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04/08/2020   DAVIDE SOLFRINI
  ''Non sentirsi quasi mai nel posto giusto, in ogni situazione della vita...''

Davide Solfrini è un cantautore di Cattolica con all’attivo 3 LP ed ora, tra le colonne di Music Map, ci racconta in questa intervista-retrospettiva, del nuovo singolo “Terra straniera” che prelude al nuovo album, in uscita a settembre.

Ciao Davide. Hai cominciato sin da giovanissimo a militare in varie bands. Che ricordi hai di quel periodo prima di cominciare il tuo percorso solista? ''Ciao, un ricordo confuso ma piacevole! Ho sempre avuto la fortuna di trovare band con le quali fare cover ed inediti particolari ed in linea con i miei gusti, inoltre devo la mia poca vita sociale solo alla musica''.

In particolare, con i Galimana, hai condiviso il palco con Country Joe McDonald, uno dei miti di Woodstock, e suonato anche nel disco di Daniele Baldelli “Cosmic sound”: cosa ti hanno lasciato queste esperienze? ''Sono state esperienze diversissime tra di loro, ma nelle quali mi sono ritrovato per caso, esperienze molto belle, e che insieme ad altre situazioni hanno sicuramente contribuito all’idea di musica e di “suonare” che ho oggi''.

Torni, dopo tre anni da “Vèstiti male”, con il nuovo singolo “Terra straniera”: cosa intendi con questo titolo? ''Come tanti miei brani parla del non sentirsi quasi mai nel posto giusto, in ogni situazione della vita, e di come solo alcune relazioni o situazioni intime possono riportarci a casa''.

Il tuo background annovera 3 album: in cosa si differenziavano? O c’era comunque qualcosa che li accomunava nelle tematiche e/o nelle soluzioni stilistiche? ''A livello di sound il mio sforzo continuo, album dopo album, è quello di abbandonare il mio background anni '90, non ci sono ancora riuscito benissimo ma spero di essere migliorato album dopo album. L’attitudine e le tematiche dei testi invece rimangono simili''.

Il singolo è un’anteprima del nuovo full-lenght “Ultravivere”, in uscita a settembre. Quanti brani saranno e quali argomenti tratterai? ''Saranno nove brani dove ho tentato di essere un po’ più pop sia nelle sonorità che nei testi, ma come sempre si parlerà un po’ di storie ed un po’ di ricordi''.

Sembra che il tuo anelito primario sia quello di comporre viaggi poetici in formula rock-wave, senza dimenticare d’innestare dosi di cantautorato classico: è un processo scritturale che comporta molto più impegno? ''Per me sì, ci tengo molto a scrivere in forma semplice e fruibile, ma trattando argomenti non banali. Mi sento più “wave” che cantautore, ma sento anche il bisogno di parlare della mia realtà in modo concreto''.

“Ultravivere” conferma il tuo sodalizio con l’attivissima etichetta ferrarese NewModelLabel. Come vedi il panorama discografico ed, in generale, lo scenario cantautorale di oggi? ''Il panorama discografico di oggi è molto interessante, ci sono un sacco di realtà che a me piacciono, dai War On Drugs a Billie Eilish, Da Mac de Marco a Kurt Vile, da The Weeknd ai giovani gruppi wave inglesi come i Two Doors Cinema Club. Riguardo al cantautorato italiano non ti saprei dire, è un panorama che ammetto di conoscere solo a grandi linee, sia quello del passato che quello di oggi''.

Sei d’accordo con chi definisce la tua musica quadretti di “Riviera noir”? In autunno porterai dal vivo il nuovo album? ''Riviera Noir? Why not!... L’autunno per me è un incognita, ma io nella vita faccio altre cose, ho messo in mano questo progetto alla NewModelLabel dicendo all’editore di considerarlo il mio album postumo, come se io non esistessi più, proprio perché non penso che lo suonerò tanto dal vivo''.

Augurandogli ottime prospettive, salutiamo Davide Solfrini con l’auspicio che il suo singolo possa infondare un… ultravivere per tutti. (Max Casali)