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04/10/2020   MAURIZIO CARISTO
  ''Denuncio il disagio che nasce dalla consapevolezza che l'uomo veda Dio nel denaro e nell'economia...''

Ciao Maurizio, racconta a chi dei nostri lettori non ti conosce ancora chi sei e dove comincia il tuo percorso nel mondo della musica. ''Il mio percorso musicale inizio' all'età di 14 anni quando mi venne regalata la prima chitarra acustica da mia madre. Già da allora intuii sin da subito un rapporto chimico tra me e lo strumento stesso. I miei primi pensieri li scrissi all'età di vent'anni ed iniziai a capire che potevo intraprendere da lì a poco la strada del cantautorato''.

Quali sono le tue “fonti” musicali o gli artisti che ti hanno più influenzato e portato a intraprendere questo cammino? ''Il periodo della mia adolescenza lo vissi insieme a Ligabue, Litfiba, ma ascoltavo anche Fabrizio de André, Tenco, per poi spaziare con Queen, Guns n' Roses e tanti altri. Ho ascoltato molta musica, ma mi sono fatto influenzare solo dal mio vivere la vita in maniera intensa e forte''.

Come sei arrivato a Sanremo Rock? ''Sono arrivato grazie al mio produttore artistico Ettore Diliberto, che mi ha spinto a credere in questo sogno ed ha creduto sempre in me. Ho avuto la grande fortuna di conoscere in lui non solo il grande artista qual è, ma soprattutto mi ritengo un privilegiato per aver potuto conoscere il suo lato umano. Lo avverto come un secondo padre dopo aver perso il mio''.

Ci parli del brano che hai presentato l’anno scorso e di quello di quest’anno? E quali sono le differenze sostanziali che riscontri tra le due esperienze? E’ cambiato il tuo approccio alla manifestazione? ''Beh, sicuramente affronto due tematiche completamente diverse. Il brano della scorsa edizione, ovvero NON TE NE ANDARE, parla della possibilità in determinati periodi della nostra vita, quando tutto a volte può sembrare perduto, che la vita stessa ci riservi una seconda possibilità di ripartenza. Come disse Fabrizio de Andrè nella ''Canzone dell'amore perduto'': "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori". Proprio dal letame, ovvero dei periodi difficili, si può ripartire. Invece, per quanto concerne Il brano che ho portato quest’anno all'Ariston, tratta la tematica di come l'uomo stia mettendo in ginocchio e a dura prova la natura. Un uomo che perde giorno per giorno sempre più di vista la propria realtà. Denuncio il disagio che nasce dalla consapevolezza che l'uomo veda Dio nel denaro e nell'economia''.

Tu vieni da una città di provincia del sud Italia. Da quanto tempo sei andato via? Hai notato delle discriminazioni o comunque dei comportamenti ingiusti nei confronti di un artista proveniente dal meridione? Torni spesso nella tua città? ''Sto per iniziare il mio terzo anno lontano da Reggio Calabria. Per quanto riguarda il panorama musicale, posso tranquillamente affermare che non esiste nessun tipo di discriminazione nei confronti di qualsiasi artista proveniente dal meridione. Anzi, ti dirò che posso solamente ringraziare l'Emilia Romagna di avermi fatto sentire sempre a casa. Ho conosciuto la meritocrazia. Chi vale e fa sacrifici immensi nella vita viene premiato e mandato avanti. È una regione che può insegnare tanta civiltà, in cui esiste davvero la cultura dell'accoglienza e non solo per le strutture che possiede''.

Quali sono ora i tuoi prossimi impegni e i tuoi progetti per il futuro? ''Questo è il secondo anno consecutivo in cui affronto le finali nazionali di Sanremo Rock, e spero fermamente che sia l'anno decisivo per fare il grande salto di qualità. Quando hai un etichetta discografica alle spalle così importante come nel caso della ET-TEAM, ti puoi ritenere l'uomo più fortunato del mondo e quindi un privilegiato. Loro non producono solo me, ma anche Matt Becker, chitarrista di Elton John, e tanti altri. Quindi un etichetta discografica importante sia a livello nazionale che internazionale. Dopo la finali di Sanremo Rock ho iniziato a girare il videoclip del brano che ho presentato all'Ariston, e con gioia immensa posso annunciare che il 2021 sarà l'anno dell'uscita del mio primo album, un disco fatto di 12 tracce che affronteranno tematiche varie da sottoporre all'attenzione del pubblico''.

Allora grazie a Maurizio Caristo e un grande in bocca al lupo! (Francesco Arcudi)