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27/11/2020   GHIACCIO
  ''Colpa dalla mia costante ed insaziabile voglia di scrivere canzoni...''

Ciao Stefano, ci racconti quello che c’è stato tra te e la musica prima di Ghiaccio e cosa ti ha portato a iniziare questo progetto? ''Prima di iniziare questo progetto ho suonato per 6 anni negli Alcesti, dal 2013 al 2019. Venivamo tutti dall’indie italiano scuola Verdena, Marlene Kuntz e Afterhours, e siamo finiti senza troppo volerlo a mescolare questa matrice a suoni più post rock. Colpa della mia passione per il riverbero e il delay… Con loro ho imparato molto, quasi tutto quello che so di musica direi, e ho potuto suonare su palchi molto importanti della nostra città, Treviso, ma anche nel resto della regione. Siamo persino riusciti a fare qualche capatina nelle regioni limitrofe: Lombardia, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia-Romagna, cosa non scontata organizzando i concerti solo con le nostre forze. Sono stati anni sicuramente molto divertenti. Tra i 18 e i 22 anni ho avuto altri trascorsi in varie rock band locali, ma diciamo che mi limiterei a definire quegli anni come “formativi”. Ghiaccio invece è nato semplicemente dalla mia costante ed insaziabile voglia di scrivere canzoni!''.

Quanto il 2020 ha influenzato la tua scrittura? ''Fortunatamente, direi poco. Solo una delle ultime canzoni che ho scritto è stata scritta durante il primo lockdown, per il resto si tratta di pezzi che erano stati concepiti prima del 2020. Mi sono preso quest’anno per concretizzare ed ultimare il nuovo materiale sonoro, e spero di tornare a scrivere nel 2021 con un occhio un po’ più “lucido” su quello che abbiamo appena vissuto in questo anno''.

Quali sono le influenze principali del progetto “Ghiaccio”? ''I Verdena sono nel mio dna. Da quando ho 20 anni sono il mio punto di riferimento nella musica italiana e mi hanno sempre influenzato in un modo o nell’altro. Dopo di loro nell’ultimo periodo mi sono fatto ispirare molto dai Foals, band britannica che adoro, e da Lucio Battisti, che sta da tutt’altra parte cronologicamente e musicalmente. Ma tant’è!''.

Dovessi pescare un’etichetta musicale, per quanto limitante, quale sarebbe? Pop, rock, indie? ''Provengo dal rock, amo il pop, ma nella mia musica ci sono anche molti elementi eterei e sognanti, per cui la definirei dream pop''.

Dobbiamo aspettarci altri singoli nei prossimi mesi? Magari un debut album? ''E’ all’orizzonte, ma è ancora un po’ prematuro parlarne. Sicuramente nei prossimi mesi ci saranno altri singoli. Appena i tempi saranno maturi arriverà anche qualcosa di più corposo. I pezzi ci sono''.