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02/02/2021   QUARZOMADERA
  ''Siamo in grado di creare e modificare la Storia in meglio, noi gente comune...''

Lo spazio interviste di oggi è appannaggio del lombardo duo-stoner dei Quarzomadera, formato da Davide Sar e Tony Centorrino, con all’attivo 5 lavori compreso il nuovo album “La Storia è anche ora” che sarà anche argomento delle nostre otto domande.

Quarzomadera è un nome che incuriosisce molto, è forse legato alla mineralogia? ''Esattamente, il nome Quarzomadera risale ad un nostro periodo di particolare interesse per la mineralogia. Il Quarzo Madera (scritto ovviamente staccato, in questo caso) è un tipo di minerale ottenuto riscaldando il Quarzo Ametista con raggi ultravioletti, facendogli così assumere un gradevole colore giallo-arancio molto intenso e caldo, così come il sound che ci proponiamo e speriamo sempre di poter evocare''.

Con “Apologia del calore” del 2016 avete chiuso la tetralogia legata agli elementi della natura: acqua, aria, terra e fuoco. Con i nuovi 8 brani di “La Storia è anche ora” cosa volete mettere in rilievo? ''E' un album in cui abbiamo voluto soffermarci a riflettere su questi primi 20 anni del nuovo millennio, un periodo da molti considerato come poco caratterizzante ed importante per la storia dell’uomo a causa di un generale impoverimento culturale ed ideologico, ma nel quale sono avvenuti in realtà molti fatti ed avvenimenti che passeranno inevitabilmente alla storia (terrorismo e fondamentalismo religiosi, l’esplosione dei social media, l’avvento di reality e talent show a dominare i palinsesti televisivi, il progressivo impoverimento economico, le restrizioni politico/sanitarie/lavorative per pandemia e tanto altro ancora), così come passarono alla storia quelli dei secoli passati, nel bene e nel male. La Storia è anche ora, dunque, e non dobbiamo mai dimenticare che siamo in grado di crearla e modificarla in meglio, noi gente comune, con le nostre azioni e la nostra potenziale determinazione''.

Noto che, tra un disco e l’altro, sono passati dai 3 ai 5 anni. Tempi che testimoniano la volontà di ponderare bene i progetti, oppure semplicemente pubblicare solo quando c’è un valido discorso da proporre? ''Componiamo e pubblichiamo solo quando abbiamo molte cose da dire e ci sentiamo realmente ispirati, ecco perchè preferiamo il formato album piuttosto che un solo singolo da pubblicare: l’album ti permette di ideare, focalizzare e realizzare un concetto per poi svilupparlo su più piani, in brani diversi, sia attraverso i testi che attraverso il sound, ma questo comporta naturalmente tempistiche più lunghe in fase compositiva, realizzativa ed anche organizzativa. Ad ogni modo questo è un periodo particolarmente fertile per noi ed il prossimo disco potrebbe anche arrivare in tempi più brevi''.

Per un duo, abbracciare lo stoner-rock sembrerebbe piuttosto impegnativo. Come riuscite ad affrontare il maggior carico di lavoro in assenza di altri elementi? ''E' chiaro che ci definiamo alternative rock o stoner rock solo per dare un indirizzo generale a chi non ci conosce ancora, in modo che possa orientarsi e prepararsi all’ascolto e quindi alle sonorità tipiche di quei generi, ma nella nostra musica possono intervenire anche altre influenze, come ad esempio quella cantautorale, data l’attenzione che dedichiamo ai nostri testi e alle linee melodiche vocali. Oltre a chitarra/voce e batteria ci avvaliamo di basi di basso e tastiere programmate, con suoni molto naturali, direttamente sul sequencer del nostro synth. E’ la soluzione che portiamo anche nei live: “Siete in due ma sembrate in venti” ci dicono, ed in effetti massa e potenza sonora crediamo siano sempre presenti nei nostri concerti, oltre ad essere la nostra una soluzione che ci permette di avere un maggior controllo negli arrangiamenti in fase di composizione. Ci capita a volte di esibirci anche in chiave acustica, con solo voce/chitarra e percussioni, dove cerchiamo di non risparmiarci affatto in termini di energia e dinamismo''.

Il distacco e la divisione sono il nucleo tematico del singolo “Separazione Alpha”. Perché questo concetto lo ritenete cosi importante? ''Perché distacco, divisione e separazione sono espressioni e concetti che hanno spesso un significato negativo nell’immaginario collettivo, quasi come se comportassero situazioni di profondo disagio, senza vie d’uscita. In realtà passando attraverso queste circostanze possono avvenire cambiamenti, presentarsi novità, miglioramenti e soluzioni in positivo, utili ad ottimizzare il proprio stato, la propria condizione ed il proprio benessere, oltre che a quelli del prossimo''.

In oltre vent’anni di carriera, quali sono stati gli incontri e/o gli accadimenti che hanno rappresentato qualcosa di significativo ed evolutivo per voi? ''Ci riteniamo persone molto introspettive, quindi la nostra maturazione e la nostra evoluzione finora sono avvenute sempre guardando dentro noi stessi, pur relazionandoci e confrontandoci costantemente con l’esterno. Abbiamo fatto spesso tutto da noi, contando su pochi appoggi, ma questo ci ha permesso di crescere ed evolverci in continuazione, facendo esperienza e capendo poi cosa era utile alla nostra causa e cosa no''.

Secondo voi, qual è il principale anelito da perseguire in musica? Contribuire, anche se in minima parte, al benessere umorale delle persone e del pianeta, oppure fornire semplicemente una diversa chiave di lettura per un confronto potenzialmente risolutivo? ''Crediamo sia un periodo, questo, in cui la musica non abbia la grande capacità di influenzare facilmente la gente, non ha un potere così forte da condizionare in meglio le idee ed i comportamenti delle persone così come avveniva spesso alla fine del secolo scorso. E’ un momento in cui l’individualismo prevale sul fare gruppo, quindi bisogna cercare di fare entrambe le cose, trasmettere positività e speranza pur manifestando il disagio di vivere in anni bui, invitando a prendere coscienza di sé stessi e a non subire passivamente, cercando invece di informarsi ed essere il più possibile curiosi su ciò che ci circonda''.

In futuro, sono previsti ampliamenti d’organico oppure c’è piena consapevolezza che la formula in duo sia, ormai, quella più congeniale per voi? ''Cosa ci riservi il futuro, non siamo in grado di dirlo con certezza, certo la sintonia, la simbiosi ed il metodo di lavoro che abbiamo in questo modo creato, hanno raggiunto una sincronia, una stabilità ed un tipo di sound tali che crediamo tutto funzioni in maniera ottimale per noi, artisticamente parlando, e si possa così fare musica con idee e convinzione ancora per molto tempo, cercando e sperando sempre di divertirci, divertire, interessare e magari far riflettere''.

Con i migliori auspicii per il proseguo della loro carriera ultraventennale, ci congediamo dai Quarzomadera , ringraziandoli per questo incontro. (Max Casali)