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12/11/2019   DANIELE BARSOTTI
  ''Innamorarsi trasforma in senso positivo, ci rende dei ''super eroi''...

“Luci stroboscopiche a Londra” è il tuo nuovo singolo. Da quale idea nasce la scelta del titolo? ''La scelta del titolo è nata dal fatto di poter riassumere e descrivere, in poche parole, la bellezza dell'insieme di emozioni che nascono, quando in amore, scatta il "colpo di fulmine". Questa forte e improvvisa sensazione, all'interno della nostra anima, da' vita a questi scatti di luce alternata, colorata e "impazzita"... è da questi flash, che vengono generate appunto le "Luci stroboscopiche". Io ed i miei compagni di lavoro abbiamo scelto lo scenario misterioso e affascinante della città di Londra, come "cornice" a questo meraviglioso evento: l'innamoramento''.

Quale messaggio vuoi comunicare con questo nuovo singolo scritto da te con Marco Canigiula, Marco Di Martino e Francesco Sponta? ''Beh, il messaggio che vogliamo dare è di ascoltare le sensazioni che abbiamo quando ci innamoriamo di qualcuno. Innamorarsi ti trasforma in senso positivo. Ci rende dei "super eroi", tutto diventa invincibile, e tutto è possibile. Questo evento, che io ritengo "divino", può succedere quando meno te lo aspetti. Lo stato di euforia generata dall'amore fa sì che anche i problemi più o meno grandi, che ognuno di noi ha nella vita di tutti i giorni, si trasformino e diventino di gran lunga meno pesanti. Questo singolo è un inno alla vita, alle bellissime sensazioni che l'amore può dare, e alla gioia di vivere''.

Come è nata la collaborazione con Giovanni Balduini? ''Io non la definirei una collaborazione, ma un percorso di vita. Tutto questo è nato tre anni fa, in un ristorante storico di Lucca durante una cena. Ricordo che eravamo in sette persone e, poco dopo che ci siamo seduti, io e Giovanni abbiamo iniziato a parlare, scoprendo di avere in primis, una passione in comune: il mondo... degli abiti da sposa. Ad un certo punto, un nostro amico disse a Giovanni che io cantavo. Giovanni, da sempre appassionato di musica e a questo punto incuriosito, mi chiese di mandargli qualche file audio sul telefono, in modo da poter ascoltare la mia voce. Gli feci ascoltare una cover di Bungaro: "Guardastelle". Da questa cover è nato il nostro percorso artistico''.

Sappiamo che hai partecipato alla finalissima di Castrocaro 2018: con il il brano “Inevitabile” ti sei aggiudicato il "Premio SIAE” come miglior interpretazione e testo. Raccontaci le emozioni che hai provato quella sera. ''Ricordo benissimo l'impianto audio e l'organizzazione logistica di quella sera: li definirei impeccabili. Avevo molta ansia, di quella buona però, perchè il festival di Castrocaro è stato, per me, il primo evento dove mi sono potuto esibire live su un palco importantissimo quale è quello di Rai Uno. Ho potuto conoscere e lavorare con persone di altissimo livello musicale tra cui il maestro Valsiglio, il direttore d'orchestra Palatresi, e tutto il suo staff. Il premio SIAE non me lo sarei mai aspettato. Pensavo di vivere un sogno, sono rimasto incantato. Quando ho sentito il mio nome chiamare per salire nuovamente sul palco a ritirare il premio, ho avuto un "flash back" che mi ha travolto di emozioni. Sul palco di quella sera è salito il "Daniele bambino" che, a 6 anni di vita, stava a casa seduto davanti al televisore a guardare il festival di Castrocaro a sognare che tutto questo, un giorno, potesse diventare realtà: è successo veramente grazie a Giovanni''.

Il 6 agosto del 2018 hai aperto il concerto di Gloria Gaynor. Cosa ti ha lasciato di concreto quell’esperienza? ''Questa esperienza mi ha reso senz'altro ancor più sicuro di me, delle mie capacità, nonostante io sia salito su quel palco con la sensazione di spettatore.... quasi come se fossi "in punta di piedi". Sono rimasto stupito dalla moltitudine di persone che erano lì quella sera. La mia esibizione live è durata mezz'ora circa ma in questo spazio, che Radio Bruno mi ha dedicato, ho potuto diffondere la mia musica, dialogare e diffondere i miei pensieri ad un vasto pubblico di spettatori, e di questo non posso che essere soddisfatto. Quando hai la fortuna di poter aprire concerti di artisti (e direi..... pilastri della storia della musica mondiale) del calibro di Gloria Gaynor, fa sempre un certo effetto...''.