Sono presenti 614 interviste.

16/10/2020
LINEA
''Nella musica ora tutto è più veloce, usa e getta come per i rasoi...''

15/10/2020
MICO ARGIRO'
''Ho un’idea operaia della musica, che ti sporca le mani, per questo l’ho scelta come strada della mia vita...''

tutte le interviste


interviste

09/10/2020   NDM
  ''Oggi basta un basso ed una batteria per dire 'ah ok, questo è un pezzo trap'...''

Ciao ragazzi, ci raccontate come e quando si formano gli NDM? ''Gli NDM si formano nell’autunno del 2012 con Aldo Onori (voce e chitarra elettrica), Giulio Colletti (batteria) e Valerio Pistilli (basso elettrico). Da subito abbiamo avuto le idee ben chiare su cosa fare, o almeno da dove partire: pezzi inediti e rigorosamente in lingua italiana. Eravamo appena ventenni e volenterosi di uscire dal contesto “cover band” che si respirava nelle nostre zone. Una sorta di reazione alle cover di Vasco e Ligabue. Nel 2017 si è unito Giulio Scipioni, a cui Aldo ha ceduto la chitarra per poter contorcersi sul palco''.

INDIEOTA è il vostro nuovo singolo, come nasce la canzone? ''Il pezzo nasce idealmente come una sorta di reazione beffarda a quella che oggi è diventata la concezione dell’artista indipendente. Ad oggi quando si parla di “musica indie” ci viene in mente un genere musicale legato ad ambienti ben definiti e fin troppo svilenti per contenuti. Musicalmente è un brano dritto, deciso, nato come tutto l’EP dall’energia, dalla verità e dal sudore della sala prove''.

Suoni decisi e testi taglienti rigorosamente in italiano. Come definireste il vostro stile? ''Ci piace parlare semplicemente di rock alternativo, non amiamo ritrovarci in ulteriori incasellamenti e definizioni in cui si corre il rischio di sentirsi particolarmente scomodi se non intrappolati''.

Che musica ascoltate in questo periodo? ''Tralasciando i gruppi/autori che ascoltiamo da sempre e che, pensiamo, sempre ascolteremo, come i vari Tool, Nick Cave, Radiohead, Jack White, Zu, Son House… è una domanda difficile a cui rispondere perché, oltre le “colonne portanti”, abbiamo gusti abbastanza diversi. Potremmo citarti per esempio Billie Eilish, Nicolas Jaar, Ry Cooder, Tommy Emmanuel, Tigran Hamasyan, Alt J, I Hate My Village, Joywave, The Irrepressibles, Glass Animals, Lucio Dalla, Moby, Iosonouncane, Vulfpeck, The North 41… e meglio che ci fermiamo qui, che la lista sarebbe davvero lunga''.

Come vedete il futuro prossimo della musica, soprattutto in relazione a questo momento particolare che stiamo vivendo? ''Non è affatto facile… Ogni band che fa del live la propria linfa vitale inevitabilmente risentirà di questo momento particolare, a tratti surreale. A noi piace sudare insieme al pubblico, farne parte ed essere contaminati dall’energia del sottopalco. Sarà una bella sfida trattenere la frenesia da live ma stiamo cercando di trasformarla il più possibile in un’occasione per concentrarsi al meglio nel lavoro “dietro il palco”. Per il resto, oltre che come artisti, anche noi come “fruitori” non vediamo l’ora di tornare ad ascoltare i concerti che ci piacciono. Pensiamo che sia solo un momento, una pausa, perché la musica è fatta anche e soprattutto di questo: di situazioni e di contesti in cui poterla accogliere dal vivo ed abbracciarla insieme ad altre persone su campi polverosi, arene, stadi, pub… Da un punto di vista prettamente musicale, invece, pensiamo che la musica tenderà ad essere sempre più “minimale”. Solo la produzione (tutto ciò che gira intorno al prodotto musicale come video, foto, etc) sarà più ricercata, precisa e dettagliata. Questo perché più passano gli anni più l’ascoltatore medio è stato viziato con ascolti sempre più scarni… pensare solo che ad oggi basta un basso ed una batteria messe in un determinato modo per dire “ah ok, questo è un pezzo trap...”.

Secondo voi, cosa non deve mancare ad una band emergente per affermarsi in Italia? ''Ora come non mai crediamo sia importante avere il coraggio di esporsi, di uscire fuori dall’aspettativa con personalità per proporre ciò che si è artisticamente. Si può piacere o meno, si può vendere o meno, ma se si lavora con la coscienza di esser stati sé stessi, la sconfitta diventa insegnamento e la vittoria stimolo''.

Per concludere, cosa dobbiamo aspettarci dopo INDIEOTA? ''Per noi INDIEOTA è un po’ come un’apripista di un nuovo percorso. Rappresenta la linea di demarcazione tra i primi NDM e quelli attuali. Non sarà l’unica uscita dell’EP, avrete sicuramente modo di scontrarvi con altre nostre facce''.