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23/03/2021   BEPPE DE FRANCESCO
  ''Ogni spettacolo dal vivo credo sia insostituibile, in termini di emozioni e di cultura...''

“Davanti al fuoco” è il nuovo singolo firmato dal cantautore Beppe De Francesco. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Ciao, ci racconti chi sei? ''Sono nato a Trieste, città unica, probabilmente diversa da tutte le altre città italiane. Sono cresciuto in questa città di confine, in un ambiente in cui l’influenza austriaca, italiana, slava, ebrea, tedesca, levantina, turca si mescolano da secoli, donandole un colore molto particolare. Forse per questo mi reputo una persona con molti interessi, quello del teatro, in particolare, lo coltivo sin da ragazzino. Posso dire di aver fatto parte di importanti compagnie teatrali cittadine, sia dialettali che più impegnate, partecipando ad un incredibile numero di rappresentazioni di vario genere, dalla commedia al dramma al varietà e cabaret. Cosa ricordo con più piacere? Gli applausi finali, gli inchini al pubblico felice ed entusiasta, con noi attori che ci teniamo a lungo per mano. Ho questa immagine indelebile nella mia mente ed è questa che mi spinge a voler fare sempre meglio. Se parlo di teatro, parlo di arte e quindi inserisco anche la musica, ogni tipo di musica, che ho imparato ad ascoltare e ad apprezzare fin da bambino, da quando mia madre mi lasciava tranquillo a giocare con la radio sempre accesa. Avevo forse sette anni, un giorno mio padre tornò a casa dicendo: “Da oggi avremo la filodiffusione!”. Montò degli altoparlanti in diverse stanze e via... da quel giorno non posso dire di poter restare senza ascoltare della buona musica''.

Come nasce “Davanti al fuoco”, il tuo singolo? ''Purtroppo nasce da un dolore che sto provando, da una ferita ancora aperta, è una canzone scritta pensando ad una persona davvero molto speciale, presente nella mia vita fino a cinque anni fa e che, per motivi soprattutto dettati dall'orgoglio, ha voluto chiudermi la porta in faccia. Non so se le mie parole potranno servire a risolvere la situazione però non abbandono la speranza di poterla riabbracciare. Penso che mentre l'orgoglio vince, le persone si perdono... come cantava Vasco Rossi: “... ne ha rovinate più lui del petrolio!”.

Hai citato il grande Vasco, a parte lui, chi sono i tuoi punti di riferimento musicali? ''Sono davvero tanti, una vera lista sarebbe molto lunga. Se parliamo di musica leggera italiana, nella mia playlist quotidiana non può mancare la mia concittadina Elisa, che amo molto. Però ascolto veramente di tutto: Tiziano Ferro, Max Pezzali, Ligabue, i Litfiba (soprattutto i primi album), tanto tanto Battisti... davvero, li ascolto tutti e mi fermo qui per non lasciarne fuori nessuno. Tutti mi hanno dato qualcosa di loro, ne sono certo, credo anche i demenziali Skiantos, di cui conservo gelosamente tutti i vinili. A livello internazionale mi ha segnato soprattutto la New Wave anni Ottanta, di cui c'è sicuramente traccia nel mio primo singolo. Amo molto anche l'hard rock, Jimi Hendrix e i Mötley Crüe in particolare. Anche qui, per una lista puntuale avrei bisogno un grande spazio!''.

Pensi che pubblicherai un lp in un prossimo futuro? ''Lo spero, è uno dei miei obiettivi sicuramente. Con un po' di fortuna ma soprattutto tanto impegno, magari più di uno!''.

Che progetti hai in cantiere per i prossimi mesi? ''Per quanto riguarda la musica, ho in preparazione altri tre singoli, uno già depositato in Siae, gli altri due a buon punto con l'arrangiamento. Come ho detto prima, il mio obiettivo finale è quello di riuscire finalmente a raggrupparli tutti in un album, sia sotto forma di EP che di CD. Per quanto riguarda invece il teatro, come sapete purtroppo è ancora tutto fermo a causa di questa odiosa pandemia. Ne approfitto per lanciare un appello ai nostri politici: riaprite al più presto cinema e teatri, un Paese senza cultura rischia di rimanere bloccato nella sua evoluzione culturale. Il mio pensiero va principalmente a tutti quei professionisti che sono rimasti senza lavoro per così tanto tempo, è inaccettabile! Nessun ristoro sarà così generoso da poter alleviare la sofferenza di non poter lavorare. La televisione, certamente, è molto importante ed in un certo qual senso ha attutito il colpo. Però il teatro, così come ogni spettacolo dal vivo in generale, credo sia insostituibile, in termini di emozioni e di cultura. In conclusione, attraverso queste righe vorrei ringraziare i miei preziosi compagni di viaggio: Luca Felici e Simone Oliva - per il loro contributo alla creazione delle giuste sonorità di “Davanti al fuoco” - Sefi Carmel, mix-engineer ed Omar Marantz, bassista''.