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29/10/2019   EMMEFFE
  ''La tecnica serve, ma se non si comunicano emozioni non si raggiunge il cuore delle persone...''

Iniziamo con questa semplice domanda... Chi è Emmeffe? ''Ciao Musicmap e grazie per questo spazio. Emmeffe è il mio progetto solista di musica elettronica. Mi chiamo Marco Fantin e sono prevalententemente un chitarrista pop-rock attivo da parecchi anni. Uso i sintetizzatori perché negli anni '80 ho avuto modo di studiare la sintesi sonora sia sui sintetizzatori analogici che sui primi synth digitali come il Dx7''.

Hai scelto l’elettronica. Quanto valorizza il tuo talento il genere che hai scelto? ''Credo lo valorizzi e me ne sto accorgendo lavorando. L'elettronica è anche un po' una sfida: all'inizio del mio percorso musicale passai dai synth alla chitarra perché, con molto meno sforzo, potevo ottenere un suono molto più pieno e, ovviamente, rumoroso. Ora la mancanza della chitarra, delle sue distorsioni, mi stimola ad ottenere un suono che sia completo in un modo completamente diverso e questo penso sia positivo nel cercare nuove soluzioni''.

Perché hai chiamato il tuo album “Trust”? ''Perché mentre realizzavo i brani mi sono accorto che le melodie che cercavo erano già presenti nella musica, le sentivo quasi suonare. In questo modo ho imparato a fidarmi, mi sono detto che prima o poi le cose giuste sarebbero arrivate e me le avrebbe suggerite la musica stessa''.

Cosa rappresenta la copertina del tuo album? ''Rappresenta proprio questo rapporto di fiducia, e per rappresentarlo ho usato come simbolo la mano dell'uomo appoggiata al fusto di un albero. Si tratta di un rapporto simbiotico basato su una reciproca fiducia, l'albero vive e respira grazie a noi e noi grazie a lui''.

Come prende forma un tuo pezzo? Racconta tutto quello che c’è dietro… ''Solitamente parto da un singolo pattern che può essere una sequenza di note, di accordi o anche semplicemente un suono che mi piace. Fatto questo aggiungo quasi tutti gli strumenti principali e creo un pattern di base, poi una struttura e infine mi lascio andare a quello che mi suggerisce il brano''.

Hai suonato in molte band. Cosa ti hanno regalato queste esperienze di particolare? ''Sì, ho suonato con molte band e queste esperienze, non tutte, mi hanno regalato il contatto empatico con chi ascoltava il nostro live. In genere con le platee più numerose, se il concerto sta andando bene, si crea un livello di comunicazione con il pubblico molto alto e questa è la più bella sensazione che posso provare quando suono dal vivo''.

Quanto è importante emozionare il pubblico con la propria musica? ''Tantissimo. La tecnica serve ma se non si comunicano emozioni non si raggiunge il cuore delle persone, è quello ciò che conta''.

C’è un filo rosso che lega le tue canzoni? ''Se ti riferisci all'album “Trust” sì. Ogni canzone è una rappresentazione sonora del suo titolo e tutte hanno a che fare con eventi o elementi della natura. Ci sono l'acqua, il fuoco, la terra, l'aria che sono i quattro elementi. Oltre a questi c'è il vuoto, che nelle tradizioni orientali è il quinto, e poi c'è la tempesta, strani segnali che provengono da chissà dove, e anche il numero sette su un brano quasi dance ma in 7/4''.

Cosa pensi del panorama italiano indie o electro? ''Nel panorama italiano ci sono molti artisti di alto livello che purtroppo fanno fatica a trovare spazi dove suonare o dove farsi sentire perché i posti sono pochi, e l'offerta musicale è alta se teniamo conto di tutte le cover band e le tribute band. Gli artisti bravi e motivati vanno all'estero, in ambito electro basti pensare al connazionale Alessandro Cortini che suona coi Nine Inch Nails''.

Cosa bolle pentola per Emmeffe? ''In pentola bolle il prossimo album, delle collaborazioni con altri artisti... e delle belle passeggiate in montagna. Grazie ancora e un saluto ai lettori di Musicmap!''.