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16/04/2020   CARRESE
  ''Mi piace pensare di riuscire a fare musica che un giorno lontano venga ricordata...''

Quando hai capito che avresti voluto fare la cantautrice e che questa sarebbe stata la tua strada? C’è un momento particolare che ricordi? ''Dopo la mia esperienza a The Voice nel 2015, ho sentito la necessità di abbandonare le cover e la mia figura di interprete e di dedicarmi a un progetto tutto mio. Inizialmente non mi piaceva niente di quello che scrivevo. Poi, tra il 2017 e il 2019, ho scritto una serie di canzoni sulle quali Marta Venturini (la mia produttrice) ha deciso di investire e lavorare. Credo ci sia stato un momento in cui ho deciso di continuare con la musica solo se fossi stata in grado di “dire la mia”, di scrivermela e di avere un pubblico tutto per me''.

È da poco uscito “Vetro”, il tuo nuovo singolo. In tre parole come lo descriveresti? ''Trasparente. Tagliente. Fragile''.

Tornando a Marta Venturini… che contributo ha dato? Cosa credi ti abbia trasmesso in termini di esperienza e formazione? ''L’incontro con Marta è stato fondamentale per me. Era fine 2018 quando andai per la prima volta da lei a Studionero con le mie canzoni su una pennetta. Le ha ascoltate e ha trovato il progetto interessante a tal punto da lavorarci subito, investendo il suo tempo e mettendomi a disposizione una struttura intera. Grazie a lei ho conosciuto musicisti bravissimi, come Cristiana Della Vecchia, Davide Sollazzi e tanti altri. Credo che sentirmi coperta da un punto di vista tecnico mi abbia dato il coraggio che mi mancava per decidere di voler fare questo lavoro. Voglio ringraziare anche Serena Basciani, Valerio Errico, Sara Salaorni e tutte le altre persone che spendono parte del loro tempo per mandare avanti questo progetto''.

Da artista indipendente quale sei, quanto pensi sia difficile farsi notare ed entrare, quindi, nel mercato discografico? ''Oggi la tecnologia e i mezzi di comunicazione hanno reso le cose più facili per tutti. Ma in questo modo è cresciuto anche il numero di persone che tentano di prendersi una fetta del mercato discografico e quindi credo sia una corsa a chi “arriva prima”. In questo giocano tanto i talent e sicuramente le conoscenze fortunate. Ma credo che in questa visione manchi spesso una cosa: l’autenticità. Fare musica che rimanga nel tempo, che vada a consolidarsi nella storia. Pensiamo a un Lucio Dalla, a un Fabrizio De André e a tutti i grandi colossi della musica italiana. Avevano qualcosa di personale e autentico da dire. Ecco, mi piace pensare di riuscire a fare musica che un giorno lontano venga ricordata. È difficile, molto difficile, ma è il bello di questo lavoro. È una sfida continua con se stessi e con le proprie capacità''.

Roma non è una città come le altre. Da sempre, è uno dei centri più attivi e vitali. Da musicista come ti trovi? ''Roma è la città dove sono rinata. Fino ai miei 18 anni sono cresciuta nel mio piccolo paesino in provincia di Caserta. Trasferirmi qui è stato come ricominciare tutto da capo. L’ambiente musicale romano per certi versi è molto ristretto e non è stato semplice entrarci. È una città che mi ha sempre stimolata molto e continua a farlo ogni giorno. Una grande “giungla” dove impari a vivere e anche a morire''.

Prossimi impegni? ''Voglio tornare in studio a registrare e a produrre i prossimi singoli. Aspetto che la quarantena finisca per tutti e che ogni cosa torni alla normalità''.