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08/05/2020   ALEX CASTELLI
  ''Anche ai furbetti, alla fine, prima o poi arriva il conto da pagare. Salato...''

Si intitola “Caduti liberi”, il nuovo disco di inediti di Alex Castelli, uscito il 20 Gennaio per l’etichetta bergamasca ACR Music, con distribuzione iMusician. L’album esce con il contributo della Camera di Commercio di Bergamo per la diffusione e il supporto agli artisti del territorio bergamasco.

Il nuovo singolo accompagnato dal videoclip è “Gabriele”. Questa canzone è nata da una tua esperienza personale? ''"Gabriele" è un personaggio di fantasia... poteva chiamarsi Giampietro o Anastasio... ma non sarebbe suonato altrettanto bene. Gabriele è per me l'archetipo dell'italiano furbo, arrogante, un po' vigliacco, che trae guadagno a discapito degli altri... Un personaggio che con il minimo impegno vuole portare a casa il massimo risultato, solitamente con modalità sul filo della legalità, bene informato sui propri diritti, un po' meno sui propri doveri morali, solitamente non sa usare la lettera h nel verbo avere ed è molto creativo per quanto riguarda l'utilizzo dei congiuntivi. Molto concentrato sulla forma e sull'apparenza, piuttosto che sulla sostanza, Gabriele ha nel proprio avvocato un amico pronto toglierlo dai pericoli in cui si caccia... prodigo di ringraziamenti, solitamente si scorda di pagare le parcelle. Macchinoni, cene e aperitivi in locali di lusso, soldi facili, bella vita e poche responsabilità''.

Possiamo dire che i “Gabriele” sono una brutta pubblicità visto quello che rappresentano? ''Gabriele rappresenta un pessimo modello di cittadino che purtroppo si sta imponendo in questo periodo storico (da ormai una ventina d'anni) come esempio di vita "figo", quindi da ammirare ed emulare. I "Gabriele" fanno certamente dei danni a loro stessi... e qui potrei pensare che siano cavoli loro... scelta di vita discutibile, ma il libero arbitrio concede anche di vivere in modalità non propriamente "pulite". Il problema è più che altro che questi personaggi fanno una cattiva pubblicità all'Italia, che a causa loro viene spesso vista all'estero come un paese di gente non affidabile. Gente perbene che viene penalizzata, presa in giro, etichettata per demeriti di altri. Pizza, mafia e mandolino, ci perseguitano da anni anche a causa di questa gente. Consola il fatto che anche ai furbetti, alla fine, prima o poi arriva il conto da pagare. Salato''.

Rock, pop e cantautorato. Quale genere ti appartiene di più e chi sono gli artisti che hanno influenzato le tue produzioni? ''Recentemente ho chiesto a amici come potrebbero catalogare la mia produzione musicale. Io stesso non saprei come etichettare il mio genere... Scrivo canzoni che nascono quasi di getto, ogni esperienza vissuta mi porta a scrivere qualcosa, soprattutto se le esperienze mi lasciano segni... Scrivere e comporre musica mi aiuta a interiorizzare quanto accaduto, a esserne consapevole e mi spinge poi a muovermi nella direzione del cambiamento. Durante questa sorta di "autoanalisi" ascolto diversi generi di musica che influenzano la mia produzione. Quindi spazio tra i generi più disparati e "Caduti Liberi" ne è la testimonianza. Da grande curioso ascolto veramente di tutto e non mi pongo limiti, se non altro perché penso che si possa imparare qualcosa da qualunque artista. I miei punti di riferimento sono quegli artisti ‘più vecchi di me’, quelli che sono alla base della mia formazione musicale. Mi capita di ascoltare musica di ragazzi molto giovani magari nell’ambito Trap o hip hop (non mi spiace per contenuti e musicalità, ad esempio, Mahmood) ma poi riascolto i Soundgarden, riprendo ad ascoltare del buon blues e torno a Daniele Silvestri o agli Afterhours, poi mi reimmergo nei Wilco o nei Black Keys per poi riascoltare musica barocca o fingerstyle... Lou Reed, Bowie, i Beatles, insomma nuovo o vecchio: penso che ogni album contenga almeno una canzone che valga la pena di ascoltare''.

L'album è stato pubblicato grazie a fondi della Camera di Commercio di Bergamo. Come è andata? ''Ho sempre pensato che stare fermi e lamentarsi della mancanza di opportunità non porti alcun risultato. Spesso, semplicemente informandosi, si possono trovare occasioni per sviluppare i propri progetti, anche quelli musicali. Tanti fondi necessari per portare avanti i lavori necessari per lo sviluppo del mio album sono arrivati grazie alla partecipazione ad un bando di concorso della Camera di Commercio di Bergamo, vinto grazie al supporto di Confartigianato Bergamo. Solitamente sono fondi destinati alle aziende per svilupparsi, per fare marketing, per aumentare il proprio giro di lavoro, ecc... in questo caso, in modo creativo ma perfettamente allineato con le regole del bando, questi fondi sono stati utilizzati per sviluppare un progetto musicale… La creatività può quindi essere applicata a qualunque ambito''.

È stata una idea molto innovativa quella di una ente che finanzia un album. Pensi che possa essere il futuro della musica indipendente? ''La musica indipendente vive praticamente sull'autofinanziamento, sui live e sulla vendita dei propri cd. I Cd non si vendono. I live sono azzerati. Rimane l'autofinanziamento. I bandi possono essere un aiuto, bisogna adottare uno spirito proprio degli imprenditori per entrare in questi ambiti. Non è facile, perché bisogna assumersi un ulteriore rischio imprenditoriale (oltre alla stampa cd, alla grafica dei medesimi, al sito, alle locandine, ecc...) creando progetti più ampi che ci espongono a livello di responsabilità con gli enti che erogano i finanziamenti e con le banche che possono dare il proprio contributo con un finanziamento''.

Immaginiamo che dovevano esserci delle date per presentare il tuo album. Cosa farai per rimediare alla mancanza di live? ''La prima data ipotizzata era il 20 Marzo, giorno del release party del mio cd, organizzato in partnership con Confartigianato Bergamo: tutto saltato ovviamente. Questo ha portato poi all'annullamento delle attività di booking per i live primaverili ed estivi. Non ho aderito ai vari video domestici che sono proliferati in modo esponenziale in questi mesi di clausura forzata. Non mi hanno mai convinto fino in fondo, anche se il mio promoter mi aveva suggerito di farlo. A mio avviso altri progetti potranno riportare la musica dal vivo tra la gente. Ci sono idee che bollono in pentola, ma per ora non ne parlo... se tutto si avvierà, sarà una sorpresa''.

Quanto è importante il live per te? ''Ho iniziato a suonare per l'emozione che il live mi ha sempre generato. Vedere gli artisti dal vivo fin da bambino è sempre stato qualcosa di magico. Per me l'emozione del pre concerto, l'interazione con il pubblico sul palco, il mettersi a nudo con le proprie canzoni, il mettersi alla prova canzone dopo canzone, il resoconto del concerto a fine serata, sono la parte più divertente del mio "vivere la musica". Tutto il resto è gradevole, sì, certamente non altrettanto soddisfacente: la promozione musicale, le statistiche di ascolto su Spotify, la misurazione dei passaggi radio/tv, i social network... li vedo come impegni lavorativi necessari. Ne farei anche a meno...''.