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24/03/2020   UNFAITHFULL
  ''La natura tende all'ordine delle cose se gli equilibri vengono costantemente messi alla prova...''

Ciao ragazzi, parliamo un po’ di Aeon, il vostro ultimo disco. Da quanto abbiamo capito parla di futuro con una certa speranza, è così? ''Ciao a voi! La risposta è "sì e no". Dipende dalle scelte che faremo e se avremo l'umiltà di abbassare un po' la cresta come specie e riconoscerci come parte di un tutto, che non abbiamo privilegi su nessuna forma di vita e che, prima o poi, la natura tende all'ordine delle cose se gli equilibri vengono costantemente messi alla prova come abbiamo fatto negli ultimi due secoli. Il periodo che stiamo vivendo adesso sembra proprio confermare quello che il disco in sé e per sé vorrebbe comunicare e, ironia della sorte, è uscito proprio il 21 Febbraio, quando l'epidemia è esplosa in Italia''.

Il modello di società di cui parlate è secondo voi auspicabile? ''In realtà non parliamo di un modello da seguire o in cui speriamo, ma piuttosto delle cose da accettare (il tempo per esempio, che scorre inesorabile) e degli errori da non commettere mai più: il rispetto e l'umiltà verso potenze enormemente più potenti del nostro intelletto, che possiamo comunque comprendere solo in parte e non possiamo in alcun modo controllare. Le intelligenze artificiali sono sempre più evolute, per fare un esempio. Google ha da poco sviluppato una rete neurale che è in grado di telefonare al parrucchiere per voi e di prenotare un appuntamento, senza che l'interlocutore si accorga che sta parlando con un algoritmo. E' così sofisiticato che sa usare ironia, sarcasmo, sa indispettirsi e usa anche inflessioni verbali come "Uhm..", "Eeeeehh", "Mmmmmmm", colpi di tosse, starnuti... quanto crediamo sia lontano il momento in cui saranno così intelligenti da avere coscienza di sé e decidere al posto nostro? Non è una cosa da fantascienza, bisogna correre ai ripari prima. Se faremo le cose con buon senso le macchine saranno un'aiuto incredibile per la nostra società, viceversa non vedo altro che guai seri in arrivo''.

Come mai il titolo “Aeon”, ovvero eone? ''Eone è un'unità di misura del tempo, corrispondente a circa 500 milioni di anni. L'ho usato per rendere idea di quanto la nostra esistenza, come specie, sia un battito di ciglia rispetto all'età della terra. Se pensiamo che i dinosauri hanno dominato questo pianeta per circa 160 milioni di anni, fa molto effetto sapere che la nostra specie esiste solo da 200.000 anni. Dulcis in fundo: le teorie più recenti stanno scoprendo cose molto strane sul tempo, che sembra essere circolare più che lineare: la linearità del tempo potrebbe essere solo una visione distorta e parziale causata dai limiti della nostra percezione. Così come non possiamo percepire la quarta dimensione, non possiamo percepire la ciclicità del tempo. Eppure pare che ci sia... forse aveva ragione Nietzsche quando parlava dell'eterno ritorno? Di base "AEON" gira attorno a queste tematiche: il rapporto dell'uomo col tempo e con le proprie paure ancestrali. Il ritornello della title track "AEON" recita proprio le seguenti parole: "It will never end, we can just forget. Aeon.. noone can tell".

Ci dite qualcosa anche sul significato della cover del disco? ''La cover l'ha disegnata il cantante, Fabrizio Arzani, professionista nel campo del 3D e del compositing, insegnante in varie accademie in Nord Italia e, come me, un po' nauseato dalla natura finta e ipocrita delle relazioni umane sui social network, dove praticamente siamo degli Avatar più che noi stessi: ci si crea il personaggio "figo" e si gioca a raccimolare soldi e like in barba ai creduloni... che sono veramente tanti. Ma i creduloni sono in primis loro stessi, perché alla lunga si diventa schiavi di un sistema digitale basato sul feedback che rischia di scatenare pericolose dipendenze simili a quelle causate dalle slot machine: di fatto l'artwork ritrae una serie di uomini incappucciati, depersonalizzati, con un'emoticon al posto della faccia, e in posizione di preghiera. Un'immagine piuttosto simbolica e forte ma che a mio parere, anche se un po' criptica per i più, può rappresentare piuttosto bene lo schiavo digitale moderno''.

La visione della vita degli Unfaithfull è da definire cinica? ''Cinica... sicuramente sì, ma anche ironica. Penso che tutte le persone che hanno raggiunto una certa consapevolezza siano destinate al cinismo, sopratutto quando lasci alle tue spalle l'illusione di poter controllare le cose. Voi avreste mai pensato che un virus ci avrebbe messo in ginocchio in un mese nemmeno? Se lo avessi scritto in un'intervista di solo tre mesi fa avrei preso del pazzo. Eppure... questo è quanto. Una microscopica capsula di RNA ci ha disintegrati. E' un trauma a tutti gli effetti: ora sappiamo di essere veramente piccoli e indifesi. Non ci vedo tutti i mali però, magari potrebbe rinascere un mondo diverso, con più attenzione per la natura e le persone e meno ossessione per il "Dio Denaro" e i miraggi come il successo, la notorietà e i "Like su Facebook". Cose che mi fanno sorridere da quando sono un ragazzino... in questo senso sì, sono sempre stato ironico. Per me un eroe è un medico che sta lavorando adesso per salvare vite, un padre che cresce un Uomo, una madre che cresce una Donna, chi sa cosa sia il rispetto e l'onore, chi fa del bene senza chiedere niente indietro. Chi ha perso dei cari ma va avanti, o almeno ci prova''.

Musicalmente tra il death metal e l’industrial, il disco offre sia pezzi più “spinti” che elementi melodici. Quali sono le vostre principali influenze nella creazione dell’album? ''Bella domanda... dovrei scrivere un papiro. A livello musicale tutti partiamo da un background molto simile: io e Fabrizio abbiamo sempre amato il death metal e l'industrial metal, ma anche gruppi storici come gli Iron Maiden e i Metallica. Titta, il bassista, è un fan sfegatato di Steve Harris (bassista degli Iron Maiden). Io, personalmente, ho cercato di fondere il death metal con l'industrial metal, creando un genere che ho definito "Industrial Core". Le ritmiche serrate e maniacalmente metronomiche, l'uso di synth ed elettronica e il tipo di mix e mastering sono di stampo Industrial Metal, mentre il tipo di cantato e gli assoli, ma anche alcuni riff, sono decisamente più di stampo Death Metal. Non ho nemmeno pensato tanto a come farlo, perché mi viene naturale comporre in questo modo. Ma questo riguarda gli ultimi due album (AEON e Maelstrøm), il primo, "Following The Black Light", era Melodic Death di stampo scandinavo purissimo. Chissà, magari per il prossimo album ho in mente cose nuove, potrebbe anche essere completamente diverso dagli ultimi due: non mi è mai piaciuto rinchiudermi da solo nella gabbia del "Genere Musicale". Certamente non ci metteremo a fare Pop o Funky, ma potrebbe uscire un qualcosa di molto diverso da AEON''.