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13/10/2020   FRANKSPARA
  ''L'uomo è un essere sociale che, ad essere sociale, il più delle volte non è a suo agio...''

Un nome spiazzante per una nuova canzone altrettanto spiazzante. Si intitola “Amleto e Giulietta” il nuovo singolo del cantautore bergamasco, ma bolognese d’adozione, Frankspara, all’anagrafe Francesco Viani. Il brano esce per Reincanto Dischi, con cui ha pubblicato ''Per proteggerti dal mostro'' (2015), interessante album che suscitò l’interesse di critica e pubblico. Nel 2016 pubblica “Africa”, singolo accompagnato dal videoclip, e tra il 2018 e il 2019, per protesta verso i nuovi meccanismi di pubblicazione in streaming, decide di presentare nuovi brani esclusivamente dal vivo. Da qui nascerà l'album fantasma intitolato appunto “Ragazzo topo esiste”, che sarà prossimamente in uscita.

Benvenuto Frankspara. Un nome spiazzante visto le canzoni che proponi e soprattutto l’ultima “Amleto e Giulietta”. Come è nata questa canzone? ''In un'alba di agosto mi sono svegliato che era già lì, mi stava aspettando... mi ha trascinato giù dal letto e obbligato a scriverla e registrarla immediatamente. Non potevo evitarlo. È stato molto divertente. Note e parole scivolavano precisi nella mia immaginazione. Così sono rimasto sveglio e ho scritto tutto, suonato e registrato. Era tutto pronto e confezionato in poche ore. Fosse stato per me non sarebbe mai successo''.

Ci sono episodi che hai vissuto o hai guardato da spettatore che hanno acceso la scintilla per questa canzone? ''In entrambi i casi ho visto e vedo le relazioni umane, siano esse sentimentali, sociali, lavorative ecc., come un miscuglio caotico dal quale scaturisce a volte bellezza, spesso resistenza. L'uomo è un essere sociale che ad essere sociale, il più delle volte, non è a suo agio... Tuttavia il corpo, che è anche estensione della nostra socialità, ha bisogno di affermarsi libero. Ecco allora che, alla fine del brano, auspico ad un grande abbraccio come una scongiura alla paura, in questi tempi dilagante''.

Più di dieci anni di musica tra singoli e album. Quali dei tuoi brani sono i più rappresentativi per far conoscere chi è Frankspara? ''Non saprei, ogni brano è vissuto sufficientemente''.

Con “Amleto e Giulietta” hai voluto rimescolare le carte delle abitudini. É forse l’abitudine dell’essere umano che ti ha portato ad alcune scelte come la presentazione di nuovi brani solo dal vivo tra il 2018 e il 2019? ''Ero stanco e annoiato dai meccanismi esageratamente autoreferenziali del mondo della musica. Si stava perdendo, e oggi ancora peggio, la dimensione più spontanea e spirituale dell'ascolto musicale. Il live in questo senso è un'ottima situazione per ritrovare quella magia''.

Pensi che la musica in streaming sarà un’abitudine deleteria per la musica indipendente? ''La musica in streaming è un'opportunità... È il modo di ascoltare che sta diventando un'abitudine deleteria''.

Hai cantato dei falsi ideali e delle abitudini quasi immortalando un periodo storico che abbiamo attraversato negli ultimi anni. C’è una funzione ben specifica per chi scrive e pubblica una canzone o è solo intrattenimento? ''Dipende di certo dal tipo di canzone. Sicuramente l'artista in genere ha, più che una funzione, una possibilità. Che è quella di mettere in movimento l'anima della gente. Di creare vibrazioni, di smuovere le acque. Talvolta addirittura agitarle. Per farlo però deve confondere il confine tra la vita e la propria opera, verso la quale deve rimanere incorruttibile. E questa eventualità purtroppo sta diventando sempre più rara tra i musicisti''.

Dalla tua biografia si legge che hai in mente di pubblicare un nuovo album. Hai già un’idea di come lo pubblicherai? ''Lo renderò semplicemente disponibile all'ascolto''.