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21/01/2020   ARE YOU REAL?
  ''La mia fortuna è che non so copiare bene, e alla fine vengono cose originali...''

Ciao Andrea, abbiamo parlato di te e del tuo "Songs from my imaginary youth" al momento dell'uscita del disco, ormai circa tre anni fa. Come mai hai deciso di stampare il disco così tanto tempo dopo la sua uscita, con questa veste grafica rinnovata grazie all'artwork di Mara Cerri? ''È una mia precisa strategia promozionale. Fare un disco ma far sembrare che ne hai fatti due. Così sui social sembro un tipo impegnato. A parte gli scherzi, ho fondato un'etichetta, Beautiful Losers. Ci tenevo a ripubblicarlo per mantenere il controllo dei files in vendita e streaming. E per l'occasione l'ho re-mixato e ho chiesto a Mara di fare un restyling''.

Nei colori il nuovo artwork ricalca quello originale: hai scelto tu di confermare le tonalità sfumate dei blu, degli azzurri e dei colori freddi oppure è stata una scelta dell'artista? Questi colori vogliono evocare qualcosa di affine alla tua musica o la loro scelta ha altre ragioni? ''Faccio tutto azzurro. Il logo dell'etichetta è azzurro. La copertina è azzurra. Evidentemente associo questo colore alla musica. In effetti ti direi che è il colore della magia, per me. Ma vi prego, la prossima volta fermatemi!''.

Oltre alla stampa del disco e all'artwork d'autore, questa nuova edizione di "SFMIY" contiene anche l'inedito "Elephant serenade". Da cosa è nata questa canzone? ''L'ho scritta mille anni fa, scopiazzando Syd Barrett. Ci sono riferimenti all'elefante e ad una sua allitterazione sul gelato. La mia fortuna è che non so copiare bene, e alla fine vengono cose originali''.

Nel videoclip che accompagna questo brano tu vaghi a piedi nudi nei boschi: che rapporto hai con la natura? La vedi più come un'entità "matrigna" o "maligna"? ''La natura è la sorgente della vita, ma anche della morte. Credo sia al di là del bene e del male. È nel nostro inconscio in quanto specie. In questo senso l'ho rappresentata nel video. Quel bosco è uno spazio interiore. Per il resto, vagare per il bosco mi piace molto, mi aiuta a riflettere''.

La promozione di "SFMIY" ottenne già buoni riscontri e visibilità all'uscita: cosa pensi che possa aggiungere il formato fisico e che mancava alla versione digitale? ''Sono felice dei riscontri positivi. Ma per me era importante fare un CD. Metti che muoio, almeno ho lasciato un CD a qualcuno, che sarà con lui in macchina, o nella sua libreria. È qualcosa di più di un brano in una playlist''.

Nella recensione del tuo disco, scritta dal nostro Manuel Maverna, venivano svelate influenze varie, da David Gray ai R.E.M., dai Cure ai Red House Painters. Quanto ti ritrovi in questi artisti e quali altri sono le tue principali fonti di ispirazione? ''Non conosco David Gray, gli altri mi piacciono. Per me sono stati molto importanti Daniel Johnston e Phil Elverum, per la sincerità con cui scrivono. Cerco quel tipo di autenticità, quando faccio musica''.

Al giorno d'oggi, in cui la fretta coinvolge tutti i campi della vita, compreso il mondo della musica, la tua promozione lunga e la tua cura meticolosa di ogni aspetto del tuo lavoro sembrano in forte contrasto con le tendenze moderne. Qual è il tuo rapporto con il music-biz, dal momento che, come dicevi prima, hai anche un'etichetta tutta tua e sei pure un produttore? ''Il guadagno è il penultimo dei miei pensieri. Adoro fare il produttore e sono sorpreso che tanti artisti stiano scegliendo me per sviluppare i loro dischi. Ma l'ottica con cui lavoriamo non è mai di business. Il nostro scopo è danneggiare quanto più possibile il capitalismo''.

Puoi già rivelarci quali saranno i tuoi prossimi passi come Are You Real? ''Sto registrando il mio terzo disco. Ascolto molto Bon Iver e Soap&Skin. Ho provato a lasciar da parte le chitarre, usare il piano e l'elettronica. Credo sarà un disco molto diverso. A parte la copertina blu, ovviamente''. (MARZIA NERI)