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05/12/2019   INCOMODO
  ''Questa società arrogante è la somma di singoli individui che vivono nel malessere...''

L’incontro-intervista di oggi è con la formazione salentina degli Incomodo, trio formatosi a Lecce nel 2007 che, mediante i dieci pezzi del nuovo album “Smalto” (uscito a marchio Vrec), delineano matrici di rock, indie-pop e spolverate di wave. Un progetto tutto da scoprire insieme al racconto della band.

Benvenuti ragazzi. La vostra avventura musicale comincia 12 anni fa ma soltanto sei anni dopo siete riusciti a stabilizzare la line-up. Nonostante i cambi di formazione, il vostro stile era diverso da quello di oggi? Come andò esattamente? ''Lo stile è cambiato nel tempo e continuerà a mutare perchè cambiamo noi (si spera in meglio), mutano i gusti musicali e l'approccio alla composizione''.

Sappiamo che un paio di voi è a Trento per lavoro ma, a quanto sembra, la musica scavalca ogni difficoltà: però, come riuscite a conciliare impegni di prove stando cosi distanti? ''Si, siamo sparsi per l'Italia. Federico è in provincia di Trento, Mirko in provincia di Brescia e Roberto a Roma. Al momento prepariamo i concerti provando almeno per un fine settimana al mese''.

“Smalto” dà seguito al debutto “Un po’ di silenzio” del 2013. Si dice che la seconda prova è quella più difficile, quella che deve confermare quanto di buono si è ascoltato in precedenza oppure quella che deve, in qualche modo, offrire delle varianti per non cadere nei soliti clichè compositivi. Anche voi avete percepito questo “timore” o avete dato sfogo ad una globale spontaneità? ''Diversi timori ma non questo. Abbiamo ricercato l'autenticità''.

Il Leit-motiv dell’album è incentrato sul “buon senso” che, evidentemente, si è perso in questa Società caotica ed arrogante? Notate intorno a voi qualcuno che si impegna per recuperarlo ed apportare, cosi, migliorie alla socialità e alla vita stessa? ''Il buon senso si era già perso da tempo ma negli ultimi 20 anni ha iniziato a palesarsi prepotentemente. Questa società caotica e arrogante è il risultato della somma di singoli individui che vivono nel malessere. L'album è un invito al rispetto verso sé stessi e verso il prossimo, al rifiuto dei dogmi, alla ricerca dell'essenziale, ad essere buoni e propositivi. Fortunatamente, nel mondo ci sono persone che, nonostante tutto, cercano di fare del bene. Non essere cattivi (in senso lato) è la chiave per un mondo migliore e per un benessere sociale''.

L’indole e la formula assemblativa dei vostri brani è alquanto variegata: placida, irruenta, nostalgica, malinconica, e in essa il singer Federico Calò modula ad ampio raggio, trovandosi a proprio agio in ogni situazione. Questo ventaglio esecutivo incorpora, senz’altro, alcune influenze di Big. A chi vi ispirate? ''Le nostre influenze cambiano continuamente. Ci facciamo ispirare da tutto ciò che ci seduce ed emoziona: una canzone, un libro, un film, un quadro, una tragedia, una bella giornata, una brutta giornata, una persona ecc ecc.''.

Per voi “Smalto” è la bellezza nella fragilità, ossia quella di chi non si è scoperto ancora del tutto: intendete, quindi, che di questa vernicetta simbolica sono ricoperti, spesso e volentieri, le persone per timore di mostrarsi a nudo, senza artifizi, perché la conoscenza profonda di sé stessi implica dolore? Come è nata l’idea del videoclip dal mood misterioso e velatamente inquietante? ''Chi cerca di migliorarsi, sceglie di scrutarsi a fondo per superare i propri limiti. Questo percorso che, come dici tu, implica dolore, dovrebbe portare l'individuo ad avere una maggiore consapevolezza ed essere più sicuro di sé stesso, resistente e bello, proprio come fa lo smalto che abbellisce, rinforza e protegge. In maniera molto semplicistica, questo è il significato di "Smalto"... Il video è nato da un'idea della registra Alessandra Cocciolo Minuz (impegnata soprattutto in produzioni teatrali con il Teatro dei Veleni)''.

L’altro singolo “Non essere cattivo” fila ruggente, orlato di fini melodie che spaziano in maestose aperture. Qual è il messaggio subliminale del pezzo: quello di falciare cattiveria gratuita e volturarla con qualcosa di più edificante? ''In realtà basterebbe leggere il titolo per comprendere il messaggio che si vuole portare avanti. Evitare di fare del male può differenziarci dalle bestie e renderci umani: soltanto per questo varrebbe la pena provare ad essere più gentili e buoni''.

La produzione artistica è affidata al celeberrimo Pietro Foresti. Le dritte che vi ha suggerito lui, quanto sono state importanti per voi, non tanto per l’ottenimento di una bella quadra formulativa, ma piuttosto come discorso globale di band? ''Pietro è stato necessario e senza di lui non avremmo capito troppe cose fondamentali del songwriting e della produzione in generale. Pietro è il Mister, il quarto incomodo''.

Le foto dell’album sono opera della visual-artist Giulia Bersani, la quale ha realizzato l’artwork completamente a mano. Come l’avete conosciuta e quali sono i principali aspetti che vi han colpito del suo ingegno? ''Il primo approccio è avvenuto su facebook: è così che abbiamo conosciuto Giulia. Siamo stati attratti dal suo stile. Sembra che Giulia faccia della semplicità la propria bandiera, ed è bello vedere che qualcosa di semplice possa emozionare e trasmettere un messaggio; il tutto senza troppe sovrastrutture ed "effetti speciali dai colori ultra-vivaci".

In generale, cosa pensate della scena musicale nostrana? Chi stimate di più? Prossimamente sono previste altre date per il tour di “Smalto”? ''Da qualche parte ci sono dei grandi poeti, scrittori, pensatori e musicisti che riescono a scrivere canzoni stupende: questo è il nostro pensiero sulla scena musicale nostrana''.

Salutando e ringraziando gli Incomodo, formuliamo i migliori auspici per crescenti affermazioni personali e professionali, in attesa di ritrovarli alla terza prova discografica, sempre in piena salute ispirativa. ''Grazie e tanti auguri anche a voi! A presto''.