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14/11/2019   HUMANOIRA
  ''Viviamo in un mondo fluido, un giorno sei una star e il giorno dopo non ti ricorda più nessuno...''

Loro sono gli Humanoira, band da Livorno carica e appassionata, che propone un pop dalle movenze classiche, per chi in fondo si lascia trascinare anche dai tormentoni di Sanremo, ma condito di un'ironia fuori dal comune. Hanno pubblicato da pochissimo un nuovo EP dal titolo ''Sorrisi & Canzoni'' e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro!

Da dove arriva il nome Humanoira? ''Humanoira è un nome che abbiamo scelto quando avevamo circa 20 anni. È l' anagramma di un capitolo della Montagna incantata di Thomas Mann. Nell arco degli anni abbiamo provato molte volte a trovarne uno nuovo, magari più avvincente, ma eravamo troppo affezionati a quello che per noi rappresentava''.

In sostanza, perchè ''Sorrisi & Canzoni''? In questo disco ci sono anche canzoni senza sorrisi? ''Perché racchiude in qualche modo ciò che per noi è il modo di vedere la musica, e non solo. Non riusciamo mai a prenderci troppo sul serio quindi, anche se crediamo molto nella forza delle canzoni, abbiamo sempre un occhio di riguardo alla componente ironica. Se una canzone ti fa star bene e in più riesce a strapparti anche un sorriso, crediamo che abbia fatto il suo dovere. Sì, forse ''N.'' è l unico pezzo in cui ci prendiamo veramente sul serio, perché parla di una perdita, e per quanto si cerchi di riemergere dal dolore, a volte non si può altro che sentirsi arresi''.

Come riconoscere un buon progetto in questo marasma di it-pop? ''Domanda complessa. Non esiste un oggettività a quello che può essere un buon progetto da uno non valido. La costanza e la credibilità credo siano gli unici elementi che possano rendere un progetto più di rilievo rispetto ad altri. Viviamo in un mondo fluido, un giorno sei una star e il giorno dopo non ti ricorda più nessuno''.

Perchè un EP e non un album? ''Abbiamo riflettuto a lungo su questo tema. Abbiamo sempre fatto dischi di almeno 9/10 pezzi. Questa volta, anche su consiglio della nostra casa discografica, abbiamo voluto concentrare i nostri sforzi su pochi pezzi ma tutti di qualità. Siamo molto soddisfatti di questa scelta. Questa primavera intanto uscirà un nuovo singolo. Ma prossimamente non escludiamo di tornare a fare un disco. Abbiamo molto materiale già in lavorazione''.

Durante il vostro percoso cos'è cambiato e cos'è rimasto? ''È cambiato sicuramente il nostro approccio pratico alla musica. Prima stavamo ore in sala a provare. Ora, grazie anche all'utilizzo di software, siamo molto più diretti su quelle che sono le priorità in una canzone. Cio che è rimasto, come dicevo prima, è la voglia di non prendersi mai troppo sul serio. Fortunatamente''.

Come riuscite a parlare in modo così leggero anche di sentimenti piuttosto negativi? ''Noi crediamo che le canzoni possano essere anche una sorta di terapia per uscire da una situazione di negatività emotiva. Ci sono canzoni che raccontano il dolore e vogliono fartelo vivere fino in fondo. Noi preferiamo spesso dare una lettura ironica del dolore. Anche nella sofferenza non bisogna mai perdere la voglia di guardare il mondo con una certa leggerezza''.

Siete una band malinconica? ''Sicuramente la componente malinconica ci appartiene. Ma nella vita di tutti i giorni cerchiamo di non esserlo... e credo che ci riesca anche molto bene''.