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29/01/2021   THE BELGIANS
  ''Effettivamente basso e voce è proprio lo stretto necessario, forse anche meno...''

Ciao ragazzi e benvenuti! Rompiamo subito il ghiaccio: come nascono The Belgians? ''The Belgians nascono quasi per caso. Dopo diverse esperienze insieme, principalmente nel rock, abbiamo deciso di provare ad esplorare nuove sonorità e abbiamo subito trovato nel duo la giusta dimensione. Togliere piuttosto che aggiungere, arrivare “in punta di piedi” piuttosto che cercare la “botta”, sono stati per noi elementi illuminanti: abbiamo così cominciato a modellare il nostro stile, cercando di interpretare ogni brano senza vincoli e preconcetti''.

“Attenti al lupo’’ è il vostro nuovo video. Avete reinterpretato una HIT di Lucio Dalla. Perché questa scelta particolare? ''All’inizio del nostro percorso, la scelta dei brani era basata quasi esclusivamente sui nostri gusti musicali, e i nostri artisti di riferimento erano molto lontani dalla musica leggera italiana. Continuando nel nostro percorso, abbiamo però deciso di esplorare altri generi e anche di seguire qualche suggerimento. “Attenti al lupo”, in particolare, è un brano che ci è stato richiesto in occasione del matrimonio di due amici. Inizialmente restii per via dell’arrangiamento originale molto ricco, abbiamo però provato a sperimentare e crediamo di essere riusciti a “tradurlo” nel nostro stile con successo. Quando è arrivato il momento di scegliere la tracklist del disco, un po’ per l’arrangiamento, un po’ perché l’originale è una perla, “Attenti al lupo” non poteva mancare''.

C'è da dire che voi particolari lo siete: un duo voce e basso. Insomma, lo stretto necessario. Come riuscite a gestire questa formula? ''La risposta a questa domanda sono due semplici parole: “loop” e “station"! Scherzi a parte, dopo i primi passi un po’ timidi - effettivamente basso e voce è proprio lo stretto necessario, forse anche meno - il duo ha acquisito la giusta sicurezza, grazie alla sinergia da subito presente e soprattutto alla capacità di ridurre allo “stretto necessario” anche il brano stesso. Infine, essere amici da sempre ha reso questo formula ancora più stimolante!''.

Una formula che comunque funziona, dato che avete pubblicato un disco completo, tutto di cover. Si intitola "A bassa voce" ed è decisamente gradevole. Ce ne parlate? ''Il disco nasce dall’unione del nostro stile musicale con le idee e le competenze del produttore artistico Fabio Maggioni. Prima di iniziare le registrazioni del disco, nel nostro repertorio c’era principalmente rock, ma anche alcuni brani italiani, i cui arrangiamenti ci piacevano molto. Insieme a Fabio abbiamo provato ad approfondire questa strada, provando a scavare nella musica leggera in cerca di qualche altra perla. Inoltre il fatto di concentrarci sulle cover italiane ci è sembrata una scelta più inedita e stimolante per noi, più elegante e "di nicchia" per l'ascoltatore''.

Uno sguardo al futuro: cosa vorreste lasciare agli altri con questo disco e con la vostra musica in generale? ''Con questo disco ci piacerebbe che l’ascoltatore possa rivivere lo stesso processo di scoperta che abbiamo vissuto noi. La nostra musica in generale vuole invece stimolare, incuriosire l’ascoltatore. Far riscoprire l’originale da un altro punto di vista, a volte facendo il giro largo, per poi arrivare al nostro stesso punto''.