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16/10/2020   LINEA
  ''Nella musica ora tutto è più veloce, usa e getta come per i rasoi...''

Trent’anni di carriera. Raccontateci il momento più bello, ed il più brutto, di questo lungo periodo insieme.
Federico: ''In questi 30 anni nei Linea ci son stati tanti avvicendamenti, partenze e arrivi. Nella line-up attuale in tre suoniamo insieme da 15 anni e due di noi da addirittura 20. Sicuramente il momento più brutto e tragico è stata la scomparsa di Paolo, bassista fondatore della band ma, essendo io arrivato dopo, lascio che ne parli Gimmy. Per ciò che mi riguarda, i momenti peggiori li relaziono all'abbandono di alcuni nostri ex compagni di viaggio, più che altro perché in alcuni casi si è trattato soprattutto di un allontanamento dal punto di vista umano. Ci sta che esistano scazzi, è in perfetto stile rock'n'roll... ma quando un fratello abbandona una famiglia sbattendo la porta resta l'amaro in bocca. Di momenti belli ce ne sono stati tantissimi e sono legati soprattutto alle nostre trasferte per i live. Potrei citarti il Cavern di Liverpool, o Monaco di Baviera (nonostante un piccolo "incidente") ma anche un bel mini tour al sud, in particolare un concerto a Taranto. Nei viaggi si impara a conoscersi bene, passando tanto tempo insieme e spesso condividendo anche il letto... ahahah''.
Gimmy: ''Sì, sicuramente il momento più brutto è stata la perdita di Paolo, nostro primo bassista e co-fondatore della band. Tra l'altro Paolo era una persona veramente speciale, con un'energia e una presenza che non passava inosservata, quindi quando è mancato, il vuoto è stato davvero enorme, e per noi una botta non indifferente. Però ci siamo rialzati e ricompattati e da li è partita una nuova storia... è entrato Silvio al basso, amico anche di Paolo e tuttora bassista dei Linea. Per quanto riguarda il momento più bello... beh, direi che il periodo tra ''Frontiera'' e ''Terra libera'' (nostro 2° e 3° disco) è stato molto bello e molto prolifico. Ci ha portato in giro a suonare molto con alcuni concerti veramente da ricordare: il Cavern di Liverpool (che per un Beatlesiano convinto come me... è stato un sogno!!), Monaco di Baviera, a Salerno un 1° maggio con The Gang e Billy Bragg, diversi tributi a Joe Strummer e due volte allo Strummercamp a Manchester!''.

“Fuori Mercato” celebra questo traguardo importante. Le tematiche del disco sono le vostre, non ci piove, ma il sound pare rinnovato. Che è successo?
Federico: ''Si tratta di una evoluzione naturale. Abbiamo fatto come ci sentivamo di fare. Non possiamo nemmeno dire che sia stata una scelta perché è semplicemente successo. Conta tanto anche il bagaglio di esperienze che abbiamo fatto, soprattutto in questi ultimi anni, avvicinandoci ad un modo diverso di sentire e concepire la musica. Magari meno "da assalto" ma sicuramente più articolato e in un certo senso "meditato". Anche il modo con il quale abbiamo effettuato la pre-produzione ha favorito questa evoluzione, nel senso che per la prima volta non abbiamo arrangiato i pezzi in sala prove bensì nei nostri spazi casalinghi e con le nostre apparecchiature di registrazione, a distanza ma vicini, scambiandoci assiduamente opinioni e pensieri, oltre che i file con le tracce. Questa modalità ha permesso ad ognuno di noi (anche a quelli più "lenti" come me, ahah) di tirare fuori la propria essenza che per me è ben rappresentata sul disco''.
Gimmy: ''E' successo tutto in maniera naturale. Abbiamo deciso di celebrare i 30 anni della band con un nuovo disco, però c'era questa idea di riprendere vecchi brani, anche degli esordi sui primi demo (in cassetta!) mai pubblicati, e ri-arrangiarli completamente per dargli un nuovo vestito e soprattutto tirare fuori la bellezza e la classe dei brani. Tutto questo non guardando se veniva fuori un brano punk, combat o altro. Io credo che dopo 30 di carriera e a 50 anni di età (chi più o chi meno...) cosa abbiamo da dimostrare ancora? Chi conosce i Linea, sa cosa fanno, chi sono e cosa cantano. Quindi abbiamo lavorato con grande gusto e divertimento''.

Proprio nel singolo “Fuori mercato” cantate: “Se provassimo sai, a boicottare tutto il consumo tv”. Forse ora il consumo si è spostato dallo schermo della tv a quello dei cellulari, e questo nuovo mondo liquido ha fortemente influenzato anche la musica. Che pensiero avete in merito? La musica digitale è tutta da buttare?
Federico: ''Sì, la canzone in questione ha 30 anni, al tempo non esisteva la "vita virtuale". Da un certo punto di vista fortunatamente le cose cambiano, sono in movimento, si spererebbe che possano evolvere in positivo. Certo è che spesso i cambiamenti son più dettati dal mercato che da una reale tendenza all'evoluzione. Nel caso della musica, logicamente il modo di ascoltare è cambiato molto. È tutto più veloce, nasce e muore in un lampo, usa e getta come per i rasoi. C'è poco tempo per soffermarsi e ascoltare davvero. Detto questo son più che convinto che la musica digitale non sia affatto tutta da buttare. La differenza la fanno sempre cuore, anima, qualità e "sincerità". Tutto è relativo. Ad esempio, uno dei lati positivi è quello di poter raggiungere tante persone in tutto il mondo, cosa che prima era assai difficile se non ad altissimi livelli''.
Gimmy: ''No, assolutamente non è tutta da buttare. E' un po' come quando è arrivato il computer o internet, se si usa male o si usa in maniera eccessiva, tutto fa male. Di sicuro noi siamo cresciuti negli anni '70 e '80 quindi siamo legati al buon vecchio vinile, abbiamo vissuto il cambio con il cd e adesso con la musica digitale. Di sicuro c'è la comodità e la velocità di avere tutta la musica che si vuole su una chiavetta o sul tuo cellulare, si può fare arrivare la tua musica in tutte le parti del mondo in un attimo... questo è davvero un vantaggio e una cosa bella e comoda, che ti permette di farti conoscere ovunque e da chiunque. Chiaro che come contro c'è il fatto del consumare ormai tutto velocemente, immediato, e con questo il rischio è di diventare un po' superficiali, non toccare le cose a fondo. Però questo sta molto nella persona... se vuoi non essere superficiale, non lo sei... nella musica, ma in tutti i campi''.

Voi, però, “Fuori Mercato” in digitale lo avete distribuito. Così come in fisico. Il passato e il presente possono quindi ancora convivere senza automaticamente escludersi?
Federico: ''Assolutamente sì, c'è spazio per tutto. I dischi che amo, spesso li ho in tanti formati diversi: LP, CD, su chiavetta mp3, e quando sono pigro li ascolto su Youtube piuttosto che su Spotify. Alla fine è il contenuto che conta. Se vuoi, ogni formato si può associare ad uno stato umorale. Per altro, recentemente, Ammonia Records ha pubblicato tutti i nostri dischi in digitale con l'arricchimento di alcune canzoni in più, demo e live. Nella stessa maniera siamo presenti sui social. Old school ma moderni, ahah''.
Gimmy: ''Certamente. Sarebbe stupido non usare i mezzi enormi che ci sono adesso, puoi arrivare con un click ovunque. Quindi abbiamo stampato il disco in vinile perchè noi arriviamo da quella generazione, e come noi tante persone che ci seguono. Il vinile è un oggetto stupendo e per questo disco dei 30 anni volevamo fare le cose per bene. A questo abbiamo unito il cd e tutte le piattaforme digitali per fare arrivare il disco a più persone possibili. Ci sembrava giusto e “Fuori mercato” se lo meritava!''.

Torniamo al disco. Un altro brano che ci ha colpiti è “Rumore” (che poi è l’unico inedito, gli altri brani sono rivisitazioni di vostri precedenti successi) nel quale parlate di un posto magico. A cosa vi riferite?
Federico: ''Rumore è un pezzo scritto dal nostro bassista Silvio e che poi abbiamo arrangiato insieme. Il "posto magico" non è altro che quel luogo splendido nel quale siamo proiettati dalla musica. Un posto dove ci sentiamo liberi e unici, dove possiamo spingere al massimo e fare tante altre belle cose. Per sintetizzare direi che "Rumore" è un inno alla musica e a come ci sentiamo grazie a lei. Basta saper ascoltare e lasciarsi andare''.
Gimmy: ''Fede lo ha spiegato molto bene. Io aggiungo solo che quando prendi in mano il tuo strumento, che sia la chitarra, il piano o qualsiasi altro strumento, entri in mondo parallelo... in un posto dove lo stress, le preoccupazioni, il lavoro e tutto quello che ti può condizionare sparisce... proprio come un posto “magico” dove esisti solo tu, la musica, il tuo strumento e tutte le emozioni che ti danno. Ecco, “Rumore” parla di questo. Il pezzo lo ha scritto Silvio, il nostro bassista, ma credo che possa essere tranquillamente condiviso da tutti noi''.

Ci piace pensare che dopo 30 anni abbiate ancora tanti obiettivi e cose da fare, quindi vi chiediamo quali saranno le prossime.
Federico: ''Se intendi a breve termine, ovviamente vogliamo promuovere al meglio "Fuori mercato" nel quale crediamo tantissimo e che ci rappresenta in pieno. Sappiamo che non sarà facile visto il momento molto particolare che stiamo vivendo. Con l'inizio del nuovo anno speriamo di riuscire a fare qualche concerto per presentare il disco, ce la metteremo tutta. Se invece ti riferisci a ciò che verrà dopo "Fuori mercato" posso darti un'unica certezza: se i Linea sono ancora qui oggi sicuramente ci saranno anche domani. È vero che questo lavoro chiude un ciclo e nella stessa maniera ne apre un altro. Artisticamente parlando lascio davanti un bel foglio bianco e son sicuro che quando avremo canzoni che varrà la pena di far venire alla luce, non mancheremo... Certo, abbiamo tempistiche non propriamente rapide, considerando anche che tutti noi per mangiare facciamo altro e abbiamo una famiglia con la quale affrontare la vita quotidiana. Non vorrei però infonderti la brutta immagine dei "rocker da salotto" ahah! Alle ciabatte continuiamo a preferire gli anfibi se non le scarpe da ginnastica''.
Gimmy: ''Sicuramente ora promuovere “Fuori mercato” nel migliore dei modi, perchè come dicevo anche prima, penso che se lo meriti. Poi si vedrà... la nostra passione e il nostro amore per la musica è infinito, se no dopo 30 anni non eravamo qui con un disco nuovo. Chissà, magari si potrà mettere in cantiere anche un disco di brani tutti nuovi, continuando su questa nuova strada presa con “Fuori mercato”... i Linea 2.0! Ci potranno essere nuovi progetti o altro... le strade della musica sono infinite!''.