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12/05/2020   RAFFAELE BENEDUCE
  ''Il mercato discografico è in un momento particolare, ma io ci credo e non mollo,,,''

Raffaele Beneduce, nato a Pomigliano d'Arco nel 1982, dopo avere intrapreso gli studi di canto con il Maestro Marcello Ferraresi (figlio del celebre violinista Aldo Ferraresi), negli anni seguenti viene segnalato dalla critica a vari concorsi musicali nazionali, arricchendo la sua esperienza musicale con elementi tipici della canzone tradizionale napoletana. Nel 2007 incide il suo primo lavoro discografico LE NOTE DELL'ANIMA. Nel 2011 si laurea in Canto lirico al Conservatorio di Vibo Valentia e nel 2013 in Scienze musica e tecnologie del suono. Insegnante di canto lirico e moderno, ha realizzato progetti musicali fondendo la canzone classica napoletana e l’opera. Artista dell' etichetta discografica indipendente EVERGREEN, è inserito nella raccolta "Musica senza tempo Volume1" con il singolo "CANZONE D’AMORE", scritto da Michele Buonocore distribuito da Artist First su tutte le piattaforme digitali.

Ciao Raffaele, racconta ai nostri lettori qual’è stato il tuo percorso artistico. ''Canto sin da bambino, essendo figlio d'arte, mio padre è trombettista. Tutto è nato ad una festa privata alla tenera età di 7 anni, e da li che è nata la mia passione per il canto e la musica. Solo a 18 anni ho intrapreso seriamente gli studi di canto lirico. Da allora non mi sono fermato, concerti lirici, festival, ospitate di artisti e consensi positivi di tutti''.

E’ uscito il tuo nuovo singolo “CANZONE D’AMORE”, chi ti ha scritto e cucito addosso questa canzone? ''Il brano, scritto dal cantautore Mikele Buonocore, mi è stato cucito addosso, un brano come lo volevo io con sonorità particolari. E' un brano che mi ha colpito nel profondo dell'anima, musicalmente, e ciò che mi ha identificato perche ha tutti i canoni del pop lirico moderno. E' un brano che parla di un amore lontano oramai perso, ma l'uomo è pronto ad affrontare qualsiasi cosa pur di averlo al suo fianco. Oltre ad essere un brano che rappresenta il canto del pop italiano, ha anche sonorità francesi e moderne''.

Edoardo Bennato fu tra i primi, in cima a tutti Renato Carosone, a sposare ritmi oltre oceanici con la capacità istrionica tipicamente partenopea. Chi oggi, dopo di loro, è riuscito a incarnare una Napoli diversamente reattiva? ''Se dicessi diversamente mi condannerei, per me Renato Carosone è stato il mostro sacro della musica napoletana, è colui che ha fatto parte della storia inimitabile nel suo genere''.

Cantare in dialetto può sembrare un limite per qualcuno. Per altri, un valore aggiunto. Tu cosa ne pensi? ''Cantare in dialetto è solo un pregio, le mie radici partenopee sono forti, ed è una lingua riconosciuta in tutto il mondo, quindi è solo un valore aggiunto''.

Pino Daniele è stato un ponte tra tradizione e pop contemporaneo, oppure è stato una deviazione sul percorso? ''Pino Daniele è una parte fondamentale di questo tessuto. Il dialetto, Napoli, Pulcinella, in un racconto che non è solo oleografia, che rifugge la retorica, pur immergendo le mani nella nostra tradizione. Ha portato sicuramente un qualcosa di particolare nella canzone napoletana, la sua particolarità è stata unica nel genere musicale''.

Ci sono tuoi colleghi italiani coi quali collaboreresti volentieri? ''Il mio sogno sarebbe duettare con il grande Andrea Bocelli, si identifica nella mia personalità musicale, le sue canzoni mi fanno rabbrividire. Invece una donna artista con cui mi piacerebbe duettare è Giorgia, un'artista con la A maiuscola, se ne vedrebbero delle belle. Al momento sono sogni, chi vivrà vedrà''.

Esiste uno strumento musicale col quale tu vorresti essere identificato? ''Sì, mi identifico nel violino. Il violino è uno strumento musicale della famiglia degli archi, dotato di quattro corde accordate ad intervalli di quinta. Si tratta dello strumento più piccolo e dalla tessitura più acuta tra i membri della sua famiglia. Il suono mi fa rilassare''.

Come risponde il mercato discografico davanti agli artisti emergenti che si propongono con canzoni in dialetto? ''Il mercato discografico è in un momento particolare, ma credo se ci sono progetti validi i discografici non se li lasciano scappare, anche se oggi funzionano di più le etichette indipendenti e i collettivi per far uscire talenti emergenti. Io ci credo e non mollo''.