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25/07/2020   THOMAS LIBERO
  ''Non mollate mai, credete nei vostri sogni, prendetevi cura di voi e rispettate sempre il prossimo!...''

Thomas Libero è un rocker e cantautore attivo da almeno dieci anni, proveniente dalla provincia padovana ma spiritualmente legato alla scena americana anni ’80, in particolare ai Kiss e a Bon Jovi, ma anche a molto altro. Gli facciamo delle domande sul presente e il passato.

Thomas, l’ultima tua uscita su YouTube proviene dal periodo lockdown, in versione acustica, “Flyin’”. Com’è nata questa canzone? Esisteva già prima o si è ispirata da questo periodo di ingabbiamento collettivo? ''Intanto saluto te e tutti i lettori! È davvero un piacere per me parlare con voi! Bene, “Flyin’” nasce dal progetto di una canzone che scrissi credo un paio d’anni fa. Al contrario della versione pubblicata, l’originale prevedeva anche un arrangiamento “completo”, solo che alla fine ho deciso di tenerla molto più intima. Ho riscritto il testo, ho indetto una sorta di contest tra i miei fan per aiutarmi a trovare il titolo al pezzo e poi l’ho pubblicata su tutte le piattaforme con l’ormai classico video home made di questi tempi! Per quanto riguarda il messaggio, è comunque positivo e incita al non buttarsi giù e al non farsi travolgere dalle negatività, penso ne abbiamo davvero bisogno soprattutto in questo periodo!''.

I tuoi brani di solito sono in inglese. Come e perché è nata “Nella notte” ed altri pezzi in italiano? ''La scelta di cantare anche in italiano è stata dettata principalmente dalla voglia di far capire subito i miei messaggi al pubblico del mio paese. Nonostante abbia un ottimo seguito anche all’estero, ci tengo che le mie canzoni siano capite al volo anche dai miei compaesani. Inoltre la mia voce sembra sposarsi bene con la lingua quindi devo dire che mi sono trovato molto bene. I risultati sono stati sorprendenti e per la prima volta sono riuscito ad ottenere un buon AirPlay radiofonico''.

Parliamo di live. Tra le varie tue esibizioni, salta all’occhio quella su di un megapalco a Bucarest, di fronte a un immenso pubblico! Ci racconti di quest’esperienza in Romania? ''Sì! Esperienza davvero fantastica di fronte ad un pubblico meraviglioso. Il “Beraria H” è uno dei posti più belli in Europa per la musica live ed è solito ospitare grandi eventi e artisti importanti. Quest’anno sono tornato per la seconda volta sempre con la stessa band ed è stato ancora più bello! Tra l’altro, una piccola curiosità... i ragazzi della band sono di Roma e non ci siamo mai visti prima di suonare lì!''.

Come stai vivendo questo periodo di magra sul fronte date, causa pandemia? ''Fortunatamente il lavoro non manca, ho sempre pensato alla musica a 360 gradi quindi c’è sempre da lavorare. Tra registrazioni, nuove uscite, idee e anche qualche concerto che sta arrivando, non mi posso lamentare. Durante il lockdown ho lavorato molto per e con altri artisti e ho registrato 25 canzoni tra cover e inediti che penso di pubblicare a “rate” con vari EP che chiamerò “Songs From The Lockdown”''.

Com’è nata la tua passione per i Kiss? Quando hai iniziato a cantare, e cosa ti ha spinto a prendere questa difficile strada? ''La passione per I Kiss è nata grazie a mio papà. È stato lui a crescermi con quella musica e non solo! Quindi ho sempre ascoltato rock e metal, ma l’illuminazione e il passaggio vero e proprio verso lo strumento mi venne verso i 12 anni sempre guardando video e ascoltando la musica dei miei idoli, ho praticamente iniziato a pensare che forse potevo far qualcosa anche io. Iniziai con la chitarra e poi con la voce solo perché non trovavo il cantante adatto alla mia band! Ahahah... Ad ogni modo non cambierei nulla del mio percorso, sono orgoglioso di poter dire di vivere di questo da 10 anni e la strada é ancora lunga!''.

Ci sono novità discografiche in arrivo? ''Assolutamente sì! Ho recentemente registrato un album live al “The Central Studio” di Susegana (TV) e molto probabilmente verrà pubblicato su tutte le piattaforme digitali, su YouTube, e probabilmente verranno avviate le prevendite per i CD! Oltre a questo sto pianificando altri singoli ed EP come dicevo prima. Di sicuro le novità non mancheranno!''.

Salutiamo le/i lettrici/tori di Music Map con un tuo verso. “When you lose a little match / there’s a war you got to end”, recita “A letter to me”, dall’omonimo EP di debutto del 2015. Queste parole possono sintetizzare il tuo carattere, e fungere da invito a chi ti ascolta? Le senti ancora tue? ''Certamente, alla fine tutte le mie canzoni parlano sempre di quello. Crederci, non mollare mai e dare sempre il 101%, perché alla fine siamo noi ad avere l’ultima parola sul nostro operato. Le sento talmente mie che ho registrato la versione “2020” di questa canzone anche per festeggiare i 5 anni dalla sua pubblicazione. Grazie per il vostro tempo! Non mollate mai, credete nei vostri sogni, prendetevi cura di voi e rispettate sempre il prossimo!''.