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04/12/2019   OUT OF THE EDGE
  ''Ogni giorno è quello giusto per rialzarsi, anche quando senti che il mondo sta crollando...''

Luca Stasi, leader degli Out Of The Edge, benvenuto su Music Map. Alcuni giorni fa avete pubblicato il nuovo brano, con video ufficiale, “Rise another day”. Ci parli della canzone? ''Ciao a tutti e grazie mille per la vostra disponibilità e per quello che fate per la musica! Esatto, da poco è uscito il nostro nuovo singolo ''Rise Another Day'', un brano a cui tengo molto perché è stato composto in un periodo particolare della mia vita in cui avevo bisogno di sentirmi dare forza. E’ venuto naturale affidarmi alla musica raccontandomi e facendo sì che fosse la musica a parlarmi e a dirmi che ogni giorno è il giorno giusto per rialzarsi ancora, anche quando senti che il mondo sta crollando attorno a te. E’ un brano che, però, ha anche un secondo significato ed un po’ più nascosto, il quale forse appare un po’ più limpido solo alla luce del videoclip che accompagna il brano''.

Avete comunicato che “Rise another day”, in realtà, è il pilot di un cortometraggio da voi prodotto e realizzato e dal titolo “Shadows”. Come nasce l’idea di unire musica e cinema? ''Sì, è proprio così. Il videoclip di “Rise Another Day” è un pilot trailer che vuole mettere la basi di quello che sarà per noi “Shadows”: un cortometraggio che stiamo scrivendo e realizzando in questo periodo. Si tratterà di un processo abbastanza lungo, ma in cui crediamo molto. L’idea è nata quasi inconsapevolmente, un po’ anche dai feedback ricevuti sul nostro EP di debutto “Birth”, riguardo al quale ci sono state fatte notare più volte le caratteristiche “cinematografiche” dei brani che lo compongono. Sicuramente, però, ha molto influito il mio lavoro come compositore di musica per film, cosa che mi ha portato a razionalizzare l’idea di unire così cinema e musica anche nel mio progetto musicale personale: l’idea al resto degli Out Of The Edge è piaciuta molto, quindi eccoci qui''.

Davanti a questo ambizioso progetto ci viene naturale a pensare che, forse, nel presente parlare di musica non basti più, ma sia necessario contestualizzare la musica stessa all’interno di un progetto artistico di più ampio respiro e che comprenda diverse discipline. Per voi è così? ''E’ sicuramente così e forse è quello che ci piace di più di questo progetto. Ci entusiasma molto l’idea di metterci in gioco in modi diversi, in discipline diverse, in campi artistici diversi e facendo sì che la musica segua un percorso che ancora di più la innalza, ovvero quello di emozionare sposandosi con delle immagini. Sarà sicuramente un progetto ambizioso, impegnativo e per nulla semplice, ma siamo determinati nel portarlo a termine''.

Altro elemento che colpisce chi vi ascolta e vi osserva è che non siete esattamente una band, ma un progetto, il cui leader è il batterista. Tutto molto strano ma anche estremamente moderno. A fronte di queste particolarità, come sono le dinamiche all’interno degli Out Of The Edge? ''Sì, ci viene detto spesso ed è comprensibile che la nostra formazione risulti molto atipica. Le dinamiche all’interno del progetto non sono semplici sicuramente, ma siamo entrati tutti bene nel nostro “ruolo” ed ognuno conosce bene il suo spazio di azione. C’è sicuramente una cosa molto positiva, ovvero il fatto che ho avuto la fortuna di incontrare dei compagni di viaggio fantastici e con cui mi trovo davvero benissimo, mi supportano sempre, mi sopportano e mi sono di stimolo costante nel fare meglio. Gli Out Of The Edge sono per me una seconda famiglia dove so di stare sempre bene''.

“Shadows” prenderà vita anche sul palco? E se sì, avete già pensato a come tradurre in un concerto quella che sembra essere una vera e propria soundtrack? ''Questa è sicuramente una possibilità, ma non ce la sentiamo di dare ancora una risposta definitiva e precisa a questa domanda, lo faremo di sicuro quando i tempi saranno più maturi. Tuttavia possiamo dire che stiamo studiando anche il modo più interessante, innovativo, ma che sia d’altra parte anche realizzabile, per portare live “shadows” quando sarà il momento''.