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04/07/2020   MOZEZ
  ''Qualsiasi cosa tu abbia imparato può essere disimparata. Basta focalizzarsi sul cambiamento...''

Figlio di un predicatore giamaicano, Mozez iniziò la sua carriera in Giamaica nel 1987, cantando in tournée come membro del gruppo gospel Channel of Praise. Durante la sua importante esperienza artistica con gli Zero 7 insieme a Sia, Sophie Barker e Tina Dico, Mozez ha avuto l’occasione giusta per costruire una solida fanbase. Nel 2006 esce il suo primo album da solista, "So Still" . Nel 2010 crea la sua etichetta, Numen Records, e nel 2011 pubblica il suo primo album di remixes, "Time Out". Tra il 2012 e il 2016 Mozez è impegnato nella stesura di canzoni, registrazioni e tournée con il dj producer inglese Nightmare on Wax, con cui si esibisce occasionalmente dal vivo. Durante questo periodo produce il suo secondo album da solista "Wings", pubblicato nel 2015 sempre per Numen Records. Il progetto è immerso in un clima prettamente spirituale e attira l'attenzione di Dermot O’Leary e Tom Robinson (conduttori radiofonici rispettivamente per BBC Radio 2 e BBC Radio 6 Music). Nel 2017 esce "Dream State", album di remixes.

Ritieni importante la tua esperienza, a inizio carriera, all’interno del gruppo gospel Channel of Praise? ''Sì, molto importante. E' stato un momento fantastico della mia vita, con altre persone che sono simili a me nel modo di pensare''.

Qual è stata la collaborazione che ti ha segnato maggiormente? ''Quella con gli Zero 7 senz’altro... è stata altamente strumentale nell’aver avuto accesso ad un pubblico più ampio''.

Come è possibile non lasciarsi sopraffare dai contesti sociali e dalle diversità culturali, tematiche molto importanti e menzionate all’interno del tuo nuovo singolo “Looking At Me”? ''Perché in verità l'idea di diversità è un concetto programmato. Abbiamo imparato a conoscere la separazione e qualsiasi cosa tu hai imparato può essere disimparata. Basta focalizzarsi sul cambiamento. L’obiettivo è di riconoscersi l’un l’altro come persone. L'idea della differenza è una scusa che stiamo usando da molto tempo, sappiamo dentro di noi che il prossimo è forte, debole e vulnerabile come te e me, poiché siamo tutti soggetti al limite di tempo. Quindi la domanda è cosa rende migliore l'altra persona: l’intelletto no, poiché l'intelletto è soggettivo. La ricchezza no, perche’ la ricchezza è temporanea. La religione no, perche’ la religione è un tentativo di capire ciò che non può essere compreso. La razza e colore no, in quanto questo è un dono. Ci siamo preoccupati cosi’ tanto pensando che un dono sia migliore dell'altro, che ci siamo dimenticati di chi ci ha donato. E’ tutta una storia alla quale ci è stato detto di credere e ciò che vediamo oggi è il frutto delle nostre credenze. Non è qualcosa di travolgente... dobbiamo solo disimparare un po’…''.

Spiegaci la scelta del nome d’arte MOZEZ. Ha un significato particolare o richiama a qualcosa di affettivo? ''Non c'è nulla di particolarmente affettivo nella scelta. Il nome deriva dalla musica che amavo da bambino. Motown da cui ho preso Mo e Zez... è solo un gioco usando parole come Zenith''.

Come pensi si riuscirà ad arrivare a una parità di trattamento tra razze diverse in questo delicato momento storico? ''Beh, bisognerebbe disimparare un po’ e rifocalizzare il punto. Sarebbe ancora un problema se oggi tutto il denaro e il potere fossero nelle mani degli uomini di colore. Quindi il problema non è la disuguaglianza, il problema è l'avidità. Trattare il problema è trattare la mente. Potremmo prima iniziare educando i nostri figli circa i valori reali. Dobbiamo provare a non credere alle falsità alle quali siamo stati venduti''.

Concentrarsi sul vero sé. Con quali mezzi si riesce ad arrivare a ciò? ''Il vero sé è semplice poiché tutto è già dato, quindi imparare a ringraziare è il primo passo. Riconoscendo le nostre vulnerabilità e limitazioni, il vero se’ comincia a fiorire. Cominceremo ad amare di più noi stessi, i nostri figli e estendendo il pensiero, l’intero pianeta''.