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02/03/2021   NEO GARFAN
  ''Il talento è come una cellula staminale, muta e si adatta...''

Neo Garfan, al secolo Antonello Garofalo, è un cantautore italiano. Si avvicina giovanissimo al mondo della musica grazie allo zio, Ignazio Polizzy Carbonelli, già affermato produttore. Fra il 2005 e il 2006 collabora come autore con Daniele Stefani nell’album “Adesso o Mai”, per Riccardo Fogli in “La Forza che ci Muove” e per Silvia Aprile in “Cortometraggio”. Inizia poi a lavorare con Nicolò Fragile, con il quale nel 2007 pubblica l’album di debutto “Mai dire Mai” e successivamente nel 2008 l’album in inglese “Something more” (Cama Records). Collabora con la trasmissione Amici scrivendo per Luca Napolitano i brani “Cosa sei per me” e “Fino a Tre” (con TinkaBelle) e nello stesso anno vince il Cornetto Free Music Festival e apre il concerto di Zucchero allo Stadio San Siro di Milano. Nel 2009 collabora con gli Stadio come corista nel disco “Diluvio Universale”. Da quel momento la sua attività live lo porta all’estero per diversi anni, tra Russia, Stati Uniti, Inghilterra, Spagna, Africa e Germania. Lavora e collabora con moltissimi musicisti e produttori in giro per il mondo. Tornato in Italia, inizia a produrre il suo terzo album, “Suoni dalla Luna” su etichetta Music Ahead: un lavoro di 3 anni composto da 10 tracce prodotte al BDR Studio con Daniele Ferreri, mixato al ProCube Studio di Roma da Pierangelo Ambroselli e masterizzato da Chris Gehringer (Sterling Sound, New York), uscito il 16 febbraio 2021. Il disco è preceduto dai singoli “Al di là del Limite” e "Caduta libera", fuori in radio e sulle piattaforme digitali.

Come inizia la tua carriera artistica? “Credo che un artista nasca tale... Se hai talento lo hai anche nello spremere le arance, poi sta a ognuno di noi applicarlo in qualcosa. È come una cellula staminale, muta e si adatta. Comunque ho iniziato molto presto, avevo 8 anni quando ho deciso che avrei fatto il musicista per tutta la vita, e un patto è un patto. Devo ringraziare mio zio Ignazio Polizzy Carbonelli, all'epoca affermato produttore, che ha accolto la mia passione, aiutandomi a capire cosa significasse questa scelta”.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo stile? “Sono cresciuto con la musica Motown, Stevie Wonder, Otis Redding, Marvin Gaye, ma non disdegno il pop ben strutturato, artisti come Sia, Imagine Dragon, stimolano molto la mia vena”.

“Suoni dalla luna” è il tuo nuovo album. Quale messaggio vuoi comunicare con il disco? “Io faccio intrattenimento, i messaggi li lascio ai profeti (ride n.d.r). Cerco di esprimere il meglio in termini estetici, esaltando la dialettica e l'antagonismo tra musica e parole, disegnando profili emotivi nei quali gli altri possano rivedersi”.

Come stai vivendo questo momento particolare legato all’emergenza sanitaria Covid-19? “Non sono un essere molto sociale, fatta eccezione per i concerti e la vita di studio. Soffro molto l'impossibilità di esibirmi dal vivo... per il resto, ero in lockdown anche prima. Dai, sto esagerando!”.

Come nasce il tuo nome d'arte? “Da piccolo, mia sorella non riusciva a pronunciare bene il mio nome, invece di Antonello diceva Nenneo, poi nel tempo si è trasformato in Neo... Alla fine mi è rimasto appiccicato”.

Cosa ci riserverà la tua musica nei prossimi mesi? “Ogni album merita di essere espresso dal vivo e questo è il movente per un cantautore. Purtroppo tutto il comparto live è fermo da mesi e temo non avrà una ripartenza a breve. Per il momento siamo in promozione e speriamo in un ritorno alla normalità”.