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15/04/2020   UMBERTO TI.
  ''Irrequietezza e tormento le porto dentro, e mi perseguitano fino a trasformarsi in canzoni...''

L'intervista di oggi, ci permette di saperne di più sul cantautore padovano Umberto Ti. (Tramonte). L'occasione è di parlare del nuovo e.p. "Non credo basterà", uscito per la New Model Label.

La tua storia discografica inizia nel 2016 con "Cielo incerto". Prima di arrivare al debutto che esperienze hai maturato nel tuo background? ''Nel 2016 debuttai con un Ep dal titolo “Cielo Incerto”. Un lavoro che posso definire più acerbo, quasi“punk”, siccome i testi erano apparentemente molto scarni. Prima di allora non avevo fatto niente, niente concerti, nessun gruppo, niente cover. Poi la voglia di comporre un album era così forte che Giuliano Dottori, con un pizzico di pazzia, ha deciso di puntare su di me''.

I tuoi tre lavori sono caratterizzati da varianti di ricerca e consolida il sodalizio con il producer Giuliano Dottori. Quali sono i consigli più illuminanti che ti ha dato? ''Giuliano Dottori ha prodotto e arrangiato anche questo mio ultimo lavoro e per me è sempre un onore lavorare con professionisti del suo pari, capaci di dare al prodotto finale una qualità così alta. Insieme cerchiamo di spingerci sempre un po' oltre, ad ogni nuovo lavoro diamo una identità ben precisa. Questo procedimento è frutto dei suoi consigli, dati per migliorarmi come artista. Con Giuliano ormai è nata una bella amicizia ma soprattutto fondamentale è la stessa lunghezza d'onda musicale, l'armonia durante il lavoro, insomma il giusto mix che non è facile trovare''.

Le linee guida della tua cifra attingono, oltre dai maestri del nostro cantautorato, anche dal sound americano anni '70 ed al folk. Sei d'accordo, invece, con chi ti definisce indie? ''In una vecchia e bella recensione avevano scritto di me "... forse è Rock, forse Indie, forse niente di tutto questo, è solo una questione personale...". Queste parole descrivono bene il mio lavoro, ci sono molte influenze dentro i miei testi e arrangiamenti, mentre forse nell'Indie diciamo c'è una cifra stilistica ben precisa''.

Nel precedente "Alaska" vigeva un approccio ad un lavoro sviluppato per immagini con atmosfere americane, mentre nel nuovo "Non credo basterà" come ti sei mosso? ''“Non credo basterà” nasce dall'esigenza di provare sonorità che da sempre mi hanno inseguito... Sono stato ispirato da un grande album che è “Creuza de ma” di Fabrizio de André. “Non credo basterà” e' composto da cinque racconti nati scollegati tra di loro ma, una volta scritti, mi resi conto che avevano qualcosa che li legava tra loro: l'immagine dell'albero (scelto sia per la copertina che per il video) è legata a Resina (generata appunto dagli alberi) e, in seguito in si trasforma in una relazione sentimentale''.

Nelle tue canzoni si scorge, spesso, una base d'irrequietezza e tormento tra il sognante ed il viscerale. Forse, è il tuo modo di scovare la bellezza anche nei temi più difficili? ''Penso proprio di sì, irrequietezza e tormento le porto dentro da quando ero ragazzino e mi perseguitano fino a trasformarsi in canzoni. Ci sono testi nati solo da piccole frasi annotate che poi si sono trasformate in storie che in qualche maniera realmente avevo vissuto o visto con i miei stessi occhi''.

L'e.p. annovera 5 pezzi più un'insolita intro, "Non credo basterà". Non credi basterà... cosa? ''“Non credo basterà” è il singolo estratto dall'omonimo Ep e per me è stato davvero una bella sfida. Parla di una storia d'amore tossica che si sviluppa in una Marrakech misteriosa. Sotto l'effetto di Assenzio veniamo così trascinati tra le vie della città fino a raggiungere il deserto. La canzone vuole descrivere uno stato d'animo inebriato, il personaggio rincorre una chimera dai mille volti, una donna, una nuova terra, un sogno da inseguire. “Non credo basterà” si riferisce a quella voglia insaziabile che ognuno di noi ha di amare, di cercare la verità dentro le cose, l'urgenza di andare oltre scavando dentro di noi. A me non basta mai''.

Tempo fa, affermavi che: "L'amore è, forse, una via per poter arrivare a raccontare anche altre cose". La pensi ancora così? ''Sì, certo, l'amore ora più di prima ci serve per scoprire l'importanza di questa vita. Attraverso le relazioni umane, anche attraverso il dolore, possiamo arrivare a godere di certi valori ed apprezzarne il vero senso''.

Ti contraddistingui per osare nuove ricerche stilistiche. Talvolta, non sei preso dal dubbio e dal timore che potresti "destabilizzare" i tuoi fruitori? ''Il fatto di sperimentare sonorità nuove e sempre abbastanza diverse è un bel rischio, lo ammetto, ma è una cosa che porterò avanti perché è più forte di me. Uscire con un singolo come “Non credo basterà” è stata una scelta che ho ponderato molto ma che mi sta anche ripagando. Destabilizza, certo, ma il pubblico ha anche bisogno di scoprire cose nuove, diverse''.

Ringraziamo Umberto Ti per la sua disponibilità, auspicando che la sua ricerca sonora dia sempre gustose proposte. (Max Casali)