Sono presenti 571 interviste.

29/07/2020
EAR
''Questo grappolo di canzoni, che abbiamo scritto, rimaneggiato e ritoccato fino all’esasperazione...''

28/07/2020
THE LANSBURY
''Esiste ancora la schiavitù, solo che oggi la chiamano precariato...''

tutte le interviste


interviste

14/04/2020   MARI CONTI
  ''L'amore è l'unico sentimento che può vincere su qualunque dubbio, dolore e distanza fisica...''

Mari Conti, cantautrice italiana, nasce a Roma. Fin da adolescente si appassiona alla musica cominciando a cantare, prima come corista e poi come solista, in molte cover band della Capitale. Comincia a scrivere le sue canzoni solo alcuni anni dopo, grazie all’incontro con il chitarrista americano Gary Lucas, con il quale scrive ''You Will See My Flame Again'', brano dedicato al suo cantante preferito Jeff Buckley (con il quale Gary Lucas scrisse due fra i suoi brani diventati storici del rock, ''Grace'' e ''Mojo Pin''), e a quello successivo, nel 2009, con Mozez Wright (Mozez), ex front man della band pioniera del trip hop degli Zero 7. Con Mozez, Mari scrive il suo album d'esordio intitolato ''Gentle Beauty'' (uscito nel 2012), che contiene dodici brani ispirati al mondo sonoro del trip hop. Di questi, ''Free'' viene remixato dal producer e dj inglese Raj Mang (Roxy Music, Freddy Mercury, Shirley Bassey, Gorillaz). La canzone, che ottiene un grande riscontro, diventa colonna sonora dell'edizione 2014 della rassegna di musica elettronica Electric Elephant - Festival di Tisno. Inoltre Vincenzo Incenzo (autore di successi della musica italiana cantati da Michele Zarrillo, Renato Zero e molti altri) scrive insieme a lei e a Mozez il brano ''Blue Is My Favourite Colour''. Dopo il suo primo album Mari inizia una serie di collaborazioni con diversi dj e producer europei quali Claudio Fiore (''Eternal'') seguito da Milo S (''Just a Fool'') e GoldLounge (''Like a Feather''). Mari collabora successivamente con la band WA (Paolo Palazzoli e Roberto Cosimi) inserendo due brani nel loro album ''Blue Thinking'', uscito nell’autunno 2019.

Ci racconti il tuo percorso artistico? ''Amo la musica fin da adolescente, quando inizio a cantare in diverse cover band romane e, successivamente, nei piano bar dei maggiori alberghi di lusso romani. Nel frattempo intraprendo lo studio del canto e nel 2009, dopo l’incontro con il chitarrista americano Gary Lucas prima e quello con Mozez Wright dopo, comincio a scrivere miei brani e realizzo con Mozez il mio album ''Gentle Beauty''. Ho collaborato successivamente con diversi producers e djs ed ora sto promuovendo ''Hangin’ On A Kiss'', brano che precede il mio prossimo album ''Invisible Things''.

Mari Conti è quindi ritornata in Italia dopo otto anni vissuti a Londra. Ritieni che l’esperienza musicale vissuta in questi anni in Inghilterra ti abbia arricchita? Facci partecipi di ciò che hai imparato di nuovo. ''Sicuramente l’esperienza a Londra, e l’aver lavorato per molto tempo sui miei progetti con Mozez Wright, mi hanno aiutata a tirar fuori la mia vera personalita’ vocale e soprattutto ad esprimermi in liberta’ attraverso le mie canzoni. In questo senso mi sento molto arricchita artisticamente e umanamente''.

E’ uscito il tuo nuovo singolo “Hangin' On A Kiss”, vuoi spiegare quali sono i sentimenti che hai sentito di esprimere attraverso questo brano? ''Sicuramente il sentimento della fiducia nell’amore. Fra i sentimenti invisibili piu’ potenti dell’esistenza umana, l'amore e’ infatti l’unico che puo’ vincere su qualunque dubbio, dolore e distanza fisica. Anche solo desiderare l’amore ci fa sentire piu’ forti. Ma bisogna crederci e non sempre e’ facile affidarsi a qualcosa che non vedi ma che c’e’''.

Facci conoscere i collaboratori che hanno contribuito alla nascita di questo singolo… ''Per questo singolo ho collaborato ancora una volta con Mozez Wright, che oltre ad aver contribuito con me alla scrittura del testo e della musica, e’ anche il produttore artistico di questo brano e di tutto il mio album ''Invisible Things'' di prossima uscita. E poi Enzo Bellomo, compositore italiano che ha curato gli arrangiamenti degli archi presenti in questo brano e di tutto l’album''.

Il tuo brano esce accompagnato da un video. Con chi l’hai realizzato, e ci vuoi spiegare un po’ la sequenza delle immagini e cosa rappresentano? ''Il video e’ stato realizzato, per le mie riprese, dal video maker Stefano Calabria. Le immagini della coppia protagonista sono state invece aggiunte successivamente ed il tutto montato da Paolo Palazzoli (Eono). L’idea era quella di rappresentare attraverso una metafora l’aspetto dell’amore visto attraverso una seduzione silenziosa. Il bacio e’ il protagonista principale del video pur non manifestandosi mai veramente, perche’ e’ l’idea del desiderio dell’amore immaginato a voler prevalere''.

Seguirà un album? ''Certamente si’. Come spiegavo prima l’album si chiama ''Invisible Things'' ed uscira’, dato il momento storico attuale, speriamo prima della fine dell’anno''.

Come vedi la musica italiana dopo l’esperienza vissuta a Londra? ''La musica italiana non ha nulla da invidiare a quella inglese. E’ solo piu’ difficile trovare quella che ‘osa’ distinguersi da quella commerciale, sfidando i cliche’ delle tendenze. Escludendo la musica pop in generale, nell’ambito della musica piu’ elettronica ci sono comunque delle novita’ interessanti a mio parere. Dovremmo solo avere il coraggio di testare nuovi territori sonori e di scrittura. Cambiare direzione e sperimentare un po’ di piu’''.

Come definiresti il tuo genere musicale? ''Oscar Wilde diceva: “Definire e’ limitare”, e lo credo anche io. Oggi se si esclude la musica pop, ed un brano non passa in radio, o non rispetta un determinato bpm (battiti per minuto), passa quasi inosservato. La mia musica cerca in parte di seguire tali esigenze ma sono guidata soprattutto da un’esigenza di espressione piuttosto che da quella commerciale. Spero riusciremo un giorno a far cadere piu’ preconcetti e barriere ‘sonore’ possibili, facendo prevalere l’aspetto della liberta’ di espressione''.