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12/11/2020   OQUSAI
  ''Ci sentiamo molto più rappresentati da un'onda sbagliata, che da una giusta...''

Ciao ragazzi. Il vostro nome, Oqusai, sembra una distorsione di Hokusai. C’entra qualcosa o c’è altro? ''Proprio così! Diciamo che è una “storpiatura voluta”. Ci piaceva tutto l’immaginario che sta dietro al pittore giapponese Hokusai e alla sua celebre “Onda”, ma avevamo bisogno di sentire il nome più nostro. Perciò abbiamo deciso di scriverlo “sbagliato”. Ci sentiamo molto più rappresentati da un’onda sbagliata, che da una giusta''.

Avete dato via al progetto recentemente: quali sono le influenze musicali che vi ispirano? ''Le influenze sono le più varie, ascoltiamo molta musica sia italiana che internazionale e ci siamo fatti influenzare dai generi più svariati. Nei primi pezzi a cui abbiamo lavorato siamo partiti dai Twenty One Pilots per arrivare a Post Malone, da Machine Gun Kelly al rock dei Biffy Clyro. Recentemente ci ha colpito molto anche l’elettronica di The Japanese House''.

Il primo singolo “Da Nessuna Parte” è uscito nelle scorse settimane. Di cosa parla la canzone? ''Rispondere a questa domanda ci mette sempre un po' in difficoltà, per una semplice ragione: ciò che spinge a scrivere una canzone non coincide quasi mai (almeno nel nostro caso) con il messaggio che poi arriva a chi la ascolta. ''Da Nessuna Parte'' è ovunque, ognuno di noi ci è passato, almeno una volta nella vita''.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi? ''È un momento complicato ed è tutto un enorme FORSE. E’ un momento imprevedibile e l’unica cosa che possiamo fare è adeguarci ed esserlo anche noi. Abbiamo scritto un sacco e stiamo ancora scrivendo, quindi sicuramente arriverà nuova musica, molto presto''.

Tre aggettivi per definirvi. ''Arrabbiati. Speranzosi. Sbagliati''.