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''Ho un’idea operaia della musica, che ti sporca le mani, per questo l’ho scelta come strada della mia vita...''

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30/09/2020   DEVILSOFMUSIC
  ''A contatto con il pubblico ritrovi te stesso e capisci che quello è il tuo posto...''

Come nascono i DevilsOfMusic? ''I DevilsOfMusic nascono sedici anni fa, per una passione comune (quella della musica) di Francesco Santonicola e Fabio Calabrese, dalla serata in discoteca in provincia all’acquisto di vinili o alla registrazione di serate “house” su musicassetta o cd da riprodurre poi in macchina il sabato sera con gli amici nelle nostre prime uscite. Da lì ovviamente abbiamo fatto molta strada incominciando a suonare in città per poi girare in tutta Italia, cominciando le prime produzioni, studiando pianoforte, composizione e percussioni e affiancando nuovi progetti con artisti anche internazionali''.

Cosa volete dire con il vostro brano "The Show”? ''Raccontiamo di una musica che ha molte influenze del passato, che ci hanno affascinato in questi anni. Il testo invece racconta dell’ansia di un’artista, delle sue paure, i suoi pensieri prima di una esibizione sul palco, ma che quando poi è lì a contatto con il pubblico, ritrova sé stesso e capisce che quello è il suo posto''.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato la vostra formazione musicale? ''Beh… È difficile dirlo con precisione, noi ascoltiamo molta musica moderna e altrettanta del passato. Per quanto riguarda gli artisti moderni ci rifacciamo molto a quelli americani, per il modo in cui lavorano le loro tracce e sonorità, come The Chainsmokers, The Weekend, Calvin Harris ecc... Invece per quella del passato, abbiamo studiato molto le strutture musicali di composizione di artisti del calibro di The Beatles, Queen, Michael Jackson, Abba ecc..''.

Avete un’artista o una band con cui sognate un featuring? ''Al momento no, sogniamo di farci conoscere con la nostra musica e le nostre idee''.

Come avete vissuto la musica durante il lockdown? ''Bella domanda… nel periodo del lockdown è nato il nostro ultimo singolo “The Show”, un lavoro svolto a distanza con altri due grandi artisti che hanno collaborato al progetto (Valerie Vitiello e Dario Genovese). È stato un periodo intenso e gratificante allo stesso momento, per aver tirato fuori da una situazione difficile un pezzo come “The Show”''.

Cosa pensate della situazione live in Italia in questo momento? Voi ne avete in programma? ''Eh… qui ci sarebbe molto da parlare… La situazione è disastrosa, ci limitiamo semplicemente a dire che la situazione dell’industria musicale, con gli annessi live, prima in Italia era pessima, ora non esiste proprio più. Le serate ci sono, ma con il distanziamento sociale non si può più ballare e fare aggregazione, quindi noi, prima che compositori, nasciamo come deejay, e la nostra “missione” è far ballare e divertire la gente, quindi in questo contesto attuale non ci sentiamo rappresentati e abbiamo declinato tutte le opportunità di mettere musica a persone sedute ai tavolini''.