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18/02/2020   UNDER THE BED
  ''La nostra musica? L’equivalente di una scarica di ceffoni...''

Ciao Under The Bed, benvenuti su Music Map! Presentatevi ai nostri lettori. ''Ciao, grazie di averci ospitati qui, e grazie a voi che ci leggete! Siamo cinque amici toscani che hanno deciso di cimentarsi nell’impresa di fare musica insieme e cercare di diffonderla il più possibile gironzolando per la penisola; gli ostacoli in questa avventura sono molteplici e spuntano a ogni angolo, ma non ci scoraggiamo!''.

Vi abbiamo conosciuti attraverso il vostro singolo e video ''#3 Blew My Mind''. Il sound del pezzo è decisamente particolare. Ci viene da definirlo come un rock sperimentale. Complesso ma orecchiabile allo stesso tempo. Ce ne parlate? ''Grazie! Sì, in effetti è un mix non proprio immediato di ritornelli catchy, riff dispari e metriche decisamente storte. Sin dagli inizi (le nostre prime demo definitive risalgono al 2009) la nostra idea era quella di unire queste due parti lontane dello spettro musicale, saltando di palo in frasca, per così dire, tra diversi temi, refrain e sezioni come in una sorta di flusso di coscienza dalla spina dorsale sfrontatamente metal/hardcore, ma con derive di ogni tipo. Adesso, giunti al terzo disco, stiamo cercando di migliorare sempre di più questa fusione di stili per compattare in modo più efficace le strutture, rendere più accessibili e identificabili i brani, e soprattutto mascherare meglio i punti di sutura''.

Il video, invece, è un susseguirsi di scene che racchiudono una lunga serie di citazioni. Musicali, cinematografiche, di video games. Come è nata questa idea? ''Come molte nostre idee, è nata un po’ a caso! Inizialmente il video doveva essere una roba un po’ distopica in cui suonavamo in una stanza completamente bianca e asettica, incatenati a delle sedie, imbracciando strumenti fasulli e con dei visori calcati in faccia. Non avendo a disposizione una stanza di questo tipo ci è balenata l’idea di risolvere il problema usando uno sfondo verde da eliminare poi in fase di post-produzione. Poi ci siamo guardati e abbiamo detto: «perché fare lo sfondo bianco quando possiamo fare lo sfondo che ci pare?». Così, arrivati a fare dei test video, abbiamo provato a inserire il nostro bassista nell’Overlook Hotel di ''Shining''. Siamo completamente impazziti, e abbiamo deciso così di ficcare nel video gli sfondi più improbabili, sia per seguire il tono un po’ ironico del testo (che si prende gioco delle assurdità che girano in rete), sia per omaggiare gli anni ’90/’00 che ci hanno plasmati a suon di TRL, outfit discutibili, cartoni animati e giochi allucinanti''.

Dopo ''#3 Blew My Mind'' siete ora pronti a pubblicare nuova musica. In particolare un nuovo brano, che sarà disponibile tra pochi giorni. Ci svelate in anteprima di cosa si tratta? ''Il brano si chiama ''Slouch Off'', ed è il primo pezzo che abbiamo composto per questo nuovo EP. A differenza degli altri due rilasciati finora, ha un sound parecchio più cupo e arrogante (rispecchiato dal look ruvido del video che uscirà in contemporanea). La struttura è semplice ma diretta: volevamo che l’impatto del pezzo fosse l’equivalente di una scarica di ceffoni. Il testo prende di mira coloro che, con la propria personalità tossica, finiscono per schiacciare, demotivare e reprimere chi gli sta attorno; è una sorta di “bullismo” psicologico che abbiamo visto in azione e sperimentato sulla nostra pelle più volte, e la cosa atroce è che spesso proviene da persone che dovrebbero guidarti, proteggerti e sostenerti. Nonostante l’argomento e il mood, il brano ha comunque una forta carica positiva e reattiva: è un pezzo che, in un certo senso, avevamo bisogno di fare, ed essendo il primo creato da noi cinque insieme, è stato la scintilla che ha dato vita a tutto il nuovo disco''.

Ci immaginiamo che la vostra carica sia elevata all’ennesima potenza dal vivo. Come si svolge un vostro concerto e quando e dove potremo vedervi sul palco? ''Beh, diciamo che ogni volta facciamo del nostro meglio per far scatenare e divertire chi ci sta ascoltando, che si tratti di un fan di lunga data o di qualcuno che non ci ha mai visti prima. Nessuno di noi fortunatamente si è mai fatto grossi problemi a muoversi sul palco (nonostante ora gran parte dei componenti della band abbiano superato la barriera dei fatidici trent’anni, quindi i mal di schiena di sicuro spunteranno come funghi), ma se ci fosse una pagella il migliore sarebbe senz’altro Josh, il nostro screamer (che in questo EP si è divertito parecchio anche a smanettare coi suoi amati synth): lui dal vivo si trasforma come un lupo mannaro. Di norma è un tipetto tranquillo e posato, poi parte il primo pezzo della scaletta e non sai più dove si trova: ti guardi intorno ed è tutto sudato a danzare in mezzo al pubblico, o appeso da qualche parte in mutande. Se non volete perdervi questo spettacolo di dubbio gusto, potrete trovarci a una delle prossime date: verranno annunciate tra non molto, quindi tenete d’occhio i nostri social!''.