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18/11/2020   VSOM EQUIPE
  ''Il messaggio che vogliamo diffondere è quello di rendere la diversità interessante...''

In occasione dell’uscita del loro nuovo album, intitolato ''Composure I'', abbiamo fatto un paio di domande a tre ragazzi di Varese, che si sono riuniti nel collettivo chiamato VSOM Equipe.

Cosa significa, per voi, VSOM Equipe? ''VSOM Equipe è un progetto che ci sta a cuore, principalmente per il fatto che, oltre a collaboratori, siamo amici che trovano entusiasmo nel ritrovarsi insieme e nell’unire le forze per raggiungere un obiettivo unanime. La nostra dedizione verso questo progetto è dettata anche dal messaggio che vogliamo diffondere che, a causa della nostra provenienza da un background multiculturale, è quello di rendere la diversità interessante. In più il supporto della gente, che ci sta intorno, ci ha dato fiducia in noi stessi e ci ha incoraggiati ancora di più a lavorare duramente su questo album. Per riassumere in una frase, VSOM Equipe non è solo un progetto strettamente musicale, ma anche di aggregazione e di apertura mentale''.

Vi andrebbe di raccontarci come sia nata l’idea di fondare il vostro collettivo? ''VSOM Equipe è stata formata da 3 ragazzi, Pauli Minarini (alias Spumador Frizzi), Francesco Belis (alias Flako Calavera) e Simone Veronesi (alias Sir). Prima di VSOM eravamo tre ragazzi con la passione per la produzione musicale, ma quello che mancava era una strategia chiara sul come svilupparla e fornirla ad un pubblico più vasto. Dopo che Pauli ha scoperto che gli altri due componenti avevano la sua stessa passione, ha invitato tutti quanti a produrre musica insieme. Quello che è trapelato è stata una complementarietà tra le diverse capacità e conoscenze, inoltre il feedback sui pezzi è stato positivo e ci ha spinto a lavorare insieme di nuovo. A questo punto è nata VSOM Equipe, ad aprile 2020. L’idea iniziale è sempre stata quella di ritrovarci insieme, divertirci e creare musica che fosse innovativa, anche grazie al nostro background multiculturale, ma ad un certo punto ci siamo resi conto di non avere tutte le competenze necessarie per creare un prodotto completo, quindi abbiamo deciso di reclutare persone che ci avrebbero aiutato in questo intento, sia dal punto di vista mediatico che da quello grafico e di marketing. Queste competenze vogliamo espanderle anche ad artisti emergenti che reputiamo talentuosi, che non comprendono solo artisti locali, ma anche provenienti da varie parti del mondo, in modo da creare una fitta rete di artisti che si aiutano a vicenda per migliorarsi e mettersi in mostra più facilmente ed eventualmente riscuotere successo nell’industria musicale''.

Come mai, a differenza di ''Varese State of Mind Vol. 1'', avete deciso di puntare maggiormente sul valore di unione del rap, invitando artisti internazionali? ''''Varese State of Mind Vol. 1'' è un Ep che vede la partecipazione di artisti molto vicini a noi. Il motivo è il seguente: quello che volevamo fare con ''VSOM Vol. 1'' era vedere se questa unione tra le varie influenze musicali e linguistiche fosse qualcosa che potesse essere apprezzato dal pubblico e, siccome il feedback che abbiamo ricevuto è stato positivo, abbiamo deciso di puntare più in alto e iniziare a lavorare su ''Composure I''. Nonostante ''VSOM Vol. 1'' sia stato realizzato interamente a distanza, fattore che rende il processo creativo più sterile, abbiamo notato del potenziale in questo metodo che abbiamo deciso di applicare in ''Composure I'' con le persone che non avremmo mai potuto incontrare personalmente. L’esperienza con ''VSOM Vol. 1'' ci ha fatto capire che se le tracce fossero state impostate inizialmente da noi che ci trovavamo insieme in studio, poi per l’artista che avrebbe dovuto collaborare la direzione da prendere sarebbe stata chiara e, quindi, il risultato sarebbe stato di buon livello. Siccome un Ep ha una durata limitata, con l’album siamo riusciti a coinvolgere molti più artisti per dare ancora più importanza al multiculturalismo e per mantenerlo al centro del progetto''.

Avevate già contatti negli altri paesi o avete creato delle connessioni da zero? ''Le persone che hanno collaborato al progetto provenienti da altri paesi erano nostri conoscenti con i quali non avevamo mai avuto occasione di incontrarci in studio. Con i ragazzi de Ill Collettivo c’è un legame più forte in quanto uno dei loro membri è fratello di Spumador Frizzi (Pauli Minarini) mentre con gli altri partecipanti esteri (Kasper e Zoloft) siamo entrati in contatto solo recentemente inviando loro alcune canzoni, che sono piaciute e hanno convinto gli interessati ad unirsi al progetto con la creazione di nuovi brani oppure con dei remix di canzoni già ultimate. Le altre collaborazioni di lingua non italiana sono persone che risiedono in Italia che conoscevamo da tempo e che, quando abbiamo parlato loro del progetto, hanno subito deciso di farne parte. Grazie a questi featuring vogliamo ottenere una credibilità in modo da espanderci fino a raggiungere anche artisti esteri, che non conosciamo''.

In che modo sono divisi i ruoli nella vostra crew? Perché mi è parso di capire che ci siano sia rapper sia produttori sia tecnici del suono… ''I ruoli nella nostra crew sono suddivisi nel seguente modo: I rapper/cantanti sono Spumador Frizzi, Calavera, e Sir; i retroscena musicali sono curati da Spumador Frizzi e Sir che sono polivalenti nel mixing e mastering e produzione dei beats (nell’album ''Composure I'' le canzoni ''Premierè'' e ''Crocodile Skin'' sono state prodotte da loro); le grafiche sono curate in esclusiva da Fogu Edits (Thomas Piva e Vito Lopez); la parte di marketing è sotto la supervisione di Matteo Littarru; colui che si occupa della contabilità è Alessio Mortillaro; i redattori sono Matteo Littarru, Francesco Belis e Lorenzo Gaudina; della parte manageriale se ne occupa Pauli Minarini''.

C’è un aneddoto, in particolare, che vorreste rendere pubblico riguardo allo sviluppo del vostro progetto? Anche una curiosità sul coinvolgimento degli artisti? ''L’aneddoto che vogliamo raccontare riguarda la traccia ''Mode de Vie'' che vede la collaborazione di Kasper. Dopo che lui ci ha inviato la sua parte del pezzo, contenente strofa e ritornello, abbiamo visto che mancavano soltanto 40 secondi da aggiungere, allora l’abbiamo presa con comodo. Come prima prova ci siamo messi a scrivere a 4 mani (Calavera e Sir) una strofa che avrebbe dovuto essere cantata da Sir. Dopo svariate prove, capiamo che bisogna modificare qualche parte per rendere più facile per Sir mantenere la cadenza e il ritmo, ma anche dopo queste modifiche il risultato non è ancora definitivo. Ci concentriamo sugli altri pezzi ed una settimana prima del rilascio Teller (rapper scozzese) sente la traccia e decide di voler occupare lui la parte mancante. Una volta in studio però non gli vengono le idee, quindi la parte è ancora vuota e siamo agli sgoccioli. Il giorno prima del rilascio Calavera però riesce a scrivere la parte e la canzone riesce ad essere pubblicata all’ultimo. In questo momento ''Mode de Vie'' è la traccia preferita dai nostri ascoltatori in termini di streaming''.

Secondo voi, quale risvolto avrà, per la vostra carriera, ''Composure I'', e sopratutto questo album avrà un seguito? ''Con questo album vogliamo portare innovazione nel panorama musicale italiano con l'accostamento di influenze musicali, culturali e linguistiche diverse fra loro. Nonostante il riscontro del pubblico all’uscita di ''VSOM Vol. 1'' fosse stato positivo, il riscontro ottenuto con ''Composure I'' è stato nettamente migliore. Abbiamo ottenuto svariati messaggi di supporto che ci incoraggiano a lavorare ancora più duramente per portare questo progetto dove merita. Il seguito di ''Composure I'' sarà la deluxe, che uscirà prossimamente. Nel futuro vogliamo espanderci e sfruttare la credibilità di questo album come lasciapassare per collaborare con artisti, esteri e non, che possono aiutarci sempre di più a definire il nostro suono e renderlo inconfondibile. I primi passi da percorrere sono sicuramente investire in attrezzatura più professionale e scoprire artisti sempre più identificabili nel loro genere, in modo da collaborare e rendere i prossimi progetti unici e sempre migliori dei precedenti''.