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28/01/2020   ANNA BELLE
  ''Essere pronti a tutto senza mai aspettarsi niente, questo il mio motto!''

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Anna Belle, nuova pupilla di Romolo Dischi che ha di recente pubblicato il suo primissimo singolo dal titolo ''St. Valentine'', delicatissima, sensuale e decisamente atipica rispetto alla scena it-pop contemporanea. Leggete cosa ci ha raccontato!

Partiamo con una domanda probabilmente scontata: Anna Belle è il tuo vero nome o è una scelta artistica? ''Anna è il mio primo nome di battesimo e Belle il secondo. È stato facile accostarli''.

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirata maggiormente nel corso degli anni? ''Lucio Battisti, genio assoluto, Joni Mitchell che è voce e chitarra come nessuna cantautrice. Poi Astrud Gilberto che fin dai tempi dell’adolescenza è stata un riferimento per la sua vocalità evanescente; ma anche i Beatles, Suzanne Vega, Gal Costa...''.

''Blue Belle'' rappresenterà il tuo EP d’esordio come cantautrice. Che cosa NON dobbiamo aspettarci da questo disco? ''Essere pronti a tutto senza mai aspettarsi niente. Questo il mio motto. Io volevo raccontare le mie storie, in un’atmosfera sospesa e sognante, perché niente è certo ma tutto è come ci sembra''.

Sei una persona che ha viaggiato parecchio, infatti sei stata a Londra, Parigi, New York… In che modo queste esperienze hanno contribuito alla tua crescita artistica? ''Londra, dove ho vissuto dai 24 ai 26 anni, è davvero la città del mio cuore e per me rappresenta la libertà, l’indipendenza. NYC è il sogno che si realizza, è come la immagini perché l’hai vista nei film e ti sembra di averci già camminato in quelle strade. Parigi è “..de la musique avant toute chose”, ti avvolge come un’orchestra. Incontri, vino, mercati, caffè, musei, la musica live nei club e nei teatri...''.

Ti interessi alla scena musicale italiana contemporanea? Che cosa pensi di poter offrire di nuovo? ''È sempre bene avere un occhio su quello che accade oggi, la musica è lo specchio delle nostre vite e dei nostri tempi. Cambia la società, il modo di usare la lingua come codice e il modo di esprimere i sentimenti. Ogni artista si fa a proprio modo portavoce della realtà che ci circonda. Il mio progetto parla in maniera trasversale a persone potenzialmente diverse per genere, cultura, origini, estrazioni sociale e lo fa in maniera semplice con temi universali. È un progetto versatile, libero''.

Qual è il tuo più bel ricordo legato alla musica? ''La prima chitarra che mio nonno ha costruito su misura per me. A 8 anni avevo le mani troppo piccole per muovermi agilmente sulla tastiera di una vera chitarra acustica. È un gesto che mi rese estremamente felice e che oggi mi commuove davvero''.

Quali sono i tuoi buoni propositi per questo 2020? ''Voglio fare tanti live, un tour in Europa, tornare in studio a registrare e magari fare anche un bel feature. Poi voglio visitare il Brasile''.

Hai voglia di lasciare un messaggio per chi ti sta leggendo in questo momento? ''Ciao, lettori di Music Map, il mio consiglio è di continuare ad ascoltare la musica, anche la mia se siete curiosi e non perdere occasione per celebrare la vita: Viva la Vida!''.