino, i ricordi ancestrali ed , in generale, per il mondo esoterico? ''Ho iniziato ad appassionarmi a queste tematiche già da bambina, quando mia nonna mi raccontava le storie e le leggende delle Alpi e poi, in adolescenza, mi sono imbattuta in H.P. Lovecraft, che ho adorato da subito, e nel “Dracula” di Bram Stocker. Da quel momento c'è stata una crescita continua di interesse per il mondo occulto e per la simbologia: mi affascinano, stimolano la fantasia e il pensiero. Il paganismo mi interessa da un punto di vista culturale, in quanto simbolo della libertà femminile e del legame profondo e vitale con la Natura. Ma non sono credente e rifiuto qualunque religione e dogma. La spiritualità è indipendente dalla religione. Per quanto riguarda il Femminino Ancestrale, da donna trovo importante promuovere la crescita personale femminile attraverso la riscoperta delle proprie radici antiche e l'ascolto della nostra voce più profonda, per liberarci dai retaggi patriarcali e dalle imposizioni alle quali questa società spesso ancora ci sottopone. Spero che prima o poi arriveremo al giusto equilibrio''.

Ascoltando le tue indubbie doti vocali, chissà in quanti ti avranno consigliato di partecipare ai vari X-Factor, The Voice of Italy, ecc. Cosa ne pensi di questi talent-show? ''Anzitutto grazie del gentile complimento! In molti mi hanno consigliato di partecipare a vari talent-show, e so che lo fanno con le migliori intenzioni, ma, senza voler sembrare snob, devo dire che i talent non mi piacciono per diversi motivi. Anzitutto hanno poco a che fare con la qualità musicale, perché sono incentrati principalmente su uno spettacolo penoso che umilia i partecipanti e ne distrugge la sensibilità; è uno sfruttamento psicologico e artistico, un gioco al massacro che promuove la cultura dell'”usa e getta” e mira alla creazione di fenomeni puramente commerciali e di veloce consumo, quindi un'offesa anche alla Musica intesa come Arte. Ci sarebbe davvero bisogno di tornare a dare un vero valore e un giusto spazio alla Musica e all'Arte in generale. Inoltre il concetto del talent è in totale contrasto con la mia idea di fare Musica, che è quella della condivisione e non della competizione. Il talent è un nuovo modo di fare audience, che ha ben pochi contenuti, come molte cose in questa epoca, peraltro. L'Arte è tutt'altra cosa. Sia chiaro che non ho nulla contro chi vi partecipa, anzi, consiglio ai ragazzi di fare attenzione al percorso che scelgono e di far valere le loro capacità, senza soffocare la loro personalità in favore di un consenso effimero e modaiolo''.

Principalmente, come promuovi la tua musica: attraverso i social, radio, show-case e/o live? Ci saranno date per ascoltarti dal vivo? ''I social al giorno d'oggi sono fondamentali per promuovere la propria musica, permettono di raggiungere un vasto numero di persone in tutto il mondo e di farsi un'idea del gradimento che la propria musica suscita nel pubblico. Le radio famose sono molto difficili da raggiungere, ma per fortuna ci sono ottime web radio e podcast che danno molto spazio agli artisti emergenti. Per quanto riguarda i live, credo che sia importante farne di mirati e ben contestualizzati, magari poche date, ma di alta qualità. A questo proposito, la data più vicina sarà quella del Serravalle Rock, un festival molto curato che si svolge in una cornice da sogno (il giardino della rocca di Serravalle Pistoiese). Sarò presente nella giornata di chiusura, domenica 28 luglio, e sarà la mia unica data estiva. Per l'autunno ci saranno altre novità''.

Ringraziando Lunaria per questa chiacchierata, vi invitiamo a lasciarvi ammaliare dalle magiche atmosfere di “Banquet of melancholy”: album che predispone al sogno in un confortevole benessere malinconico.