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28/08/2019   GIUMARA & THE PINKNOISE
  ''Esumare le emozioni 'ignorate' è la ragione principale della nostra militanza artistica...''

“Senza Rumore” è il primo album della band milanese Giumara & The Pinknoise, anticipato dal singolo “La Ferrovia”, distribuito e promosso da Alka Record Label. Li abbiamo intervistati, e ci hanno raccontato il nuovo disco, ci hanno parlato delle nuove canzoni, dei progetti futuri e molto altro. Buona lettura.

Il vostro nuovo disco è uscito per Alka Record Label il 27 aprile, volete parlarcene? ''Certo, si chiama ''Senza Rumore'' e racchiude più di un anno di lavoro dentro e fuori lo studio di registrazione. Contiene alcune canzoni concepite più di dieci anni fa e altre nate sul momento, ognuna dotata di una propria peculiarità compositiva – grazie anche alla produzione artistica di Michele Guberti, che aveva voglia di sperimentare e che ci ha trovati completamente d’accordo. Si può dire che l’intenzione di non far accomodare troppo l’orecchio dell’ascoltatore tra una track e l’altra sia la molla che ha generato questo microcosmo''.

Questo album ha un filo conduttore? ''Sì e no, nel senso che non abbiamo cercato di fare un concept, ma una forte coerenza autoriale è evidente, pure nell’inafferrabilità del nostro genere musicale. L’espressione “senza rumore” racchiude in sé l’attenzione al desueto, al provinciale, al mancato, allo strano e all’inquietante. Non si tratta di fantasticherie, ma di un omaggio al sottofondo delle nostre esistenze, alle ragioni delle realtà laterali che, per quanto vicine, rimangono in sordina, in una dimensione spettrale e sub-conscia. Un memento per tutto ciò che non si incastra nelle narrazioni della quotidianità becera, della mediocrità, dello squallore al potere''.

Da dove traete ispirazione per la vostra musica? ''Da eventi traumatici, dalla loro elaborazione e catarsi, che siano personali o condivisi non fa differenza. “Se sono felice esco di casa”, mi pare dicesse Tenco, ed è un po’ la nostra poetica. Dal punto di vista musicale ci mettiamo molto in gioco e non sappiamo mai quante trasformazioni subiranno i pezzi dal loro concepimento, cerchiamo di forzare i confini della canzone d’autore e ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo (in modi diversi siamo tutti e tre studenti) lo mettiamo in pratica''.

Cover del disco, chi è l'autore e che messaggio volevate trasmettere? ''La foto è stata realizzata da Antonello Cirani, il nostro fotografo di fiducia. Non ricordo a chi fosse venuta l’idea, ma è saltata fuori in sala prove dopo un brainstorming. L’immagine della coppia che guarda un televisore rotto è un’allegoria che tiene assieme tenerezza e abbruttimento, qualcosa che tutti noi viviamo, capiamo e scartiamo più o meno consciamente dalle nostre radiose storie Instagram. Credo incarni appieno il concetto di situazione “senza rumore”''.

Qual è la vostra personale visione dell’attuale scena musicale italiana? ''Non molto interessante. Come tutti gli emergenti ci lamentiamo del fatto che più sei scemo e/o insignificante più facilmente vai avanti (vedi trapper e le ben note derive mainstream dell’indie). Poi ci sono sempre eccezioni alla regola, gruppi e progetti che giustamente vengono riconosciuti. Non è tutto nero come potrebbe sembrare: se proponi qualcosa di valido hai bisogno di molta fortuna, ma è anche vero che la fortuna aiuta gli audaci''.

Quanto è importante per voi trasmettere emozioni al pubblico? ''Fondamentale, dato che esumare le emozioni “ignorate” è la ragione principale della nostra militanza artistica''.

Cosa vi aspettate per il futuro del progetto? ''A ottobre uscirà il terzo e ultimo videoclip estratto da ''Senza Rumore''. Sarà anch’esso un esperimento: girato su più location tra Veneto ed Emilia coinvolgerà una compagnia teatrale e un gruppo di UrbEx (Urban Exploration, ovvero la pratica di visitare luoghi abbandonati per riprenderli e fotografarli). Sul lungo periodo invece è più difficile parlare, certo è bene non aspettarsi nulla dal futuro: i tempi necessari al compimento di qualcosa di incerto come il riconoscimento in campo artistico sono in mano alla fortuna. Da noi stessi invece ci aspettiamo tanto impegno per crescere ancora, nuovi concerti, un secondo album. L’esperienza con Alka ci ha aperto gli occhi in tanti sensi. Siamo nel pieno della nostra fase creativa e le stiamo dando sfogo con una consapevolezza tecnica e (passatemi il termine) strategica che non potevamo avere prima''.

Per tutti i nostri lettori, come possono mettersi in contatto con voi e su quali canali si può ascoltare/acquistare il disco? ''Anche se siamo una banda di cavernicoli siamo connessi a tutti i social: Facebook, Youtube, Instagram, Spotify. iTunes, GooglePlay, Amazon e chi più ne ha più ne metta. Visitate il sito di Alka per tutte le informazioni necessarie… e tenete monitorate le nostre pagine per venire ai nostri concerti, anche solo per una chiacchierata e una birra. Se ci contattate via chat ovviamente rispondiamo di persona''.