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22/12/2020   RE DEL KENT
  ''Bello pubblicare dischi, ma un anno senza live è la m…orte...''

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Re Del Kent, band di Milano che ha di recente pubblicato il suo primo disco dal titolo "Sottocultura", un mondo che ci riporta alla scena alternative italiana del rock con testi in italiano. Ecco cosa ci hanno raccontato!

Cosa vi ha spinto a comporre ''Sottocultura''? ''Un po’ come i Nirvana quando hanno composto ''Nevermind'', avevamo lì alcuni testi e musiche, e li abbiamo messi insieme. Da quel rumore nasce sottocultura, un insieme di idee distorte, riflessioni sulla società e storie personali. Abbiamo detto a caso i Nirvana eh, anche i pezzi di Sfera, Jovanotti o Tiziano Ferro nascono così sicuramente!''.

E che cos’è una sottocultura? ''Diciamo che è un gruppo di persone che si differenzia dalla cultura di massa per seguire qualcosa più di nicchia o démodé. Nell’ambito musicale e nel nostro caso il rock, dato che oggi a farla da padrone sono indie pop, rap e trap''.

Come nasce un brano dei Re Del Kent? Prima il testo o la musica? ''Nonostante sia insolito, nasce sempre prima il testo. Poi in genere subisce modifiche in fase di composizione per adattarlo alla musica. Però il testo nasce sempre prima, sì sì''.

Cosa vi ha lasciato, artisticamente parlando, questo 2020? ''Beh, a febbraio abbiamo pubblicato il nostro primo ep e adesso è uscito ''Sottocultura''. Diciamo che come band ci rimane un mix di soddisfazione ed amarezza. Bello pubblicare dischi, ma un anno senza live è la m…orte''.

E adesso? ''E adesso aspettiamo di tornare ai concerti. In fondo manca un po’ a tutti ritrovarsi appiccicati e sudaticci, cocktail o birra alla mano...''.