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01/08/2019   TOMMASO TAM
  ''Stiamo diventando simili a cyborg, pronti a eseguire le funzioni assegnate...''

L’incontro di oggi è con il cantautore friulano (ma ora di stanza a Bologna) Tommaso Tam. L’opportunità è quella di parlarci del suo quarto album “Cosmoillogico”, che arriva a 8 anni di distanza da “Meccanismo base”.

Ciao Tommaso, per conoscerti un po' di più puoi accennare ai nostri lettori come ti sei avvicinato alla musica e quando hai deciso di intraprendere il tuo percorso artistico? ''Ciao. Da piccolo ascoltavo i 45 giri di mia madre sul giradischi portatile, e in macchina mio padre aveva una cassetta con una raccolta dei Beatles. Folgorato! Iniziai a suonare strumenti giocattolo che i miei compravano per me su PostalMarket. Poi a sei anni è arrivata la chitarra vera, e da lì ho cominciato a strimpellare e a scrivere le prime canzoncine. A 12 anni avevo già la mia band e si suonava nei baretti o nelle feste della scuola. Il mio percorso artistico ufficiale è avvenuto tardi, nel 2003, quando ormai avevo scritto già centinaia di canzoni, e così decisi di pubblicare il mio primo album “Girare”''.

Sono passati 8 anni dal tuo precedente lavoro. Come mai tutto questo tempo per dar vita a “Cosmoillogico”. Come è cambiata la tua scrittura dai tempi di “Meccanismo base”? ''Eheheh… non ho impiegato 8 anni per scrivere ''Cosmoillogico''! In realtà sono stato molto impegnato con l’attività concertistica (suono in 5 band), in particolare con il mio tributo ai Beatles “The Menlove” con il quale giriamo tutta Italia e nord Europa. Inoltre ho scritto in qualità di autore/compositore molti brani per le orchestre da ballo. ''Cosmoillogico'' è stato scritto e registrato nell’arco di 6 mesi circa, da ottobre 2017 a marzo 2018. La scrittura in questo mio nuovo album è forse più rotonda rispetto ad altri precedenti lavori''.

L’album annovera 11 canzoni, come ''11'' è il titolo del video-single di lancio, molto carino ed ironico: qual è la story-board che caratterizza il filmato? Sembra che tu, talvolta, provi ad oltrepassare quelli che sono i limiti concettuali prefissati, ossia “dai un voto da 1 a 10, tu risponderesti… 11!”. Oppure, le note sono 7 ma tu provi a stanare l’ottava nota (ma di quest’altra canzone ne parliamo tra poco). E’ cosi? ''Nel videoclip si vede Tam, professore pazzoide, che fa degli esperimenti chimici che poi lo trasformano in un gatto. Chi di noi non ha pensato almeno una volta di voler rinascere gatto di casa e fare la bella vita, senza preoccupazioni di sorta?! Puro istinto di sopravvivenza e vivere solo nel presente senza rimuginare il passato o essere ansiosi per il futuro...''.

Accennavo prima a “L’ottava nota”. Credo che sia la traccia più rappresentativa dell’opera, in quanto si avverte quanto tu provi sempre a re-inventarti lo spartito, cercando più il guizzo geniale piuttosto che applicare il talento. ''Esatto. “L’ottava nota” è di fatto la prima canzone dell’album che ho inciso e riassume un po’ tutto il concept: un manifesto contro il luogo comune, l’alienazione dell’umanità, stritolata e “zombiezzata” dal sistema, senza rendersene ormai neanche conto, la follia collettiva... e dall’altra parte, la ricerca metafisica per scoprire il senso profondo della vita''.

La tracklist è un gustoso percorso atipico di elettro-pop ed inserti di funky, disco e wave, a testimonianza di quanto ti piaccia miscelare passato ed avanguardia tra ironia e divertissement, in cui irridi deliri, vizi e tic di oggi. Visto che nel disco si parla anche di alieni , allora (usando un gioco di parole) l’alienazione appartiene all’umanità? ''Secondo me noi non meritiamo l’alto titolo di Homo Sapiens perché la via della civiltà tecnogena ci sta portando verso un’ulteriore immersione nel sonno, verso una matrix di alto grado di sviluppo che è di fatto un alveare. Le persone diventano simili a cyborg, pronti a eseguire le funzioni assegnate, e figurano come elementi integranti del sistema senza il quale non possono semplicemente esistere''.

“Cosmoillogico” esce anche in vinile ed in formato simil-45 giri per il cd. Indubbiamente una scelta che comporta un certo impegno commerciale. Le ragioni di questa operazione? Nostalgia? Il voler seguire l’onda del “back to black” (benché il tuo è stampato su vinile rosso) o altro ancora? ''Il disco ha un sound volutamente anni '80, ed è per questo che ho pensato sarebbe stato più in linea farlo uscire in formato vinile come all’epoca. Il cd scomparirà presto definitivamente dal mercato e oggi la musica viene ascoltata principalmente in digitale''.

Per la produzione ti sei affidato a due nomi di grosso calibro: David Sabiu (Jovanotti, Sandy Marton) e Ignazio Orlando (Luca Carboni, CCCP). Perché li hai scelti? Intuivi che con loro avresti completato la quadra che ti prefiggevi? Per promuovere il disco hai già qualche data in cantiere? ''Ho scelto di collaborare con Sabiu e Orlando perché, innanzitutto, siamo amici, e poi nutro una profonda stima nei loro confronti. Di solito arrangiavo sempre tutto da solo. Questa volta ho preferito farmi dare una mano da due professionisti che hanno segnato la musica italiana e internazionale, soprattutto negli anni '80, per cui erano perfetti per creare il sound che avevo in mente''.

Ringraziando Tommaso Tam per averci fatto conoscere meglio la sua sfera artistica, formuliamo i nostri migliori auspici per una brillante carriera.