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23/05/2020   PIRO
  ''La routine della discoteca estiva, con il suo trangugiare cocktail uno dopo l’altro ed essere sempre storditi...''

Dopo il singolo d’esordio, “La Donna Del Futuro”, il cantautore romano Piro ritorna sulla scena musicale con un nuovo e travolgente capitolo musicale, dal sapore estivo: “Vodkaredbull”. Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui.

Ritorni a far sentire la tua voce in un periodo decisamente complesso, non solo per l’Italia, ma per il mondo intero. Cosa ti ha spinto a rilasciare il tuo nuovo singolo - “Vodkaredbull” - nel bel mezzo di una pandemia, dove il silenzio sembra avere la meglio sulla musica? ''Il primo singolo era programmato per Marzo ed è coinciso perfettamente con l’inizio dell’emergenza. Il lavoro che sto proponendo ha un’organicità che poi confluirà nell’uscita dell’album. Ho dilatato le uscite rispetto a come le avevo pensate, ma non potevo farlo più di così, sennò sarebbe venuta meno l’unitarietà del progetto, risultando i singoli troppi distanti. 'Vodkaredbull' è un brano adatto per l’estate, perciò ora o mai più''.

Ho letto un articolo interessante nel quale sottolineavano un calo negli ascolti in streaming. Non nascondo che in principio questa notizia mi ha colto di sorpresa; avrei detto il contrario, sinceramente. A tuo avviso, da cosa dipende questa dinamica? ''Io penso che all’inizio della faccenda l’attenzione delle persone fosse spostata tutta sull’informazione riguardante il virus piuttosto che sul resto, e in parte anche adesso. Altrimenti non si spiegherebbe perché il tag #coronavirus ce lo siamo ritrovati in canzoni che non c’entravano nulla con l’argomento, in pubblicità di biancheria intima o in post sulla frittata di maccheroni. Inoltre le persone non potevano più andare in macchina, dove avviene l’ascolto per antonomasia. E anche le stesse testate online sono state più attente a sponsorizzare chiunque cantasse una cosa sul virus o facesse un concerto in streaming a causa del virus piuttosto che le nuove uscite degli emergenti''.

Tra drink ghiacciati, falò sulla spiaggia e spaghetti al peperoncino ci proponi una canzone dall’alto contenuto descrittivo. Cosa significa per te questo brano? ''Questo brano è, appunto, una sfilata di approcci immaginati dal protagonista. Parla dell’insicurezza sottintesa nel suo non saperli portare a compimento, e del suo andarsi a rintanare in un rifugio sicuro. Nello specifico il rifugio è la routine della discoteca estiva, con il suo trangugiare cocktail uno dopo l’altro ed essere sempre storditi''.

Com’è nata “Vodkaredbull”? ''Ero in nave da solo e guardavo le persone, pensando alle cose che avevo visto quell’estate e in altre estati. Ne tirai fuori molte di più, ma feci una cernita. Dovevo legarle in qualche modo, così pensai all’espediente del cocktail per il ritornello. L’idea di rivolgere le frasi a una donna alla quale non avrei mai parlato è stata immediata: di ragazze ce ne sono tante su una nave e io stavo lì a pensare a questa cosa da solo invece che a parlare con loro, più o meno come il protagonista della canzone''.

Se dovessi descrivere la canzone con tre aggettivi, quali sarebbero e perché? ''Alcolica: perché parla di bere, un po’ ti fa venire voglia, un po’ anche il disprezzo. Insistente: perché sembra che il tipo insista a inventarsi questi modi per conquistare la tipa. Insiste molto. Però sembra. Po po po po: non sapevo se fosse un aggettivo, nel dubbio po po po po''.

Quali saranno i prossimi passi di Piro? Ci puoi anticipare qualcosa? ''L’album sarà preceduto da un altro singolo. Ma tutto questo avverrà dopo l’estate, sperando di riuscire ad incastrarci anche un release party (finalmente!). Si inizierà a sentire anche un po’ più di morbidezza nell’andamento dei brani e si percepirà meno il sintetico''.