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19/01/2021   CATENO
  ''Negli anni difficili ho imparato a resistere, e ho cominciato a liberarmi attraverso i miei pezzi...''

Ciao Cateno, come e perché nasce il tuo percorso artistico? ''Ciao. Nasce il giorno che sono nato. E per anni mi sono domandato anche il “perché sono nato”. Sono stati anni difficili dove ho imparato a resistere. Durante questa resistenza ho cominciato a liberarmi piano piano attraverso i miei pezzi''.

''Luchino'' è il tuo debut single. Ma chi è questo Luchino? Personaggio reale o di fantasia? ''Purtroppo è una persona reale. Il singolo è autobiografico. Avrei preferito parecchio non scriverla ma farlo mi ha aiutato. Tanto''.

Dai primi ascolti percepisco fin da subito influenze di Pop X, tra testi “particolari” e synth pop. Sbaglio? Quali sono altri artisti che ti stanno influenzando? ''Ammetto che non conoscevo questi ragazzi e prima li ho ascoltati. Sembrano bravi. E auguro loro il meglio. I miei gusti musicali sono diversi. Mio papà mi ha dato la spinta iniziale per farmi innamorare della musica. Di tutta la musica. Da Amedeo Minghi ai Melvins. Da Anna Tatangelo al jazz. Ho però un debole per Orietta. Mi ricorda i viaggi che facevo. Insomma, è un mondo libero''.

Come definiresti la tua musica e quanto ''Luchino'' è rappresentativa? ''Preferisco che la mia musica resti senza riferimenti perché forse non ho mai studiato veramente. ''Luchino'' è solo l’inizio. Il prossimo brano però vi sorprenderà''.