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09/05/2020   SIRE
  ''La musica è l’unica cosa che mi fa svegliare al mattino...''

L’angolo interviste di oggi è appannaggio del giovane rapper Sire (Savino Riontino), originario di Trani ma implementato a Torino, il quale, in attesa di pubblicare il primo album “Savio”, ci incontra per spiegarci di più a riguardo del nuovo singolo “Come Torino dall’alto” e di progetti futuri.

Benvenuto Sire. Per chi sa ancora poco di te e, benché sia difficile parlare di sé, come ti descriveresti? ''Ciao, come state? Che dire di me? Sono uno che sogna costantemente, cose grandissime, cose difficili da realizzare però sto sempre coi piedi per terra. Parlo tantissimo e ho un sacco di cose da dire. Faccio rap da quando avevo 11/12 anni ma solo negli ultimi anni, raggiunti alcuni obiettivi e riscossi alcuni meriti, ho cominciato a fare sul serio. Non credo di avere alternative nella vita... faccio il barista, sì... ma la musica è l’unica cosa che mi fa svegliare al mattino''.

Spesso, all’inizio, i rappers rimano per gioco ma poi cresce la consapevolezza che, magari, il tutto possa dare una svolta più importante: è successo cosi anche a te? ''Un pezzo di Mondo Marcio dice: “il primo piatto è la passione, la fama è il contorno”. Sì, è successo anche a me. Non lo faccio per i soldi, anche se sarebbe figo fare della musica il mio lavoro; più che altro penso che la mia sia brama di arrivare a più persone possibili: quando scrivo, lo faccio per pochissime “orecchie”, sono storie molto personali le mie, spesso scrivo nei testi cose che vorrei dire a persone che magari non fanno più parte della mia vita, se la mia musica dovesse arrivare a un gran numero di persone sarebbe più facile che la gente a cui mi rivolgo ascolti quello che ho ancora da dire. È complicato lo so...''.

Dopo gli apprezzati singoli “F@ck” ed “Alaska”, arriva ora “Come Torino dall’alto”: un vero epinicio al capoluogo piemontese . Qual è, però, il messaggio intrinseco? ''Non credo ci sia un messaggio così “intrinseco” nel pezzo. Semplicemente ho vissuto una storia con una ragazza che credevo fosse proprio quella giusta. È finita in fretta e alcune cose sono rimaste in sospeso però voglio ricordare tutto, i bei momenti e anche quelli brutti, così magari da non rifare gli stessi errori o da notare alcune cose che avrebbero potuto farmi scottare di meno''.

Prima di uscire, il precedente e.p. “Mostro” ha avuto una gestazione lunga fatta di difficoltà e ripensamenti. Quindi, la tua scrittura è più “tribolata” che di getto? ''Dipende da quello che sto scrivendo, da quello che vivo. Vivo la vita in maniera quasi viscerale , quando vivo qualcosa di forte e lo scrivo, di solito, ci metto poco a scrivere i pezzi. Mi piace anche fotografare quel momento con delle parole sentite, per questo raramente cambio un testo. Generalmente non ho delle regole comunque''.

I tuoi compaesani pugliesi, non ci sono rimasti male per la dedica fatta ad un’altra città? Cosa ti ha spinto a scegliere Torino? ''I miei amici pugliesi che hanno ascoltato il pezzo hanno apprezzato tanto, fondamentalmente la canzone parla di una ragazza e non della città in sé. I torinesi, invece, hanno avuto un motivo in più per apprezzare''.

Il movimento (t)rap può essere considerato espressione di nuovo cantautorato oppure credi che, ultimamente, il rimario in atto sia più mediocre? ''Sicuramente il livello della musica è nettamente più basso, registrare un pezzo è diventato accessibile a tutti e con due spiccioli puoi arrivare a chi vuoi. Credo però che alla fine si distinguano sempre quelli che hanno qualcosa da dire e lo fanno per passione da quelli che lo fanno per moda''.

Per te, cosa rappresenta la musica: emozione, esigenza imprescindibile, autoanalisi o cos’altro? Infine, quando uscirà il debut-album “Savio”? ''Per me musica è tutto questo è anche altro. Ho scritto pezzi di getto che mi hanno rivelato dei tratti del mio carattere che ancora non conoscevo, a volte scrivere è terapeutico, alcune volte mi capita di star male per qualcosa che non supero finché non la scrivo e altre volte è semplice divertimento. Non ci sono regole né obiettivi nella stesura... immagino e realizzo. Non ho una data precisa per l’uscita del disco, non mi corre dietro nessuno, sicuramente la situazione attuale di quarantena ha fatto slittare i lavori, in quanto non posso andare in studio a registrare, posso promettere però che nel frattempo farò uscire più singoli e materiale possibile, non vi annoierete. Per restare aggiornati potete seguirmi su qualsiasi social, cercando Sire OfficiArt''.

Ci congediamo da SIre, con il sincero auspicio che possa proseguire con l’ottima ricerca del buon gusto scritturale, per continuare a ritagliarsi una meritevole fetta di consensi, lontano da schemi consueti e dozzinali. (Max Casali)